CRONACA: perché non viene punito il reato di Apologia del Fascismo?

Mi sono preso la briga di andare a leggermi in cosa consista il reato di Apologia del Fascismo, non perché non sappia cosa sia ma perché sembra, sopratutto visti gli ultimi fatti di cronaca italiana, che il mio buon senso non sia in sintonia con quanto stabilito dall'ordinamento giuridico italiano. Immagino che molti di voi abbiano avuto lo stesso senso di smarrimento e di stupore nel veder NON sanzionati certi comportamenti pubblici profusi da facinorosi di estrema destra e non solo. Se è così, vi trovate nella mia stessa situazione e quanto segue potrebbe aiutarvi a fare un po' di chiarezza. (però vi farà anche arrabbiare ve lo anticipo già).

P.s. chiedo venia per tutte le immagini fasciste che troverete nell'articolo. L'unica che mi rappresenta é quella che vedete qui sotto!

Iniziamo dunque il viaggio verso questa grande incongruenza italiana.

Cito da Wikipedia
“Nell'ordinamento italiano, l'apologia del fascismo è un reato previsto dalla legge 20 giugno 1952, n. 645 (contenente "Norme di attuazione della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione"), anche detta “Legge Scelba”
(Troverete il testo integrale della legge alla fine dell'articolo)


La legge 20 giugno 1952 n. 645 (cosiddetta legge Scelba) in materia di apologia del fascismo, sanziona chiunque faccia per la costituisca un'associazione, un movimento o un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità di riorganizzazione del disciolto partito fascista, e chiunque pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche.

Il 28 giugno 1972 la procura della Repubblica di Milano chiese alla Camera l'autorizzazione a procedere nei confronti di Giorgio Almirante, segretario del MSI-DN, per il reato di ricostituzione del disciolto partito fascista.
Il 24 maggio 1973 la Camera concesse l'autorizzazione a procedere con 484 voti (tra cui il voto di Almirante stesso) contro 60. L'inchiesta fu successivamente trasferita a Roma e non fu mai portata a termine.”


Quindi, riassumendo, chiunque inneggi alle gesta del Duce o ostenti oggetti/simboli che richiamino alle politiche antidemocratiche del disciolto partito fascista sta commettendo questo reato!

Guardate il video - Manifestazione fascista di Lega nord e Casa Pound a Milano, 18 Ottobre 2014

Ma allora dove è il problema? Perché ad oggi in italia assistiamo a veri e propri raduni fascisti dove non solo si ostentano immagini del Duce ma si fa chiaro riferimento alle pratiche sanzionate dalla legge 645 del 20 giugno del 52’?


Ecco dove le cose si complicano
Cito nuovamente da Wikipedia
“Verso la legge 645 sono state a più riprese sollevate questioni di legittimità costituzionale, poiché si è sostenuto che la norma di fatto negherebbe a una categoria ideologica, o meglio ai possibili sostenitori di una fazione politica, i diritti dichiaratamente garantiti dalla Costituzione in termini di libertà associativa e di libertà di manifestazione del pensiero. La questione fu ovviamente oggetto di animatissime polemiche politiche quando sempre più esponenti del Movimento Sociale Italiano di Arturo Michelini venivano politicamente e giudiziariamente accusati di questo reato.
Fu perciò nel 1956, in occasione di quasi simultanei procedimenti per apologia del fascismo (presso il Tribunale di Torino, la Corte d'appello di Roma e la Corte d'Appello di Perugia), che fu adita la Corte Costituzionale, la quale si espresse nella nota sentenza del 16 gennaio 1957. La difesa dell'imputato di Torino aveva impugnato il citato art. 4 della legge per asserito contrasto con l'art. 21 primo comma della Costituzione, e il Tribunale di Torino vi aveva sua sponte aggiunto un rilievo di non manifesta infondatezza della «pretesa incostituzionalità dell'intera legge n. 645 del 1952 e non anche del solo art. 4». Vi si aggiunsero gli atti trasmessi dalle altre due corti.
La Corte costituzionale, presieduta da Enrico De Nicola (ex presidente della Repubblica), accogliendo il rilievo dell'Avvocatura dello Stato, riassunse che l'eccezione era stata proposta sia per l'intera legge, sia per l'articolo 1 (ricostituzione), sia ancora per l'articolo 4 (apologia), ma nessuno degli imputati, intanto, era in giudizio per il reato di cui all'art. 1 e questa questione fu accantonata. Circa l'intera legge, della quale si richiedeva verifica alla luce dell'art. 138 Cost., per stabilire cioè se essa costituisse revisione costituzionale (e avesse così infranto la procedura prescritta per le revisioni costituzionali), la Corte stabilì che la legge 645 non aveva rango di legge costituzionale e che quindi non comportava revisione, né contrasto con la norma dedotta, essendo invece mera applicazione della XII disposizione.
Circa l'art. 4 ( apologia) la Corte si soffermò invece a meglio definire la fattispecie delittuosa, segnalando che il reato si configura allorquando l'apologia non consista in una mera "difesa elogiativa", bensì in una «esaltazione tale da potere condurre alla riorganizzazione del partito fascista», cioè in una «istigazione indiretta a commettere un fatto rivolto alla detta riorganizzazione e a tal fine idoneo ed efficiente» e ritenne di non la ravvisare alcuna violazione delle disposizioni contenute nell'art. 21 della Costituzione.


Servizio di La7 che ci racconta cos'è Casa Pound
Riassumendo
In Italia abbiamo una legge, la 645 del 20 giugno 1952, chiamata “legge Scelba” che definisce il reato di Apologia del Fascismo. Questa legge però ha creato cono d’ombra giuridico nel quale dopo ben 63 ANNI non si´e ancora riusciti a fare luce. La legge è anticostituzionale o non è anticostituzionale?
Ad oggi, in pratica, nessuno è punibile, o quantomeno nessun giudice potrebbe affermare, a rigor di legge, che ci si trova di fronte ad Apologia del Fascismo, visto e considerato che qualsiasi avvocato della difesa potrebbe appellarsi all'incostituzionalità della legge Scelba, bloccando di fatto il procedimento penale.
Ma allora  perché nessuno ha preso provvedimenti in 63 ANNI?!!! 
Un caso su tutti
Cito nuovamente da Wikipedia
“Il Movimento Fascismo e Libertà è stato fondato nel 1991 dal senatore Giorgio Pisanò; ha affrontato alcune decine di processi per ricostituzione del partito fascista, ma la precisazione «del disciolto partito fascista» è stata sufficiente per ottenere in tutti i casi l'archiviazione o l'assoluzione, con la motivazione che il fatto non sussiste. La motivazione di ciò è che, in sostanza, la legge vieta la ricostituzione di un partito, ispirato al disciolto partito fascista, che mira al ritorno di una dittatura fascista.”
Qui la domanda sorge spontanea!
Ci prendete in giro? Se il fatto non sussiste in queste condizioni cosa deve fare una persona per essere condannata per Apologia del Fascismo?
Io sinceramente, da Italiano e da cittadino del Mondo sono proprio stufo che ci siano persone che possano liberamente inneggiare ad un periodo così oscuro della nostra storia, urlare il loro disprezzo per la vita, la loro intolleranza, il loro odio, la loro violenza e nonostante ciò rimanere impuniti. Si faccia luce sui meccanismi della “legge Scelba”! 
Si applichi o se dichiarata anticostituzionale, SI CAMBI LA COSTITUZIONE!!! 
D'altronde i nostri politici lo hanno fatto e lo stanno facendo per scopi molto meno nobili (per usare un eufemismo).
Basta con le ambiguità, legge certa per una pena certa!

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e



Grazie!

La Fraternità non e un sentimento, é uno stile di vita!
A  presto, Diego
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Legge n. 645 del 1952 (legge Scelba):

Norme di attuazione della XII disposizione transitoria e finale
(comma primo) della Costituzione.

Pubblicata nella Gazz. Uff. 23 giugno 1952 n. 143.
1. Riorganizzazione del disciolto partito fascista.
-Ai fini della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione, si ha riorganizzazione del disciolto partito fascista quando una associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista.
2. Sanzioni penali.
- Chiunque promuove, organizza o dirige le associazioni, i movimenti o i gruppi indicati nell'articolo 1, è punito con la reclusione da cinque a dodici anni e con la multa da 2.000.000 a 20.000.000 di lire (3/a) (4). Chiunque partecipa a tali associazioni, movimenti o gruppi è punito con la reclusione da due a cinque anni e con la multa da 1.000.000 a 10.000.000 di lire (1) (2). Se l'associazione, il movimento o il gruppo assume in tutto o in parte il carattere di organizzazione armata o paramilitare, ovvero fa uso della violenza, le pene indicate nei commi precedenti sono raddoppiate (2). L'organizzazione si considera armata se i promotori e i partecipanti hanno comunque la disponibilità di armi o esplosivi ovunque custoditi (2). Fermo il disposto dell'art.29, comma primo, del codice penale, la condanna dei promotori, degli organizzatori o dei dirigenti importa in ogni caso la privazione dei diritti e degli uffici indicati nell'art.28, comma secondo, numeri 1 e 2, del codice penale per un periodo di cinque anni. La condanna dei partecipanti importa per lo stesso periodo di cinque anni la privazione dei diritti previsti dall'art.28, comma secondo, n. 1, del codice penale. (1) La misura della multa è stata così elevata dall'art.113, quarto comma, L. 24 novembre 1981, n. 689, la sanzione è esclusa dalla depenalizzazione in virtù dell'art.32, secondo comma, della legge sopracitata. (2) Gli attuali commi dal primo al quarto così sostituiscono gli originari primi tre commi per effetto dell'art.8, L. 22 maggio 1975, n. 152.
3. Scioglimento e confisca dei beni.
- Qualora con sentenza risulti accertata la riorganizzazione del disciolto partito fascista, il Ministro per l'interno, sentito il Consiglio dei Ministri, ordina lo scioglimento e la confisca dei beni dell'associazione, del movimento o del gruppo (3). Nei casi straordinari di necessità e di urgenza, il Governo, sempre che ricorra taluna delle ipotesi previste nell'art.1, adotta il provvedimento di scioglimento e di confisca dei beni mediante decreto-legge ai sensi del secondo comma dell'art.77 della Costituzione. (3) Comma così sostituito dall'art.9, L. 22 maggio 1975, n. 152.
4. Apologia del fascismo.
- Chiunque fa propaganda per la costituzione di una associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità indicate nell'articolo 1 è punto con la reclusione da sei mesi a due anni e con la multa da lire 400.000 a lire 1.000.000 (1). Alla stessa pena di cui al primo comma soggiace chi pubblicamente esalta esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche. Se il fatto riguarda idee o metodi razzisti, la pena è della reclusione da uno a tre anni e della multa da uno a due milioni (4). La pena è della reclusione da due a cinque anni e della multa da 1.000.000 a 4.000.000 di lire se alcuno dei fatti previsti nei commi precedenti è commesso con il mezzo della stampa (1). La condanna comporta la privazione dei diritti previsti nell'articolo 28, comma secondo, numeri 1 e 2, del c.p., per un periodo di cinque anni (5). (1) La misura della multa è stata così elevata dall'art.113, quarto comma, L. 24 novembre 1981, n. 689. La sanzione è esclusa dalla depenalizzazione in virtù dell'art.32, secondo comma, della legge sopracitata. (4) Comma così sostituito dall'art.4, D.L. 26 aprile 1993, n. 122. (5) Così sostituito dall'art.10, L. 22 maggio 1975, n. 152.
5. Manifestazioni fasciste.
- Chiunque, partecipando a pubbliche riunioni, compie manifestazioni usuali del disciolto partito fascista ovvero di organizzazioni naziste è punito con la pena della reclusione sino a tre anni e con la multa da 400.000 a 1.000.000 di lire (1). Il giudice, nel pronunciare la condanna, può disporre la privazione dei diritti previsti nell'articolo 28, comma secondo, numeri 1 e 2, del codice penale per un periodo di cinque anni (6). (1) La misura della multa è stata così elevata dall'art.113, quarto comma, L. 24 novembre 1981, n. 689. La sanzione è esclusa dalla depenalizzazione in virtù dell'art.32, secondo comma, della legge sopracitata. (6) Così sostituito dall'art.11, L. 22 maggio 1975, n. 152. 5-bis. - Per i reati previsti dall'articolo 2 della presente legge è obbligatoria l'emissione del mandato di cattura (7). (7) Articolo aggiunto dall'art.12, L. 22 maggio 1975, n. 152.
6. Aggravamento di pene.
- Le pene sono aumentate quando i colpevoli abbiano ricoperto una delle cariche indicate dall'art.1 della legge 23 dicembre 1947, n. 1453 (8), o risultino condannati per collaborazionismo ancorché amnistiati. Le pene sono altresì aumentate per coloro che abbiano comunque finanziato, per i fatti preveduti come reati negli articoli precedenti, l'associazione, il movimento, il gruppo o la stampa (9). (8) Recante norme sulla limitazione temporanea del diritto di voto ai capi responsabili del regime fascista. (9) Comma così sostituito dall'art.13, L. 22 maggio 1975, n. 152.
7. Competenza e procedimenti.
- La cognizione dei delitti preveduti dalla presente legge appartiene al tribunale. Per i delitti stessi si procede sempre con istruzione sommaria, salvo che ricorrano le condizioni per procedere a giudizio direttissimo ai sensi dell'art.502 del codice di procedura penale. In questo caso il termine di cinque giorni indicato nello stesso articolo è elevato a quindici giorni.
8. Provvedimenti cautelari in materia di stampa.
- Anche prima dell'inizio dell'azione penale, l'autorità giudiziaria può disporre il sequestro dei giornali, delle pubblicazioni o degli stampati nella ipotesi del delitto preveduto dall'art.4 della presente legge. Nel caso previsto dal precedente comma, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'autorità giudiziaria, il sequestro dei giornali e delle altre pubblicazioni periodiche può essere eseguito dagli ufficiali di polizia giudiziaria, che debbono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, farne denuncia all'autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro si intende revocato e privo di ogni effetto. Nella sentenza di condanna il giudice dispone la cessazione dell'efficacia della registrazione, stabilita dall'art.5, L. 8 febbraio 1948, n. 47, per un periodo da tre mesi a un anno e, in caso di recidiva, da sei mesi a tre anni.
9. Pubblicazioni sull'attività antidemocratica del fascismo.
- La Presidenza del Consiglio bandisce concorsi per la compilazione di cronache dell'azione fascista, sui temi e secondo le norme stabilite da una Commissione di dieci membri, nominati dai Presidenti delle due Camere, presieduta dal Ministro per la pubblica istruzione, allo scopo di far conoscere in forma obiettiva ai cittadini e particolarmente ai giovani delle scuole, per i quali dovranno compilarsi apposite pubblicazioni da adottare per l'insegnamento, l'attività antidemocratica del fascismo. La spesa per i premi dei concorsi, per la stampa e la diffusione è a carico dei capitoli degli stati di previsione della spesa per acquisto e stampa di pubblicazioni della Presidenza del Consiglio e del Ministero della Pubblica istruzione.
10. Norme di coordinamento e finali.
- Le disposizioni della presente legge si applicano senza pregiudizio delle maggiori pene previste dal codice penale. Sono abrogate le disposizioni della L. 3 dicembre 1947, n. 1546, concernenti la repressione dell'attività fascista, in quanto incompatibili con la presente legge. La presente legge e le norme della L. 3 dicembre 1947, n. 1546, non abrogate, cesseranno di aver vigore appena che saranno state rivedute le disposizioni relative alla stessa materia del Codice penale. 


3 commenti:

  1. il cavillo è : un animillo che tritta galippa e salta gli osticoli

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  2. https://www.change.org/p/mark-zuckerberg-facebook-rimuova-i-contenuti-di-apologia-del-fascismo

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  3. E' la massoneria che lo vuole.

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