SULLA MIA PELLE: Ecuador questo è socialismo?


Rafael Correa Presidente dell’Ecuador si autoproclama portatore della nuova ideologia socialista racchiusa nel termine politico, socialismo del secolo XXI, ideato da  Heinz Dieterich nel 1996.



Rafael Correa è stato ufficialmente dichiarato presidente dell'Ecuador il 4 dicembre 2006  e il successivo 15 gennaio si è insediato come 56º presidente della Repubblica. Ad oggi, considerando il primo periodo presidenziale conclusosi con l’entrata in vigore della Costituzione di Montecristi del 2008, Correa si trova nel suo terzo mandato come presidente.
Dopo un anno di Ecuador , con tutta l’umiltà del caso, voglio cercare di fare il punto della situazione di quanto appreso e raccolto dalle esperienze e impressioni degli ecuadoriani che ho avuto la fortuna di conoscere e frequentare.

Non voglio “ buttare il bambino con l’acqua sporca” perciò premetto che è innegabile il cambio ottenuto dalle politiche di Rafael Correa in Ecuador. La trasformazione è stata  talmente radicale da poter fare un comparazione con l’epoca pre – spagnola e l’epoca post-spagnola. Fatta questa premessa voglio però cercare di sviscerare quelli sono i coni d’ombra di questo processo “rivoluzionario”.
Rafael Correa è un economista, e Lui stesso non si stanca di ripeterlo e di mettere in mostra la sua preparazione in questo ambito ma Correa è anche ultracattolico e machista, caratteristiche anch'esse che non nasconde e che anzi fanno parte della sua politica fin dagli inizi.
Lui ama definirsi: Umanista, Cattolico e uomo di Sinistra.
Il nostro punto di partenza sarà la nuova Costituzione della Repubblica dell’Ecuador.
 Durante le riunioni dell’Assemblea Costituente nel 2007 i movimenti sociali vennero invitati a presenziare durante il processo  di stesura e si discussero punti importanti come l’aborto e il matrimonio gay che trovarono la decisa e intransigente opposizione di Rafael Correa.
Oggi in Ecuador il matrimonio omosessuale è vietato ma è legale l’unione di fatto.
Oggi in Ecuador l’aborto è illegale ed è punito con l’incarcerazione. Anche se una donna è stata violentata non può abortire.
Di seguito alcuni esempi che mostrano in maniera inequivocabile il punto di vista del Presidente in materia di uguaglianza di Genere e di Aborto. Qui il link

Queste alcuni frasi del Presidente relative alla uguaglianza di Genere.

      Una cosa è il movimento femminista per l' uguaglianza dei diritti, movimento che appoggiamo con tutto il cuore. Però improvvisamente ci troviamo di fronte degli eccessi, dei fondamentalisti che propongono cose assurde. Già non è uguaglianza di diritti ma uguaglianza in tutti gli aspetti:gli uomini sembrano donne e le donne uomini. Siamo stufi!

      Di base non esiste uomo o donna in natura , il sesso biologico non determina l’uomo e la donna  ma è la condizione sociale a determinare questo aspetto. Qualsiasi persona ha “diritto” alla libertà di scegliere, anche se essere Uomo o Donna. Che stiamo dicendo, per favore?  Questo non resiste alla più piccola analisi. E’ una barbarità che attenta a tutto quello che consociamo Attenta contro le leggi naturali, contro tutto!"

      Diranno che sono un conservatore per credere nella famiglia, si, credo nella famiglia e credo che questa ideologia di Genere, queste fantasie, distruggono la famiglia convenzionale che continua ad essere e sarà felicemente la base della nostra società.

Da segnalare inoltre due casi importanti che hanno fatto discutere

Il primo è relativo alla parlamentare Paola Pabón eletta tra le file del partito di governo – Alianza País  - che nel 2013 presentò una proposta per depenalizzare l’aborto. La Pabón fu minacciata dal Partito e dallo stesso Presidente Correa che arrivò a parlare di tradimento.Qui il link.

Dopo numerose pressioni, la parlamentare, cedette e nell'ottobre del 2013 parlando a  Correa pronunciò queste parole:
“ Con tutto l’affetto che nutriamo verso di te, volgiamo dirti che questa volta ti stai sbagliando. Però per la unità di questo partito, per la unità dei miei 100 compagni parlamentari, ritiro la mia mozione perché questo scontro non evidenzi una rottura interna alle nostre file.”

Il secondo caso, legato al primo, riguarda una protesta avvenuta sempre nell’ottobre del 2013 da parte di alcune attiviste pro-aborto. Qui il link.

Una decina di giovani militanti mostrarono il petto nudo durante una seduta dell’Assemblea Nazionale per appoggiare la proposta di Paola Pabón per la depenalizzazione dell’aborto.  Il fatto fece scalpore in quanto non era mia successo in precedenza che delle donne si opponessero così clamorosamente ad uno Stato ultraconservatore e intriso di religione. Correa dal canto suo ha più volte dichiarato che si dimetterà immediatamente se dovesse essere votata una legge a favore dell’aborto.
Le giovani attiviste sono state oggetto di dure critiche da parte del Presidente che ha dichiarato:
“Un gruppo di ragazzine confonde quello che è protestare con l’essere maleducate, non rispettano i siboli della Patria”

In Ecuador corrono voci insistenti che Correa abbia fatto parte e continui a far parte dell’OPUS DEI.
Qui il link

Non ho prove al  riguardo e soprattutto da quel che so il Presidente non ha mai confermato questa ipotesi.
Le voci però ultimamente hanno iniziato a farsi più insistenti dopo la nomina di Mónica Hernández come direttrice dell’ENIPLA (Strategia nazionale intersettoriale di pianificazione familiare e prevenzione della gravidanza in età adolescenziale). La Hernández, così come Correa, basa il suo lineamento politico sulla dottrina sociale della Chiesa, niente di più lontano rispetto a quello che si propone l’ente del quale  stata messa a capo. L’ENIPLA infatti ha lanciato una campagna che ha visto la partecipazione di diverse ONG chiamata “ HABLA SERIO – SEXUALIDAD SIN MISTERIO” ( Parla seriamente – sessualità senza misteri).


La società civile ecuadoriana, dopo la nomina a sorpresa dell’ultracattolica Hernández, ha aperto una petizione su AVAAZ.org per farla rimuovere dall’incarico. Qui il link.

Per concludere voglio fare riferimento a due scandali più recenti, riguardanti Correa.
Il presidente infatti,  al terzo mandato ( considerando quello svolto prima della costituente di Montecristi) vuole cambiare a costituzione per essere rieletto.
Le dichiarazioni di questo periodo sono completamente opposte alle stesse sue dichiarazioni del 2008 dove diceva che la costituzione dell’Ecuador è una della più garantiste e non sarebbe stata mai cambiata. Adesso i parlamentari di Alianza Pais , partito di governo, hanno tutti assunto la linea presidenziale per cambiare la costituzione a favore delle rielezione di Correa.
Un’altra contraddizione è la seguente.
Rafael Correa aveva tra i punti fondamentali la non trivellazione della riserva naturale più grande al mondo lo  Yasuni, che conta 9280 km ²di Amazzonia.
Correa inizia nel 2013 la campagna  “La mano sucia de Chevron” contro la multinazionale del petrolio Chevron – Texaco per i danni causati in 30 anni di trivellazioni nella provincia di Sucumbios.
Qui il mio articolo apparso su WOTS


Pochi mesi dopo si rimangia clamorosamente la parola e inizia una campagna a tutto campo per convincere il popolo che la cosa giusta da fare è trivellare lo Yasuni. Perché come ama ripetere il Presidente, il petrolio alimenta la Rivoluzione cittadina, slogan che si trova in ogni angolo qui in Ecuador.
Sarà che sono rimasto affezionato all'idea di socialismo di Thomas Sankara e che dopo aver visitato Cuba ormai sono abbastanza disilluso ma proprio non riesco ad aderire a questa nuova ideologia, se questa e la sua espressione concreta.
Voi cosa ne pensate?Sarei curioso di sapere la vostra opinione.

Non ho volontariamente fatto riferimento a Chavez perché non conosco direttamente la storia recente Venezuelana, quindi mi sono attenuto solo ai fatti che vivo quotidianamente da più di un anno.

Una canzone dei Modena City Ramblers alla quale sono molto affezionato e che sicuramente conoscerete



------------------------------------------------------------------------

Non ti dimenticare di condividere l'articolo

e



Grazie!

3 commenti:

  1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  2. Salve.
    Forse semplicemente non possiamo pretendere che una realtà abbandoni in poco tempo retaggi così radicati; forse pretendere che gli Ecuadoriani diventino all'improvviso degli svedesi caffelatte rischia di essere una sottile tentazione imperialista.
    Marx scriveva:
    «Gli uomini fanno la propria storia, ma non la fanno in modo arbitrario, in circostanze scelte da loro stessi, bensì nelle circostanze che essi trovano immediatamente davanti a sé, determinate dai fatti e dalla tradizione.»
    (Il 18 Brumaio di Luigi Bonaparte)

    Poi non saprei: qui nell'attuale nomenclatura di potere abbiamo Giovanardi e Scalfarotto che si scannano su aborto, gay, gender, droga, questione femminile etc. ma appassionatamente uniti come una coppia di fatto nel sostenere politiche ultra-capitaliste... forse allora meglio in Latinoamerica, dove avviene qualcosa di simile, ma per costruire il socialismo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie per il prezioso commento e per la perla di Marx che non conoscevo.
      Come ho scritto non voglio "buttare il bambino con l'acqua sporca" ma non posso fare a meno di vedere forti contraddizioni nelle politiche del governo attuale. Non pretendo di fare neanche un confronto con i politici Italiani, me ne sono andato proprio perché ero stomacato. Trovo però molto importante muovere forti critiche proprio nei Paesi che stanno tentando di sperimentare qualcosa di diverso perché si apprenda dal passato e non si riproducano errori già commessi da altri. L'immagine degli ecuadoriani svedesi mi ha fatto molto ridere. =)

      Elimina