STORIA: l'Ecuador di Dolores Cacuango

Quito, Ecuador
Da tempo stavo riflettendo sulla possibilità di scrivere un articolo sulle vite e sulle gesta di due donne, simbolo di un Ecuador passato, indomito e ancestrale. Tra pochi giorni, il 19 di marzo, le sigle delle federazioni indigene parteciperanno ad uno sciopero generale, una huelga come si dice in spagnolo. La tensione è abbastanza alta perché da queste parti, dopo le mobilitazioni indigene degli anni '90, si conosce quale sia il potenziale e la forza di una manifestazione indigena-popolare.
Inoltre in Ecuador, il mese di marzo, è mese delle donne. Iniziativa lodevole che però non riabilita l'immagine di un Paese profondamente machista e che ritiene illegale l'aborto. In questo contesto dunque vi porterò nel passato, in un viaggio alla scoperta di due vite straordinarie, quelle di Dolores Cacuango e Tránsito Amaguaña.

Iniziamo con  Dolores Cacuango

Dolores Cacuango

Donna indigena Quichua, appartenente al popolo Kayampi ,Maria Dolores Cacuango nacque il 26 ottobre 1881 nel latifondo di St. Paul Urcu nella provincia di Pichincha. I suoi suoi genitori lavoravano nel latifondo come "operai indiani", cioè lavoratori indigeni non pagati. Crebbe in povertà estrema nella capanna dei suoi genitori senza poter frequentare la scuola, motivo per il quale solo da adulta imparò a leggere e scrivere. È in questo contesto, caratterizzato da instabilità, povertà, espropriazione terriera  e discriminazione, che Dolores sarebbe riuscita a prendere coscienza della sua situazione di donna, povera e indigena ed a diventare uno dei punti di riferimento della lotta della sinistra ecuadoriana.

Da giovane, vista la situazione di estrema povertà, si vide costretta a lavorare come impiegata domestica nella casa dei padroni del latifondo per ripagare un debito contratto dai suoi genitori. Nel 1905 si sposò con Luis Catucuanmba. I due si dedicarono al lavoro contadino e si trasferirono in una capanna a Yanahuayco, luogo vicino al villaggio di Cayambe. Dolores partorì 9 figli dei quali 8 morirono in età prematura a causa di diversi problemi di salute: sopravvisse solo il primogenito, Luis,che diventò un insegnante.

Nella sua formazione, secondo il ricordo delle lotte e delle proteste, trasmesse in racconti leggendari dai suoi contemporanei, influirono sicuramente i profondi cambi politici e sociali che si manifestarono in Ecuador all’inizio dell’ultima decade del XIX secolo e che videro le comunità indigene svolgere un ruolo da protagonista nella rivolta  contro il potere dei latifondisti e dei suoi proprietari.

Dolores seppe sicuramente della rivolta di Zuleta (Imbabura), violentemente repressa nel sangue nel  1891 e della sollevazione del 1898 degli indigeni Píllaro (Tungurahua). Fu testimone della rivoluzione Alfarista (1895 – 1916) nella quale si promulgò la legge di beneficenza secondo la quale si nazionalizzarono una grande quantità di beni e immobili dell Chiesa, iniziando proprio dalla terra. Il latifondo di San Pablo Urcu che fino a quel momento era stato di proprietà della comunità dei padri Mercedari di Quito, passò allo stato, ma anche questa volta, invece di restituire la terra agli indigeni, venne creata la giunta di Assistenza Pubblica per amministrare queste proprietà.

La prima azione politica di Dolores Cacuango, nella quale manifestò la sua innata predisposizione alla leadership e che definì il suo ruolo come dirigente, si svolse  all'inizio del 1926, quando aveva 44 anni. I fatti fanno riferimento ad una ribellione popolare nel Cayambe sotto la direzione dell’indigeno Jesús Gualavisí, uno dei principali referenti della sinistra ecuadoriana ancora in formazione. La protesta era iniziata sotto l’impulso del sindacato dei Lavoratori Contadini di Juan Montalvo, prima organizzazione con queste caratteristiche, che promosse altre rivolte  e scioperi in diversi latifondi della zona sotto la direzione di un gruppo di donne tra le quali già appariva con tutto il suo carisma e la sua capacità oratoria in Quechua  e in Castigliano, Dolores Cacuango. La partecipazione dei battaglioni dell’esercito  Carchi e Imbabura e la feroce repressione non riuscirono a impedire il contagio della rivolta ad altri latifondi e località, come si poté constatare nell'ottobre dello stesso anno.
Dall'altro lato, l partecipazione di attivisti provenienti dalle città, principalmente del gruppo Antorcha, come Ricardo Paredes, Rubén Rodríguez y Luis F. Chávez, contribì fortemente alla formazione di un nuovo tipo di sindacalismo di chiara espression sociale e politica, contadina e indigena. Come  risultato dell’incremento delle proteste si formarono le organizzazioni collettive e contadine: El Inca, Pan y Tierra y Tierra Libre. Dolores iniziò da quel momento ad essere conosciuta come una delle più importanti attiviste sulla scena politca.
Alla fine del 1930 partecipò nelle sollevazioni indigene que si svolsero nel Latifondo Pesillo e Mayurco, sempre nel Cayambe. Tra le richiesta avanzate dai manifestanti c’era la fine immediata dei maltrattamenti, la soppressione del lavoro obbligatorio per le donne, l’eliminazione della decima e un aumento nel salario per i lavori realizzati. Nonostante la repressione ordinata dal Presidente Isidro Ayora, lo sciopero trionfò e i benefici ottenuti furono utilizzati come antecedente per altre proteste simili, come quella del 1931 nel Latifondo Olmedo, dove Dolores insieme ad altre donne, svolsero un ruolo da protagonista ricoprendo incarichi di spionaggio, reclutamento e difesa, anche a rischio delle proprie vite.

Nello stesso anno risultò un punto chiave nella coscienza e nell'organizzazione della sinistra ecuadoriana la convocazione del primo congresso delle comunità indigene i cui principali promotori furono Jesús Gualavisí insiem ai principali rappresentanti delle sinistra del Paese tra cui spiccavano i leader delle proteste indigene e contadine come Dolores Caucango. Conoscendo il pericolo crescente dovuto alla presa di potere di questi movimenti, l’allora Presidente  dell’Ecuador, Isidro Ayora, decise di inviare il battaglione Yaguachi prima dell’inizio del congresso.L'esercitò chiuse le strade e riuscì ad impedire il concentramento della popolazione. Come seconda misura di sicurezza, vennero incarcerati i dirigenti dei movimenti di protesta e infine vennero distrutte le fattorie dei partecipanti al congresso. Dolores, suo marito e i loro tre figli, persero la loro casa e si ritrovarono nell'indigenza più completa.

Con il passare degli anni, Dolores assunse sempre di più un ruolo di rilievo, non solo come referente della sinistra ecuadoriana, ma anche dentro la struttura dirigente del Partito Comunista soprattutto in rappresentanza delle comunità indigene.
Nel 1934 partecipò attivamente nella campagna presidenziale di Ricardo Paredes, prendendo parte in varie iniziative politiche e di partito
Intanto nel 1942 preparò nel Cayambe il ricevimento del Messicano Vicente Lombardo Toledano, che come segretario generale della Confederazione dei Lavoratori dell’America Latina (CTAL), capeggiò una campagna politica in Ecuador e altri Paesi della Regione. Come molti dei militanti rivoluzionari della sua generazione, Dolores Caucango prese parte alle giornate rivoluzionarie del 1944. Il 28 di maggio di quell'anno si mostrò come un capo agguerrito e guidò l’assalto alla caserma dei carabinieri del Cayambe. Nel mese di Luglio partecipò alla fondazione della Confederazione dei Lavoratori dell’Ecuador (CTE) e nel mese successivo la sua capacità di leadership fu evidenziata nuovamente quando riunì i rappresentanti delle comunità indigene della Sierra per approvare la creazione della Federazione Ecuadoriana Indigena (FEI). Jesús Gualavisí, il vecchio e sperimentato dirigente fu eletto come il primo segretario generale ma fu sostituito da Dolores nell'arco di pochi mesi.Le sue rivendicazioni si concentravano sul benessere del popolo indigeno e contadino dell'Ecuador, esigendo la così tante volte promessa riforma agraria e la ripartizione della terra. L’anno seguente, Dolores, compirà una missione internazionale, rappresentando l’Ecuador nel congresso del CTAL riunito a Calì, Colombia.
Detto questo però bisogna specificare che il contributo di Dolores non fu circoscritto solo all'ambito politico e sindacale. Dolores comprese fin dall'inizio che uno dei principali fattori di debolezza degli indigeni era l’analfabetismo e la non padronanza del castigliano. Insieme a María Luisa Gómez de la Torre, chiamata Mama Lucha, fondo le scuole comunitarie Indigene dell’Ecuador.  La prima fu creata dentro al sindacato “Tierra Libre”, a Yanahuayco e subito dopo altre vennero istituite a Chimba, Pesillo y Moyurco. Tutte le scuole erano dirette da maestri indigeni. Nonostante  la continua minaccia dell’esercito nazionale alle scuole indigene, accusate di essere focolai di comunismo, le scuole continuarono ad operare, senza appoggio dell’Assistenza pubblica e unicamente con l’aiuto economico delle comunità indigene.

Dolores continuò con la militanza comunista,  anche se i cambi inspirati nella politica di partito dalla idee del browderismo nella decade degli anni 50 la portarono a mettere in discussione la sua partecipazione in un fronte politico che stava abbandonando l’idea di rivoluzione per spostarsi verso il socialismo.
Nonostante questo rimase nel partito ma non alla presidenza del FEI. Nel 1963, all'età di 82 anni, la dittatura del Generale Ramón Castro Jijón ordinò la distruzione delle sua fattoria a Yanahuayco, visto che in quel luogo, operava in segreto una scuola indigena.
Segnalata come sovversiva, la “Pazza” Cacuango, come era soprannominata dal Governo, decise di nascondersi nell'altopiano situato tra  Calderón y Cayambe. In alcune occasioni, vestita come una mendicante , riuscì a raggiungere la casa della sua fraterna amica María Luisa Gómez, per ricevere notizie dei suoi compagni e compagne di lotta, che come lei erano perseguitati e in alcuni casi erano desaparecidos/as
La persecuzione della quale era oggetto da parte del Governo non riuscì ad abbattere in nessun momento il suo animo rivoluzionario. Mamma Dolores passava da una comunità ala’altra durante la notte, in assoluto silenzio, accompagnata da indigeni che erano stati suoi compagni di lotta e da giovani che volevano ripercorrere le sue orme.  In una occasione fu scoperta e quasi uccisa dalla polizia vicino a Uyacachu. Nel 1964, vista la pressione popolare e l’aumento del conflitto sociale, il Governo della dittatura militare promulgò la riforma agraria , che nonostante tutto era molto lontana da quella riforma per la quale avevano combattuto le comunità indigene dell’Ecuador. Dolores, nonostante non fosse questa riforma, la tanto attesa e desiderata, decise di appoggiarla e capeggiando una manifestazione di 10 000 indigeni provenienti dal Cayambe pronunciò un vibrante e mai dimenticato discorso nel Teatro Universitario di Quito.

Gli ultimi anni di Dolores Cacuango furono penosi e solitari. La sua vita, dopo così tante lotte, si spense poco a poco, fino alla sua morte avvenuta nell'aprile del 1971. Un piccolo corteo funebre la accompagnò alla sua ultima dimora, nell'umile cimitero di Olmedo dove fu sepolta senza gli onori che avrebbe meritato.  
Con il tempo, la sua vita e la sua storia furono recuperate dalla nuove generazioni: oggi il suo volto, ritratto dal famoso pittore ecuadoriano Oswaldo Guayasamín, illumina una parete del Palazzo Legislativo, vicino a quelli di altri/e forgiatori della nazione. Vicino al suo volto si può leggere una delle sue frasi più famose:

 “Siamo come l’erba dell’Altopiano, puoi strapparla ma lei continuerà a crescere”

L'Ecuador dei giorni nostri deve molto a Dolores, ai suoi sacrifici, alle sue lotte e al suo coraggio. Oggi esiste in Ecuador una istituzione pubblica chiamata " Defensoria del Pueblo" il cui compito è quello di garantire il rispetto dei diritti umani a tutti i cittadini della Nazione, secondo quanto scritto nella costituzione di Montecristi del 2008. Nella sale della Defensoria, vegliando sul lavoro e sulla coscienza dei funzionari, campeggia, insieme ai volti di Gandhi, Madre Teresa, M.L.King e molti altri, anche il ritratto di Dolores Cacuango.


DOLORES CACUANGO
Fonti:

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