STORIA: August e le sue braccia incrociate

Questa foto sta circolando su internet oramai da diversi anni, resa popolare per questo incredibile atto di anticonformismo, di dissenso volontario e cosciente. Un uomo con le braccia incrociate bel mezzo di altri suoi simili con il braccio destro teso e alzato per rendere omaggio ad Adolf Hitler. Un gesto che ispira coraggio, lotta, resistenza. Nella storia di quest’uomo però c’è molto di più. Quest’uomo si chiamava August Landmesser e non era un eroe, o per lo meno non voleva esserlo. Quel gesto era un grido disperato, l’ultima possibilità di dichiarare il suo amore per una donna, sua moglie, un'ebrea. 


CHI ERA AUGUST LANDMESSER?
La storia di August Landmesser è legata al partito nazista fin dagli albori di quest’ultimo. Nel 1930, l'economia tedesca si trovava nel caos, la natura instabile del Reichstag portò alla sua scomparsa e tutto questo favorì l'ascesa della leadership opportunistica di Adolf Hitler e del partito nazionalsocialista. August credette che aver i giusti contatti gli avrebbe dato la possibilità di trovare un lavoro nonostante la grande depressione economica di quegli anni e cosi fu uno dei primi nel tesserarsi al partito nazista. Quello fu l’inizio della fine, ma lui ancora non lo sapeva. 

Foto di August Landmesser

Nel 1934, August conobbe Irma Eckler, un donna ebrea: i due si innamorarono perdutamente l’uno dell’altra.  La loro relazione provocò, un anno più tardi, l’espulsione di August dal partito e leggi razziali promulgate in Germania, sotto la guida di Hitler, gli impedirono di legalizzare il suo matrimonio con Irma. 

Foto di Irma Eckler

Nell'ottobre del 1935, dalla relazione "illegale" di August ed Irma, nacque Ingrid 

Foto di Ingrid

LA FOTO PASSATA ALLA STORIA
Era il 13 Giugno 1936 e August stava lavorando come operaio nei cantieri navali di Amburgo. Il Fuhrer quel giorno presenziò al varo di una nuova nave orgoglio del nuovo impulso industriale tedesco. 
August raggiunge insieme ai suoi compagni di lavoro lo spiazzo dove vedranno Hitler, dove il Fuhrer dirà loro qualche parola. Solo da pochi giorni gli hanno comunicato che a causa delle nuove leggi razziali il suo matrimonio con Irma Eckler è nullo, che sua figlia non potrà mai portare il suo cognome, che è accusato di aver “disonorato la razza” e che sarà processato. Non c’è appello né possibilità di far valere le sue ragioni. Da una parte c’è lui, un operaio tedesco armato solo di forza di volontà e di braccia, dall'altra ci sono l’ideologia, la difesa della razza e la pretesa superiorità di un popolo. August è li in piedi, di fronte a lui l'uomo che incarna la causa dell'incubo che sta vivendo. Probabilmente non pensa, probabilmente decide in fretta, oppure fu un gesto pensato, ponderato, programmato: questo non lo sapremo mai. Quello che rimane è questa foto, August che decide  di usare l’unica arma che ha, le sue braccia, per manifestare il dissenso. August si schiera, da solo, contro la più micidiale e spietata macchina da guerra che l’umanità abbia mai conosciuto. Lui, un uomo, solo.  In quel varo del 13 giugno fa vedere allo stesso Fuhrer che lui, almeno lui, non è d’accordo. E ci riesce. L’unico a non tendere la mano in mezzo a centinaia di altri. Un gesto apparentemente insignificante che però viene notato e per nostra fortuna, fotografato. Il gesto è piccolo ma troppo forte anche per una dittatura così feroce. Troppo rischioso lasciare che anche un uomo, uno soltanto, si permetta di non essere d’accordo. Da quel gesto in poi, la sua vita subirà una tragica spirale di conseguenze. 


EPILOGO
Un  anno più tardi, nel 1937,  la famiglia Landmesser si convinse che l’unica possibilità era la fuga dal nazismo. La coppia con la figlioletta Ingrid, tentò una disperata fuga verso la Danimarca ma vennero fermati alla frontiera, August fu arrestato  e accusato di disonorare la “razza”. 
Durante il processo, August ed Irma affermarono di non essere a conoscenza dell'ascendenza ebraica di Irma visto che la stessa era stata battezzata in una chiesa protestante dopo le seconde nozze di sua madre. Nel maggio 1938, August venne assolto per mancanza di prove, ma venne severamente ammonito e avvertito  che la pena sarebbe stata molto alta se avesse reiterato il suo comportamento. August fu rilasciato sulla parola ma solo un mese più tardi fu nuovamente incarcerato e condannato a 30 mesi di lavori forzati in un campo di concentramento. Il delitto commesso: amare Irma, amare un’ebrea. August fu internato e non avrebbe mai più rivisto la sua amata moglie.
Mentre August viene “rieducato” in un campo di concentramento, Irma viene arrestata in base alla nuova legge razziale che autorizza la Gestapo, la polizia nazista, a incarcerare le mogli ebree dei tedeschi che hanno “disonorato la razza”. Irma viene spostata in diversi prigioni e campi di concentramento in uno dei quali darà alla luce la secondogenita di August, Irene. 
Entrambe le bambine vennero inizialmente assegnate ad un orfanotrofio ma Irma ottenne che Ingrid, grazie al suo status  certificato di mezzo sangue, riuscisse ad avere il permesso di andare a vivere con i nonni paterni “Ariani”. La neonata Irene fu successivamente destinata ai campi di concentramento e fu solo grazie ad un parente del padre, che assunse la sua custodia, che riusci a scampare a quell'orrore ed a trasferirsi in Austria. Al suo ritorno in Germania, Irene, fu  nuovamente nascosta da amici del padre in un ospedale dove la sua carta di identità ebraica venne “casualmente “ persa.  Visse nell'ospedale fino alla caduta del regime nazista. 
La storia di Irma ebbe un finale più tragico. Dopo essere riuscita a far uscire le sue figlie da quell'orrore, incontrò la morte nel 1942 nelle camere a gas di del campo di Bernburg.


August fu rilasciato nel 1941 e iniziò a lavorare come caporeparto in una fabbrica. Due anni più tardi, con l'esercito tedesco versando in condizioni sempre più disperate, Landmesser fu chiamato alle armi in un reparto di  fanteria penale insieme a migliaia di altri uomini. Il suo battaglione fu inviato a combattere in Croazia e si presume caduto in combattimento solo sei mesi prima della definitiva sconfitta della Germania nazista del 1945. 
August e Irma furono dichiarati ufficialmente morti nel 1949. Il senato di Amburgo riconobbe la legalità del loro matrimonio nel 1951. Le loro figli si divisori i cognomi dei genitori: Ingrid quello del padre e Irene quello di suo madre. 




I 4 protagonisti di questa storia in un momento felice



Questo articolo prende spunto ( e foto) da un articolo in inglese che troverete a questo indirizzo  scritto da Savannah Cox



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A  presto, Diego
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