SULLA MIA PELLE: dalle Alpi alla foresta Amazzonica


Questa volta voglio parlare di Amazzonia, di cosa ha significato per me, nato a Gordona, un piccolo paese di 1800 abitanti, adagiato sule prealpi  retiche lombarde, ritrovarsi al confine tra Ecuador e Colombia. Tralascerò le rocambolesche avventure che mi hanno portato il 15 novembre del 2013 su di un volo Iberia partito da Madrid e diretto a Quito ed inizierò subito a parlarvi di questa incredibile foresta pluviale chiamata Amazzonia. La mia casa, base, rifugio per 8 lunghi mesi è stata la città di Lago Agrio, capoluogo della provincia di Sucumbios, terra conosciuta in Sud America per l'estrazione petrolifera e la guerriglia colombiana, FARC. Dopo solo tre giorni dal mio arrivo mi sono ritrovato in una missione su uno dei due fiumi che in quella zona fanno da confine naturale tra Ecuador e Colombia. Non so se con parole riuscirò a descrivere la pura gioia, la meraviglia e lo stupore provati nel ritrovarmi in una canoa, circondato da fitta e sconosciuta vegetazione, ammirando con occhi che solo i bambini conoscono ogni piccolo dettaglio, ogni colore. La navigazione assieme ai miei compagni di viaggio, tecnici esperti e abituati alla vita di campo che mi guardano sorridendo, giudicandomi chissà un po' matto, dura solo qualche ora. Una piccola spiaggia è il nostro attracco finale, la canoa si ferma e si apre un mondo: le comunità che vivono sul fiume dal lato ecuadoriano. Persone fuggite dal conflitto, persone che vengono dall'altra parte, pochi metri che però significano una nuova speranza, una nuova possibilità. La qualità di vita di queste comunità varia a seconda della distanza dalle vie di comunicazione che portano a Lago Agrio o a qualche centro più popolato nella parte Colombiana, ma in linea generale è molto bassa. Scarseggia tutto. Le risorse idriche sono contaminate, i fiumi spesso sono avvelenati con fuoriuscite più o meno volontarie di petrolio e così  non resta che utilizzare l'acqua piovana raccolta in contenitori giganti donati dalle Nazioni  Unite.
Non dimenticherò mai il mio primo giorno sul fiume, quell'emozione, quella felicità, quel  sentimento di realizzazione che mi ha pervaso per ore. Non dimenticherò mai che la prima missione di quelle che sarebbero state 42, mi ha visto cadere in  acqua tra le sonore risate di quelli che sarebbero diventati grandi amici e grandi compagni di viaggio. 







 

------------------------------------------------------------------------

Non ti dimenticare di condividere l'articolo

e



Grazie!

La Fraternità non e un sentimento, è uno stile di vita!
A  presto, Diego
Se vuoi visitare l' archivio della sezione: sulla mia pelle, clicca qui.

--------------------------------------------------------

Articoli sull'Ecuador presenti in questo BLOG


Articoli sull'Ecuador scritti per Walking on the South? ( WOTS)


2 commenti:

  1. Ciao Diego, mi piacerebbe chiederti alcune informazioni riguardo alla tua esperienza nell'Amazzonia Ecuadoregna, per un progetto che sto sviluppando. Come posso contattarti?
    Grazie mille!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Marina. Scrivimi pure a questa mail: dbattist@inst.uc3m.es

      Elimina