CRONACA: io NON sono ANDERS BREIVIK!


Io sono Charlie ma sono anche Ahmed e sono tutte quelle persone che credono che la società civile debba prevalere di fronte ad ogni tipo di violenza. In questi giorni ho letto molto: articoli e blog di testate giornalistiche famose, commenti di persone sconosciute sui vari social network e prese di posizione di partiti politici italiani e non. Tutti con le loro verità , tutti con i lori dogmi. Quando succedono episodi come quello che ha sconvolto Parigi gli estremisti e gli interventisti per una guerra di  religione, di CIVILTA’ , hanno gioco facile, lo sappiamo. C’è chi decide che l’integrazione è una pagliacciata, che la multiculturalità ha indebolito l’Occidente e che l’Islam sta conquistando con la forza lo spazio vitale dentro il quale si muove la nostra società.
Ma cos'è questo Islam ce lo siamo chiesti? Chi sono queste persone che giustificano le loro barbarie dietro a dogmi assurdi e soprattutto mal interpretati. Credo che molte delle persone che inneggiano ad uno scontro di civiltà non abbiano mai letto il Corano o non abbiano mai avuto modo di parlare con un musulmano moderato come l’Iman della moschea di Colle val d’Elsa, le cui parole dopo i  fatti di Parigi sono riportate qui sotto.

L’attacco terroristico di Parigi è una vergogna, è un basso livello di vile attacco. L’attacco danneggia, deforma e sfigura l’Islam e i musulmani specialmente in occidente. I primi che subiscono un danno enorme di questo attacco terroristico siamo noi, i musulmani che viviamo in Europa, dove abbiamo lavorato e stiamo lavorando per l’integrazione e il rispetto reciproco tra le culture e le religioni e per la linea della moderazione. Il nostro amato profeta Muhammad ha subito torture e offese gravi e insopportabili da parte dei pagani di quraish, ma li ha perdonati tutti. Disse loro: “andate siate liberi”. Non fu vendicatore né giustiziere, ma Misericordia per tutti. Purtroppo siamo impotenti e privi di ogni mezzo che possa fermare questi atti osceni e orrende violenze. Condanniamo fortemente senza limite di parole questa strage. Le nostre condoglianze al popolo francese e ai famigliari delle vittime.
Dott.Abdel Qader
Abu Sumaya
Imam di Perugia e Colle Val d’Elsa

Personalmente ritengo che l’integralismo non porti a nulla di buono, per nessuna della parti in  gioco. Ricordo ancora l’angoscia provata quando i telegiornali raccontarono i fatti di Oslo, raccontarono di Anders Breivik. Se i cristiani non si sentirono per niente rappresentati dalla lucida follia di Andres dovrebbero concedere lo stesso diritto, a chi, musulmano, non si sente rappresentato dal’Isis, Al Qaeda e dai califfi del terrore.



Non vi ricordate chi era Breivik, ecco cosa ci dice Wikipedia su di lui. 

Anders Behring Breivik Oslo, 13 febbraio 1979) è un terrorista norvegese, conosciuto in quanto autore degli attentati del 22 luglio 2011 in Norvegia,che hanno provocato la morte di 77 persone.
Dichiaratosi un anti-multiculturalista, anti-marxista, anti-islamista, e sionista è autore del memoriale 2083 – Una dichiarazione europea d'indipendenza.In questo scritto di 1518 pagine Breivik si definisce "salvatore del Cristianesimo" e "il più grande difensore della cultura conservatrice in Europa dal 1950". Dichiaratosi Cristiano protestante, nello stesso memoriale si definisce antipapista, prendendo forti posizioni contro Benedetto XVI. Membro della Massoneria norvegese, la sua loggia ha affermato di aver avuto solo contatti minimi con lui e il Gran Maestro l'ha immediatamente espulso dall'ordine dopo il suo arresto. Inizialmente ritenuto essere affetto da schizofrenia paranoide, è stato dichiarato "sano di mente e quindi penalmente responsabile" da una controperizia, venendogli riconosciuto solo un elevato disturbo narcisistico della personalità. Il 24 agosto 2012 viene condannato a 21 anni di carcere, pena massima prevista dalla legge norvegese.


Questo è integralismo, questo è fondamentalismo e stiamo attenti perché in Occidente non ne siamo immuni. 

Ricordo come ancora molto giovane venni colpito dalla diatriba tra Oriana Fallaci e Tiziano Terzani. Dalle  lettere contro la guerra di Tiziano che si contrapponevano alla chiamata alle armi di Oriana per una nuova crociata contro l'Islam. L'11 settembre 2001 ha segnato la nostra epoca ma per me fu anche il momento in cui decisi di voler capire, di studiare, di provare sulla mia pelle ciò che dicevano Tiziano e Oriana. Ciò che ho imparato da allora è che non esistono verità assolute, che la ragione ha molte sfumature. Ho visitato molti Paesi arabi, quasi tutti a prevalenza islamica: Tunisia, Marocco, Egitto, Israele, Palestina e Giordania. Infine ho fatto un'esperienza di volontariato in Italia in un progetto di accoglienza di bambini Sahrawi provenienti dai campi profughi costruiti intorni alla città algerina di Tindouf.
Ho condiviso momenti indimenticabili con i bambini e con gli istruttori ed ho imparato cos'è l'integrazione, cosa significa saper ascoltare e saper concedere all'altro la dignità delle proprie convinzioni. Molte sono state le notti passate a bere te e a discutere sull'Islam, sul cristianesimo, sui dogmi. Tutto in gioco, tutto valido, nessun tabù, nessuna violenza. L'islam che ho conosciuto è questo: moderazione, umiltà, fratellanza. 




Dicendo questo non voglio negare le aberrazioni che ancora sono presenti in molte società arabe di religione musulmana, non voglio tacere di fronte alle umiliazioni che subiscono le donne, di fronte alle violenze simboliche e non che impediscono una pari dignità ed una uguaglianza di genere. Nel mio piccolo combatto civilmente, ogni giorno, lavorando perché le cose cambino, aprendo spiragli, tendendo mani. Non mi riconosco nella violenza dei fondamentalisti islamici, non mi riconosco nella violenza cattolica strutturale del governo di Rafael Correa in Ecuador che uccide tanto quanto lo fa una pallottola proibendo l'aborto e chiamando l'uguaglianza di genere, fantasia. Non mi riconosco in chi vede  la soluzione di BREIVIK la scelta da percorrere.

La verità è troppo grande per stare in un mano sola.


Tutto questo mi ricorda questa canzone di Fabrizio de André, buon ascolto




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A presto, Diego
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