SULLA MIA PELLE: Ecuador, cronache di un colpo di Stato.

Oggi 2 luglio 2015, secondo fonti del Ministero dell’Interno (qui la conferenza stampa in cui José Serrano, ministro dell’interno ecuadoriano denuncia i fatti) sarebbe stato sventato un colpo di stato ai danni di RafaelCorrea e della “Revolución Ciudadana”.


Fonte
PREAMBOLO 
Oramai da quattro settimane i sostenitori della destra conservatrice tengono l’Ecuador in costante fibrillazione. Tutto è iniziato con la presentazione da parte del Governo di un disegno di legge che aumentava l’imposizione fiscale sull'ereditá e sulla plusvalenza. Una misura che avrebbe colpito, secondo fonti dello stesso Governo, solo la parte più ricca del popolo ecuadoriano, stimata nel 2% del totale della popolazione. Il disegno di legge, una delle misure più a sinistra prese dal Governo di Correa dall'inizio del suo progetto politico nel 2007, non ha però incontrato il favore del popolo che lo ha visto solo come un ulteriore carico impositivo. L'incapacitá di comunicare efficacemente questa misura allo strato sociale più povero dell'Ecuador,quello che per intendersi sostiene la "Revolución Ciudadana", ha fatto il resto. I "Campioni" della destra conservatrice, Jaime Nebot in testa, hanno preso la palla al balzo ed hanno organizzato intense e ripetute manifestazioni nelle città principali come Quito ( la Capitale) e Guayaquil. La contromossa del Governo (come questo video esplicativo) è arrivata in ritardo e nonostante il disegno di legge sia stato ritirato, le cose hanno iniziato a precipitare. La Provincia delle Galapagos  ( io stesso mi sono trovato in una manifestazione mentre ero in viaggio nell'arcipelago a giugno) è in costante protesta da quasi un mese a causa della decisione del Governo centrale di abbassare il salario basico dei lavoratori  (portandolo allo stesso livello di quello del resto del Paese) nonostante l'arcipelago goda di un regime fiscale privilegiato. A questo si aggiunge che secondo fonti non confermate, il Governo stia trattando con la Cina per permettere ad alcune aziende della Repubblica Popolare di poter costruire sulle isole Galapagos (in barba alle leggi vigenti) in cambio di una riduzione dell'immenso debito accumulato dall'Ecuador nei confronti del gigante asiatico. 

I FATTI
Per oggi, giovedì 2 luglio, erano previste tre marce/manifestazioni di protesta contro il Governo di Correa. Il parlamentare del partito conservatore CREO, Andrés Páez, aveva convocato la cittadinanza a riunirsi intorno al palazzo dell'Assemblea Nazionale per dirigersi poi verso la sede del Governo. Allo stesso tempo i sindacati delle sigle Indigene e degli agricoltori, che rivendicano migliori condizioni di lavoro, avrebbero dovuto iniziare la loro manifestazione dal palazzo dell'Istituto Ecuadoriano di Sicurezza Sociale,  unirsi poi alla  manifestazione dei medici e degli/lle infermieri/e, che protestano contro la creazione dell' agenzia di controllo della qualità dei servizi di salute e dirigersi in forze verso il Palazzo del Governo, Carondelet, dove avrebbero incontrato i manifestanti di Andrés Páez.

Il governo di Correa aveva qualificato queste tre manifestazioni come " un colpo di stato blando"
Nel pomeriggio di ieri, il ministero degli Interno, ha convocato la stampa per diffondere i piani di destabilizzazione del Paese ed i nomi degli attori coinvolti.
Il rapporto presentato da José Serrano assicura che se i "golpisti" non fossero riusciti a conquistare il potere, avrebbero messo in atto un piano B: prendere con la forza gli aeroporti di Quito e Guayaquil e creare abbastanza caos da far decidere al Papa Francisco di cancellare la sua visita in Ecuador, prevista per il 5 di luglio.
La parlamentare del partito Indigeno Pachakutik, Lourdes Tibán, nominata da Serrano come una dei "golpisti" ha dichiarato:
"Non vogliamo una pace temporale solo perché viene il Papa, vogliamo un Ecuador di pace e libertà!"
I RETROSCENA
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A  presto, Diego

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