CRONACA: La Svezia ritira il suo appoggio alla RASD, scopriamo perchè.


"Se il denaro non rende felici, figuriamoci la miseria". Questo detto che sicuramente molti di voi avranno già sentito me lo porto dietro fin dall'infanzia, fin da quando mio nonno cercava di aprirmi la mente di fronte alle complessità del Mondo. Complessità appunto, di questo parliamo ma anche e sopratutto di un vincitore che è sempre presente e che al momento delle decisioni importanti riesce sempre a far pendere la bilancia dalla sua parte: l'interesse per il guadagno.
Questa volta non è una vittima qualsiasi ad essere caduta nella trappola del "vil denaro" ma bensì la tanto blasonata Svezia, un Paese tanto civile da far impallidire qualsiasi altro Stato che gli si voglia confrontare. Ma veniamo ai fatti. 
La Repubblica Araba del Sahara Occidentale chiede ormai da diverse decadi l'indipendenza dal Marocco e un riconoscimento internazionale in quanto Stato indipendente de facto. Non è ne il momento ne il luogo di aprire una lunga parentesi sulla drammatica storia del popolo Saharawi, vittima di un pessima gestione della decolonizzazione spagnola di un territorio africano al centro degli interessi di almeno tre popoli quindi per approfondimenti rimando a questi video ed a wikipedia.



Ma cosa accomuna Svezia e Sahara Occidentale e sopratutto in che modo tutto questo è relazionato con IKEA?
Eccoci al punto saliente. Ad oggi sono 82 gli Stati del Mondo che hanno riconosciuto la Repubblica Araba del Sahara Occidentale (RASD) come stato indipendente anche se molti di loro hanno sospeso il riconoscimento in attesa che si svolga il referendum tanto osteggiato dal Marocco e che dovrà sancire una volta per tutte la legittima pretesa di indipendenza dei Saharawi. Tra questi stati non troviamo ne gli Stati Uniti d'America, ne la Russia e nemmeno nessun Paese dell'Unione Europea. Almeno fino a poco tempo fa. Nel  2011 infatti, nel parlamento svedese venne presentata la proposta di iniziare "le pratiche" di riconoscimento della RASD ma l'allora governo di centro-destra rifiutò la mozione. Adesso in Svezia governa il centro - sinistra, rappresentato da Stefan Lofven e le pressioni per il riconoscimento della RASD sono cresciute. Tutti insomma si aspettavano che da un giorno all'altro la Svezia diventasse il primo Paese del blocco Occidentale a riconoscerà il diritto dei Saharawi ad esistere como Stato indipendente e invece pochi giorni fa la doccia fredda.
E' infatti di questo fine settimana la notizia che la Svezia ritirerà ufficialmente il suo appoggio ad ogni pretesa della RASD. La decisione è avvenuta dopo che Fredrik Florén, ambasciatore svedese in Tunisia e Libia, ha inviato un suo rapporto al Ministero degli affari esteri svedesi chiedendo una urgente revisione delle politiche riguardanti il Sahara Occidentale. Le dichiarazioni ufficiali parlano "della carenza degli elementi relazionati al diritto internazionale, fondamentali per poter prendere in considerazione un posizionamento della Svezia a favore del riconoscimento dell RASD" ha affermato la ministra svedese per gli affari esteri Margot Wallstrom. 
Quindi secondo le fonti ufficiali si tratterebbe di una questione puramente giuridica legata al diritto internazionale ma altre fonti, ad esempio il giornale marocchino Le360 offrono un'altra allarmante spiegazione. Secondo queste fonti l'agire della Svezia sarebbe dettato da una questione puramente economica legata al gigante svedese IKEA. Il passato mese di settembre 2015 infatti, le autorità marocchine bloccarono l'apertura di un centro IKEA ( il primo in Marocco) nella città di Mohammedia, vicino Casablanca.
Le televisioni svedesi ripetono che l'attuale governo di Lofven è già entrato in conflitto con Arabia Saudita e Israele e che non si può permettere un terzo scontro con un Paese cosi importante per la scacchiera africana. Inoltre si fa notare come l'influenza del Marocco nel mondo arabo non sia da sottovalutare e di come la Svezia abbia bisogno dei paesi arabi per sostenere la sua candidatura per ottenere un posto dentro al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
In concomitanza con l'annuncio di ritiro dell'appoggio svedese alla causa della RASD, da Stoccolma arriva la notizia che il residente del parlamento marocchino, Rachid Talbi Alami, visiterà il Paese scandinavo all'inizio della prossima settimana e che durante il suo viaggio verrà ufficialmente informato della decisione presa dalla Svezia riguardo al Sahara Occidentale.

Voi cosa ne pensate?

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A  presto, Diego
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