STORIA: donne che "osarono" vestirsi da uomini

Questo articolo nasce dalla necessità di condividere con i lettori quanto appreso dalla lettura di un raro volume giunto nelle mie mani in un piccola libreria di calle Neptuno, nella città dell'Avana, Cuba. Durante il mio soggiorno nella terra della rivoluzione castrista mi dedicai alla ricerca di libri che non avevano mai lasciato  l'isola, opere alle quali, una volta partito, non avrei forse più avuto accesso. Ebbi fortuna e dopo aver regalato molto delle cose che avevo in valigia, riusci a fare spazio a molti libri. 
Oggi vi parlerò di uno di questi libri. Vi parlerò di fatti che accaddero 200 anni fa nella "perla del Caribe" come la chiamava José Martì, cioè proprio nell'Isola di Cuba. 


Ecco il libro del quale vi parlerò
POR ANDAR VESTIDA HOMBRE ( Per vestirsi da uomo)
Un processo, una talentuoso chirurgo svizzero che si scoprì poi essere una donna, lo scandalo nella colonia spagnola di Cuba , un matrimonio, un amore omossesuale, le accuse di eresia, le umiliazioni, la carcere e l'esilio.Julio César Gonzáles Pagés, autore del volume, documenta quanto appena elencato attraverso una minuziosa ricostruzione storica ottenuta visionando gli atti processuali ancora conservati negli archivi dell'Avana e di Santiago di Cuba. 
La storia di Enrichetta non può lasciare indifferenti, è una storia che ci riporta in un'epoca di dilagante machismo ( anche se allora non si chiamava così), in un epoca nella quale religione e patriarcato scandivano la vita di ogni essere europeo o proveniente da una delle colonie del vecchio continente. 

I FATTI 

Ci troviamo agli inizi del 1800 in Europa. Enrichetta nasce a Losanna e rimane presto orfana. Viene accolta in casa da uno zio che accortosi della sua spiccata "maschilità" decide di correggere il suo carattere dandola in sposa all'età di 15 anni, ad un ufficiale dell'esercito napoleonico, dove egli stesso prestava servizio. Enrichetta non ha scelta, si sposa. Ottiene di seguire sul campo di battaglia il marito, rimane incinta, partorisce una creatura che vivrà solo 8 giorni e rimane vedova all'età di 18 anni. La vita militare le ha insegnato molto sul comportamento degli uomini, cosi decide di trasferirsi a Parigi. Cambia nome in Enrico Favez, usa il grado militare del defunto marito e si iscrive a medicina. In 2 anni diventa chirurgo. 
Una volta ottenuta l'abilitazione per esercitare si trasferisce a Cuba, dove con il "visto bueno" del governatore inizia ad esercitare la professione. Si stabilisce fuori dalla capitale, nella Cuba rurale di quegli inizi del 1800, dove c'è più bisogno, dove c'è più  miseria. Si innamora di una donna che versa in situazione di estrema povertà: Giovanna. I due decidono di sposarsi, Enrichetta sotto le mentite spoglie di Enrico si converte e da protestante diventa cattolica attraverso il sacramento del battesimo. Alcuni giorni prima delle nozze mostra la sua vera natura a Giovanna, lei tutt'altro che sconvolta, accetta Enrichetta per ciò che è: le due, in maniera complice, celebrano le nozze. Anni più tardi, quando le voci sulla vera natura di Enrichetta si diffondono nell'isola, Giovanna è convinta da suo zio a denunciarla e dichiarare di essere stata ingannata: cosi avrebbe almeno salvato l'onore. Per Enrichetta inizia il calvario del processo, l'umiliazione, il giudizio e la pubblica condanna. La chiamano mostro, aberrazione, scherzo della natura. A nulla vale il bene che ha fatto sull'isola,le vite salvate, i malati curati. Passerà più di un anno in prigione, tenterà il suicidio ben due volte. Sola, tradita, afflitta, spogliata di tutto, trattata come una bestia. Dopo l'ultimo tentativo di suicidio il Governatore di Cuba decide di esiliarla a New Orleans dove Enrichetta dichiara di avere famiglia. Una volta giunta negli Stati Uniti d'America  è convinta dai parenti a diventare monaca. Continuerà durante tutta la vita ad esercitare le conoscenze mediche acquisite, non vedrà mai più Giovanna alla quale scriverà delle lettere che straziano il cuore. Morirà nel 1856. 

LE ALTRE 

Enrichetta non è stata la sola. Molte altre donne hanno combattuto le leggi del patriarcato sfidando le istituzione e il rischio delle pene che da queste sfide derivava. nel libro si citano alcuni nomi che riporto qui sotto:
(le citazioni non constano di fonte perchè la stessa è riportata nel libro)


Il caso Murray Hall - Stati Uniti d'America, metà del 1800
"Da poche settimane è morto a New York uno dei politici più  aspri della famosa organizzazione democratica Tammany- Hall, che tanta influenza esercitava in tutti gli Stati Uniti d'America. Il defunto vantava una carriera politica di più di 25 anni e si chiamava Murray Hall. Quando lo preparano per la bara constatarono che era una donna. "

Il caso Charles Wilson
"Ancora oggi nel 1901 segue con vita in un ospizio di Londra una donna di 65 anni, che durante 48 anni si fece passare per uomo ed esercitò la professione di pittore facendosi chiamare Charles Wilson. La sua natura biologica fu scoperta a seguito di una caduta che la resa invalida e la obbligò alle cure dell'ospizio."

Il caso Tony Leesa
"Una caratteristica comune delle donne che si fanno passare per uomini è l'incredibile facilità con la quale riescono ad innamorare le altre donne. Di certo, una delle più celebri in quest'arte, Tony Leesa, lavorava in una grande fabbrica di Jonkers dove aveva fatto innamorare tutte le operai che li si trovavano. Un giorno si innamorò di un uomo e per lui smise di vestirsi in modo maschile, rivelando l'inganno e lasciando molti cuori infranti"

Il caso John Taylor
"Altro fatto documentato del XIX secolo è quello di Mary A. Talbot che servi moti anni nella marina militare inglese sotto il nome di John Taylor."

Il caso Sandor Vay
Tra i fatti storici più eclatanti di questo genere, troviamo uno moto famoso come quello della contessa Sarolta Vay, una ragazza austriaca che, vestita da uomo, si faceva chiamare Sandor Vay, utilizzava pubblicamente il suo titolo di Conte e pubblicò diversi poemi. Riusci ad ottenere cosi tanto favore nella società di Pest (il testo f riferimento ad una parte della città di Budapest, attuale Ungheria) che fece innamorare una ricca giovane e la sposò. Prima che si scoprisse il suo inganno, Sarolta, aveva già speso buona parte delle fortuna di sua moglie"

Il caso di Antonia Masaniello ( della quale avevo già parlato in questo Blog)
Antonio fece parte di tutta la campagna di Giuseppe Garibaldi che si concluse nel 1861 a Teano. Si fece passare per il fratello dell'uomo che in realtà era suo marito. Si vesti sempre da uomo, combatté nella camice rosse e si distinse per molte azioni di valore sul campo di battaglia. Su di lei, all'epoca,  vennero scritte molte canzoni e poesie, eccone una che si trova sulla sua tomba:

« L'abbiam deposta, la garibaldina
all'ombra della torre di San Miniato
colla faccia rivolta a la marina
perché pensi a Venezia e al lido amato.
Era bella, era bionda, era piccina,
ma avea cuor da leone e da soldato!
E se non fosse ch'era nata donna,
porteria le spalline e non la gonna,
e poserebbe sul funereo letto
colla medaglia del valor sul petto.
Ma che fa la medaglia e tutto il resto?
Pugnò con Garibaldi e basti questo! »

L'Autore del Libro

Ecco un video dove Julio César Gonzáles Pagés parla del suo lavoro


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