STORIA: l'Ecuador di Tránsito Amaguaña

Quito, Ecuador

Come scritto nell'introduzione dell'articolo precedente, quello dove raccontavo l'incredibile storia di Dolores Caucango, da tempo stavo riflettendo sulla possibilità di scrivere un articolo sulle vite e sulle gesta di due donne, simbolo di un Ecuador passato, indomito e ancestrale. In questi giorni le sigle delle federazioni indigene hanno partecipato ad uno sciopero generale, una huelga come si dice in spagnolo. La tensione è abbastanza alta perché da queste parti, dopo le mobilitazioni indigene degli anni '90, si conosce quale sia il potenziale e la forza di una manifestazione indigena-popolare.

Inoltre in Ecuador, il mese di marzo, è mese delle donne. Iniziativa lodevole che però non riabilita l'immagine di un Paese profondamente machista e che ritiene illegale l'aborto. In questo contesto dunque vi porterò nel passato, in un viaggio alla scoperta di un'altra vita straordinaria, quella di Tránsito Amaguaña.

Tránsito Amaguaña



Wikipedia, in poche righe, la presenta così:
Rosa Elena Tránsito Amaguaña Alba, nata a Pesillo, Provincia di Pichincha, il 10 Settembre 1909 - morta nello stesso luogo il 10 di maggio del 2009. Fu un attivista indigena ecuadoriana e uno dei punti di riferimento del femminismo in Ecuador del XXI secolo insieme a Dolores Caucango.

Ecco dunque una vita riassunta in un paragrafo. Ma personalmente non mi basta e credo neanche a molti di voi. Cercherò quindi di approfondire il suo percorso, il suo cammino, gli avvenimenti che l'hanno fatta diventare un leader rispettata e un punto di riferimento per intere generazioni di donne indigene ecuadoriane e non solo.

Tránsito Amaguaña, figlia di Venancio  Amaguaña e Mercedes Alba, due indigeni huasipungo, nacque in un latifondo nel Cayambe durante un'epoca di grandi conflitti sociali. Sua madre fu una dei riferimenti del movimento indigeno di quegli anni.
Ricordiamo infatti che durante l'infanzia di Tránsito si realizzava in Ecuador la rivoluzione Alfarista (1895 – 1916) e prendevano corpo le azioni politiche di Dolores Cacuango.

"La prima azione politica di D.C. , nella quale manifestò la sua innata predisposizione alla leadership e che definì il suo ruolo come dirigente, si svolse  all'inizio del 1926, quando aveva 44 anni. I fatti fanno riferimento ad una ribellione popolare nel Cayambe sotto la direzione dell’indigeno Jesús Gualavisí, uno dei principali referenti della sinistra ecuadoriana ancora in formazione. La protesta era iniziata sotto l’impulso del sindacato dei Lavoratori Contadini di Juan Montalvo, prima organizzazione con queste caratteristiche, che promosse altre rivolte  e scioperi in diversi latifondi della zona sotto la direzione di un gruppo di donne tra le quali già appariva con tutto il suo carisma e la sua capacità oratoria in Quechua  e in Castigliano, Dolores Cacuango. La partecipazione dei battaglioni dell’esercito  Carchi e Imbabura e la feroce repressione non riuscirono a impedire il contagio della rivolta ad altri latifondi e località, come si poté constatare nell'ottobre dello stesso anno."

Tránsito frequentò la scuola per soli sei mesi durante i quali però imparò in modo rudimentale a  leggere e scrivere in castigliano. Successivamente iniziò a lavorare come domestica per i proprietari del Latifondo e all'età di 14 anni si sposò ed ebbe 4 figli maschi. 

Tránsito decise di iniziare a partecipare alle riunioni che si svolgevano nella città di Quito, nelle quali si parlava di difesa della causa indigena ma questo vide la netta opposizione di suo marito. Di fronte al divieto dello sposo, violento e alcolista, di assistere a queste riunioni decise di separarsi e tornò a vivere con la madre.
Partecipò nel 1930 alla "marcia di Quito" (coprendo a piedi una distanza di 66Km) e nel 1931 allo sciopero agricolo di Olmedo. L'attivismo politico di Mamma Tránsito, questo era il nome affettuoso con il quale la chiamavano gli indigeni, gli costò la distruzione della sua piccola casa e la costrinse a vivere in clandestinità per 15 anni.

Durante i suoi viaggi a Quito,Tránsito Amaguaña, frequentò  Dolores Cacuango, della quale divenne grande amica: questa amicizia che portò  buoni frutti alla causa indigena. Le due infatti, costituirono nel 1946, in segreto e con l'appoggio di un'altra dirigente politica indigena di spicco, Luisa Gòmez de la Torre, le scuole bilingue indigene (spagnolo - quechua). 

Nel 1936, i movimenti indigeni ottennero una grande vittoria politica con l'appoggio delle sigle sindacali. Vennero incluse nel codice del lavoro, cosi come nelle leggi per le comuni indigene nel 1937, una serie di norme che regolavano il lavoro agricolo, le relazioni tra agricoltori (peones) e padroni e la difesa delle terre delle collettività indigene. Questo risultato politico riuscì a dare molta visibilità alla causa indigena e alle organizzazioni che si battevano per i diritti di questi popoli, a livello nazionale. 
Nel 1944 il movimento indigeno appoggiò alle elezioni presidenziali Josè Maria Velasco Ibarra, che una volta divenuto presidente, riconobbe ufficialmente le organizzazioni indigene di agricoltori come la Federazione degli Indigeni dell'Ecuador. A seguito di questi fatti, nel 1954, Tránsito Amaguaña appoggiò le organizzazioni di agricoltori della costa che fondarono così la Federazione Ecuadoriana dei Lavoratori Agricoli del Litorale.

Le sue capacità di leader furono internazionalmente riconosciute e nel 1962 Tránsito fu chiamata a Cuba e nell'unione Sovietica in rappresentanza degli indigeni dell'Ecuador.
Di ritorno da questi viaggi internazionali fu arrestata con l'accusa di aver introdotto in Ecuador arme sovietiche e valuta straniera.In realtà a pesare era la sua ideologia comunista e la sua instancabile lotta per creare un sistema cooperativista agricolo di gestione della terra.
Dopo essere stata liberata per mancanza di prove, fu condotta di fronte al Governo dove le venne imposto di firmare un documento dove dichiarava che avrebbe abbandonato il suo attivismo politico. Tránsito rifiutò e consacrò definitivamente tutte le sue forze alla causa delle rivendicazioni indigene. Uscita dal carcere dovette affrontare una serie di lutti:
sua zia e sua padre un giorno non andarono a lavorare nel campo, durante la loro assenza un animale a loro affidato morì. I due, in seguito a questo incidente vennero brutalmente assassinati dalle squadre al soldo dei latifondisti. Oltre a questo, dopo poco tempo anche sua madre e una delle sue nuore morirono così come due dei suo 4 figli: Daniel e Messia.

Dopo anni di intensa lotta sociale, arrivò nel 1964 la legge di riforma agraria promulgata dalla giunta militare che con un colpo di Stato aveva preso il potere spodestando Velasco Ibarra. Questo fatto permise agli indigeni di riappropriarsi delle terre che sotto la presidenza di Ibarra erano passate alla "tutela" dell'Assistenza Pubblica.

Nel 1988 il governo dell'Ecuador riconobbe a Tránsito Amaguaña una pensione grazie alla quale potette ritirarsi a Pesillo, suo paese natale, e dedicarsi all'agricoltura di sussistenza. In suo onore fu fondata nel 1990 una scuola interculturale bilingue che porta il suo nome, nella zona Sud di Quito. Stessa cosa successe il 1° aprile del 2012 a Guayaquil, dove venne inaugurato un collegio che porta il suo nome.

Nel 1997, all'età di 88 anni, ricevette il premio Manuela Espejo de Quito, e nel 2003 fu insignita del Premio Nazionale della Cultura Eugenio Espejo.



Morì il 10 Maggio del 2009, nella comunità dove nacque quasi cento anni prima.
Al suo funerale assistettero l'attuale Presidente della repubblica dell'Ecuador, Rafael Correa e il vicepresidente Lenin Moreno insieme a diversi leader del settore operaio, agricolo e indigeno dell' Ecuador 

Questi sono i link dai quali ho preso spunto e che possono servire da approfondimento per chi volesse saperne di più su questa straordinaria combattente per i diritti umani.


Qui alcuni documentari sulla vita e l'eredità di Tránsito Amaguaña per chi parlasse spagnolo.

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