VIAGGI - BOLIVIAS's photo story con diario di viaggio

Questo Paese mi ha davvero sorpreso. E’ stato il punto di inizio di un lungo viaggio e si è trasformato nel parametro di confronto di tutto ciò che ho visto successivamente. Sono arrivato a Santa Cruz de la Sierra via aerea da Quito (Ecuador) ed ho proseguito, via terra, in direzione Sud – Ovest fino agli altipiani che uniscono Bolivia, Cile e Argentina. Le foto che vedrete vi racconteranno di questo affascinate viaggio nel cuore della Bolivia. Prima del racconto fotografico troverete il diario che ho tenuto su Facebook attraverso l’hashtag  #KryptoniteversoSUD2015.



ITINERARIO DI VIAGGIO - circa 1500 Km via terra

Da Santa Cruz de la Sierra mi sono diretto a Vallegrande, piccolo villaggio circondato da montagne e vallate, che ha ospitato per 30 anni, dal 1967 al 1997 i resti di Ernesto Guevara de la Serna, di Tania e degli altri valorosi che hanno dato la vita per quel sogno di libertà. Da Vallegrande ho raggiunto la Quebrada del Churo, luogo dell’ultimo combattimento  dei guerriglieri al comando di Ernesto e da li sono arrivato a La Higuera, un complesso di non più di 15 case, tristemente famoso per essere il luogo nel quale, con due scariche di mitra venne giustiziato il Che.  Lasciata la “Ruta del Che”, non senza difficoltà logistiche, ho raggiunto Sucre, la Capitale, attraversando piccoli villaggi sperduti nell’immensità boliviana. Da Sucre mi sono diretto a Potosì, dove ho potuto visitare le miniere del Cerro Rico e la storica Casa de la Moneda. Dopo Potosì è stata la volta di Uyuni, piccola cittadina situata alle porte di quello che è chiamato “ Lo specchio del Mondo”: il Salar de Uyuni. Sono rimasto tre giorni nel deserto prima di raggiungere il Cile e davvero non ho parole per raccontare i paesaggi che hanno visto i miei occhi in questo luogo ai confini del Mondo. Spero solo che le foto possano rendere giustizia alla meraviglia e allo stupore che mi hanno accompagnato durante il viaggio. 


DIARIO DI VIAGGIO
7 agosto 2015
‪#‎KryptoniteversoSUD2015‬ attraverso questo hashtag cercherò di tenere un piccolo diario di viaggio mentre attraverso via terra Boliva, Cile, Argentina e Uruguay. 
Primi aggiornamenti: sono arrivato via aerea a Santa Cruz partendo da Quito. Ho dovuto fare scalo a Bogotà e Lima.L' Aeropuerto Internacional Jorge Chávez di Lima è carissimo, (una bottiglietta d'acqua 8 $) e privo di servizi. Esempio: internet te lo regalano 10 minuti e poi paghi. In compenso l' Aeropuerto Internacional Viru Viru di Santa Cruz è piccolino però accogliente. Sono arrivato alle 2h00 di notte ed ho accampato li fino alle 6h00. Ho incontrato persone molto gentili che mi hanno dato delle dritte davvero buone ( come per esempio usare il "collettivo" per raggiungere la città e risparmiare 9 dollari rispetto al Taxi). Ora sono in giro per la città, per colazione un Mocachinchi, posterò presto la foto Emoticono smile. Meteo: vento pazzesco però sembra che l'inverno non sia arrivato. Adesso devo cercare un trasporto per viaggiare domani in direzione di Vallegrande Santa Cruz dove sono stati conservati in una fossa comune i resti di Che Guevara per circa trenta anni, dal 1967 fino al 1997. Sono emozionato e felice!

‪#‎KryptoniteversoSUD2015‬ appena appresa una pessima notizia che rischia di essere la discriminante negativa del viaggio in ‪#‎Bolivia‬: nuova legge sull'alcol, non si può consumare alcol nella via pubblica, di conseguenza nessuno ti vende una ‪#‎birra‬ e fuori ci sono 30 gradi Emoticono frown Momento divertente quando entrando in un ristorante per pranzare e cercare una birra, un giovane cameriere boliviano ha cercato di vendermi una #Heineken spacciandola per birra nazionale boliviana!!! Un bravo per il tentativo!

‪#‎KryptoniteversoSUD2015‬ Il giorno giunge al termine ed anche il soggiorno a Santa Cruz de la Sierra sta per finire. Domani partirò per il campo, la parte rurale della Bolivia, un viaggio di circa 5/6 ore in bus, per raggiungere Vallegrande. Santa Cruz mi ha fatto tornare alla mente Cuzco in Perù, così precisa, ordinata e pulita nel centro storico e cosi povera, poche strade più in la. Tre cose hanno attirato la mia attenzione. La prima è che il quartiere dove alloggio è invaso da Amish, sono dappertutto con i loro vestiti che fanno tanto casa nella prateria, non ne avevo mai visti così tanti e mai tutti insieme. La seconda è che praticamente ogni casa di Santa Cruz è un ostello, in ogni strada ci sono appesi cartelli che propongono stanze a prezzi miseri (io per esempio pago 6$). L'ultima, è il cosiddetto mercato delle sette strade: un dedalo di bancarelle che si annidano in stretti viottoli e grandi incroci che mi ha ricordato senza ombra di dubbio il suk di Tunisi e quello di Tangeri. Questo mercato però non odora di spezie, di cuoio o di tè alla menta. L'odore è penetrante, è di cibo putrefatto e di carne lasciata al sole. Sotto questo aspetto sembra molto di più il mercato alimentare di Atene o lo scioccante mercato della carne di Tenko Dogo in Burkina Faso: solo per nasi e stomaci forti!
Meteo: il vento non cessa, ho visto il notiziario, diversi danni nella regione di Santa Cruz. Nota positiva: come avete notato nel mio ostello c'è internet. Hasta Mañana Emoticono smile

8 agosto 2015
‪#‎KryptoniteversoSUD2015‬ questo volta ho diversi aggiornamenti Emoticono smile Per prima cosa sono arrivato a Vellegrande dopo un viaggio di 5 ore nel mezzo del niente attraverso il sud-est della Bolivia. Il viaggio è stato lungo e abbastanza stancante però molto folklorico. Ho deciso di usare un trasporto popolare, i cosiddetti "collettivi", bus che trasportano fino a 9 persone, 15% più cari dei bus di linea però molto più veloci e comodi. Insieme a me viaggiava una famiglia indigena che ogni tre per due gridava all'autista di controllare le valige e di andare piano perché avevano paura che il coniglio vivo che trasportavano nel bagagliaio morisse schiacciato Emoticono smile La stessa famiglia ha praticamente mangiato, ruttato e dormito, (in quest'ordine) almeno due volte, durante tutto il viaggio. Credo di avere ancora i vestiti impregnati di odore di pollo arrosto... A proposito di cibo, oltre al mocochinchi ho potuto provare altre cose tipiche come le salteñas (empanadas di pollo però con qualcosa di dolce all'interno che non sono riuscito a distinguere) e il cuñape ( uguale uguale al pan di Yuca in Ecuador). Dicevo di Vallegrande, la capitale del NIENTE! A parte gli scherzi, quando sono arrivato oggi sembrava di stare dentro ad un film di Sergio Leone, c'era il vento, c'èra la sabbia e c`era il villaggio fantasma, solo mancava Morricone con il suo uauauau, ua ua ua... Dopo aver girovagato un po' per il villaggio ho trovato l'hotel e li ho conosciuto Jorge Emoticono smile Chi è Jorge ? Direte voi. Posso descriverlo solo con una metafora pubblicitaria, Jorge è come Tefal, pensa a tutto lui Emoticono smile Con la sua moto mi ha portato in giro per Vallegrande (ovviamente senza casco tutti e due, semmai ve lo stiate chiedendo) per farmi cambiare i soldi, per farmi mangiare nel mercato centrale e per farmi incontrare la guida della casa della cultura cittadina che mi ha portato a visitare il mausoleo del Che, quello di Tania e la lavanderia che tutti ormai conosciamo, la stessa dove è stato deposto il corpo di Ernesto e dove è stata scattata la famosa foto. Insomma Jorge, che è il proprietario dell'albergo nel quale sono ospitato, è stato il valore aggiunto di Vallegrande e sempre lui domani mi accompagnerà a la Higuera. Parlando di compagni di viaggio devo dire che per ora non posso lamentarmi. Ieri, a Santa Cruz ho conosciuto Richard, un cantinero davvero simpatico e Margot ( non è la ragazza di Lupin, ho controllato) una signora boliviana che ha vissuto in Europa per più di 10 anni e che mi ha venduto la birra che tanto stavo cercando. Oggi invece ho incontrato Carlos (un esperto della vita del Che) e sua moglie, due turisti spagnoli che hanno raggiunto Vallegrande da Buenos Aires facendosi,solo, 36 ore di bus!!! Emoticono smile Il compagno di viaggio che più mi sta appassionando però è un libro che mi ha regalato un amico Argentino, prima di lasciare l'Ecuador. E' un libro di Eduardo Galeano e si chiama Memorias del fuego, davvero una Bibbia che mi sta permettendo di vedere quello che mi circonda con occhi meno eurocentrici. 

10 agosto 2015
‪#‎KryptoniteversoSUD2015‬ appena arrivato a Sucre. Ieri ho potuto visitare La Higuera... Grande emozione e grande commozione nell'entrare nella scuola dove è stato ucciso Ernesto. Tutto il piccolo villaggio della Higuera è un grande Santuario, dalla quebrada del Churo, luogo dell'ultimo combattimento dei guerriglieri, alla piccola piazza centrale di fronte alla scuola, tutto sembra rimasto fermo nel tempo... Non nego che un sentimento di grande sconforto e tristezza mi ha invaso... Dentro di me ripensavo alle pagine del diario che Ernesto ha scritto in Bolivia e mi sembrava di essere li con loro. Dopo la visita sono rimasto bloccato 6 ore a Pucara, altro luogo in mezzo al niente dove ho conversato per ore con le vecchiette del paese su Gesù Cristo e la Chiesa Cattolica! Hanno cercato tutte di appiopparmi le nipoti fino a quando mi sono dichiarato ateo... Devo dire che però hanno dimostrato molta tolleranza nei miei confronti Emoticono smile Dicevo che sono rimasto bloccato, si perché da Vallegrande non ci sono collegamenti per Sucre e così ho dovuto aspettare un Bus per Villa Serrano (altro viaggio di 5 ore in mezzo al niente verso il niente) da dove questa mattina ho potuto prendere alle 7h00 un bus verso Sucre (altre 5 ore!). Da risaltare nel viaggio sicuramente il paesaggio desertico e il rumore delle mascelle dei passeggeri del bus che hanno masticato foglie di coca durante tutto il viaggio Emoticono smile Adesso rumbo a Potosi!

‪#‎KryptoniteversoSUD2015‬ il Cerro Rico, la più grande miniera d'argento del Mondo, si staglia in tutta la sua maestosità dalla finestra della mia stanza d'albergo...Domani entrerò nelle sue viscere accompagnato dai minatori, discendenti di quegli indigeni violentati nel corpo e nell'anima dai conquistadores spagnoli. Questa montagna è la tomba di centinaia di persone e il luogo di lavoro di decine di bambini e bambine...

11 agosto 2015
‪#‎KryptoniteversoSUD2015‬ si spegne la luce delle torce sui caschi e finalmente i polmoni possono respirare a pieno... Sono fuori. Dietro di me la bocca della montagna, il Cerro Rico. Mi volto, guardo per l'ultima volta la porta d'ingresso dell'inferno. La guida ha raccontato che in epoca coloniale, durante il grande sfruttamento della montagna da parte degli spagnoli, si calcola che 8 MILIONI di persone sia morte dentro quei tunnel. I morti, almeno, non dovevano soffrire le pene dei vivi... Oggi molto è cambiato ma la montagna continua a mietere vittime e futuro. Decine di giovani di 14-15 anni lavorano nei tunnel come peones per le cooperative di minatori della zona. Il salario è buono, maggiore del salario basico stabilito dalla legge in Bolivia, questo rende il lavoro in miniera attrattivo, soldi subito, senza studiare, ma il loro futuro? Silicosi, tumori alle vie respiratorie e molte altre malattie saranno la fine di questi ragazzi perduti nei tunnel della montagna. Ho provato le stesse sensazioni, lo stesso dolore fisico e lo stesso senso di vuoto che provai nei campi di Auschwitz e Birkenau... Dentro quei tunnel si respira morte. Ascoltavo le esplosioni della dinamite in lontananza e parlavo dentro ai tunnel con i minatori. Uomini semplici, fieri lavoratori, votati al Dio della montagna, colpevoli di essere nati qui! Mi sono venuti alla mente il libro di Galeano " Le vene aperte dell'America Latina" e quello di Todorov "La conquista dell'America. Il problema dell'«altro»", due bibbie che vi consiglio assolutamente di leggere... Non mi dimenticherò del Cerro Rico, non mi dimenticherò dei minatori, non mi dimenticherò di questa tragedia che vede l'Europa, ancora una volta, come CARNEFICE.

12 agosto 2015
‪#‎KryptoniteversoSUD2015‬ mi sono svegliato questa mattina alle porte di quello che chiamano " Lo specchio del Mondo". Qui fa freddo, molto freddo, l'aria è tagliente e sembra che gli abitanti di Uyuni stiano aspettando la neve. Per quel che mi riguarda l'eccitazione e l'emozione che provo pensando a ciò che mi aspetta, mi scaldano il cuore e mitigano la temperatura. Sto per avventurarmi in un viaggio di 3 giorni in uno dei deserti più affascinati del Mondo: una enorme distesa di sale chiamata Salar de Uyuni. Con me lo zaino che mi ha accompagnato fino adesso e che sarà custode di tutti i miei averi fino alla fine del viaggio a Montevideo. Non potrò comunicare con il Mondo esterno durante questo viaggio, solo sale e paesaggi che tolgono il fiato.... Hasta pronto 

PHOTOSTORY

Santa Cruz












































Vallegrande



























































La Higuera









































Pucara







Paesaggi







Potosì































Sucre












Casa de la Moneda (Potosì)




































































Convento di clausura di Santa Teresa ( Potosì)


















































Uyuni













Salar de Uyuni e frontiera con Cile



















































































































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Caminante, son tus huellas
el camino y nada más;
Caminante, no hay camino,
se hace camino al andar.
Al andar se hace el camino,
y al volver la vista atrás
se ve la senda que nunca
se ha de volver a pisar.
Caminante no hay camino
sino estelas en la mar.

Antonio Machado




Questa canzone di Guccini mi ha fatto sognare fin dalla prima volta che la ascoltai la visita a Vallegrande e a La Higuera. Grazie Francesco.






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