CRONACA: 14 contadine che affrontano la Bestia tutti i giorni

Nella vita di ognuna di noi ci sono incontri che segnano. Ci sono momenti nella vita nei quali si ha la lucida sensazione di essere di fronte ad esseri umani straordinari. In quei momenti la cosa che più colpisce è la semplicità di queste persone, la loro capacità di esprimere con parole quasi banali dei concetti universali, delle verità inconfutabili, direi quasi assolute. Nel cammino che ho percorso fino ad ora ho avuto il privilegio di fare diversi di questi incontri. Ogni volta sono cambiato, qualcosa dentro di me si è mosso, si è aperta una breccia è entrata la luce.
Pochi giorni fa si è materializzato un altro di questi momenti. Ho conosciuto personalmente Norma Romero.


Probabilmente a molti di voi il suo nome non dice molto ed è per questo che, rispondendo proprio ad una petizione di Norma, racconterò ancora una volta la storia di 14 donne che dal 1995 affrontano la Bestia e cambiano il Mondo, tutti i giorni.



La Storia de Las Patronas de Veracruz

Messico, anni 90', Stato di Veracruz, Comunità della Patrona nel Municipio di Amatlán
Leonila Vázquez è una contadina. Vive come le hanno insegnato i suoi genitori, di sacrifici e  dei frutti del lavoro del campo, conduce una vita austera ed è molto credente. Sua figlia Norma Romero vive con lei, nel piccolo villaggio di Guadalupe, chiamato cosi in onore alla vergine Maria di Guadalupe, nello Stato messicano di Veracruz. Un sabato Norma esce di casa, porta con se del cibo che dovrà vendere nella piazza del paese. Una volta giunta nei pressi dei binari del treno sente il fischio di una locomotiva, si ferma ed aspetta che il convoglio passi. Norma fissa quell'enorme treno e ad un tratto si accorge che ci sono delle persone che si sporgono da ogni parte. Sono letteralmente aggrappate al treno. La vedono, gridano qualcosa:
< Per favore dacci da mangiare, abbiamo fame>
< Un pezzo di pane! Per favore>
Norma risponde a quel grido d’aiuto lanciando a queste persone il cibo che ha con lei.



Gli sguardi di benedizione che riceve e le poche parole di ringraziamento che le giungono alle orecchie nel mezzo del frastuono provocato dal treno, la segneranno per sempre. Di ritorno a casa, Norma spiega a sua madre Leonila l’accaduto. Le due riuniscono altri membri della famiglia e decidono, senza avere nessuna informazione sulla provenienza di quelle persone aggrappate al treno che avrebbe fatto quanto in loro potere per aiutarle. Dal lunedì successivo e cosi via per i successivi 20 anni, queste donne insieme ad altre che si sono aggiunte in seguito, nutrono i migranti provenienti in maggior parte dal centro america che aggrappati al treno chiamato appunto “la Bestia” cercano la via per raggiungere gli Stati Uniti d’America.

Ecco un breve documentario su queste donne incredibili


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La Bestia
"La Bestia" è il nome con il quale si identifica una rete di treni merci che sono utilizzati dai migranti per attraversare il Messico in direzione degli Stati Uniti d'America. Le persone viaggiano letteralmente "attaccate" ai treni sottoponendosi agli ovvi pericoli che questo comporta. Oltre ad essere assolutamente pericoloso questo modo di viaggiare è ritenuto illegale dalle autorità messicane. Tutti gli anni all'incirca 400 000 migranti, la maggior parte provenienti da centro america, usano questi treni.  Si calcola che fra questi, almeno 5.000 persone perdano la vita ogni anno, che un numero indefinito finisca mutilato o invalido a seguito di incidenti e un altrettanto numero indefinito di persone scompaia nel nulla, vittima delle mafie che proliferano su questo mercato di vite umane.


La rotta del Migrante in Messico (fonte Amnesty International)


Per saperne di più sulla Bestia




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La Fraternità non è un principio, è uno stile di vita!
A  presto, Diego
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Con Norma Romero - Madrid 12 marzo 2016



5 commenti:

  1. Grazie Diego per questa testimonianza, scalda il cuore.
    Marzia

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    Risposte
    1. Grazie a te per aver trovato il tempo di leggerla

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    2. Grazie alle tue testimonianze di sorta che i cuori freddi e teste calde abbiamo una scossa che li riporti a quello che è la realtà per questa gente che nasce in paesi dove nessuno vorrebbe mai nascere...grazie Diego e che la strada che percorri aiuti noi "immobili" a smuovere se non le gambe almeno l'anima🍀

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    3. Il mio nome Google Lo Anfossi
      Grazie di nuovo🍀

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    4. Grazie "Lo Anfossi" per le tue belle parole.

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