JAMES NYANG CHIENJIEK - Dieci rifugiati alle Olimpiadi di Rio de Janeiro


"Abbiamo sempre condiviso tutto. Se uno aveva due paia di scarpe, per esempio, dava un paio a chi non le aveva".


A 13 anni James Nyang Chiengjiek fuggì dalla sua casa in quella che allora si chiamava ancora  Sudan meridionale, per evitare di essere rapito dai ribelli che reclutavano bambini soldato. Come rifugiato nel vicino Kenya, frequentò una scuola situata in una città famosa per il suo altopiano e per aver dato i natali a grandi corridori. Cominciò ad allenarsi con un gruppo di ragazzi più grandi e fu n quel momento che si rese conto di  essere un buon atleta. "In quel momento ho capito che potevo avere successo come corridore. Se Dio ti ha dato un talento, lo devi usare ", dice.


In un primo momento, non avevo scarpe sportive adatte per la corsa. A volte le prendevo in prestito da altri ragazzi, ma a prescindere dalle calzature utilizzate, quando gareggiava, vinceva.  "Abbiamo avuto molti infortuni per indossare scarpe sbagliate", dice. "Abbiamo sempre condiviso tutto. Se uno aveva due paia di scarpe, per esempio, dava un paio a chi non le aveva".

"Se corro bene, sto contribuendo ad aiutare gli altri, soprattutto i rifugiati"


Andando a Rio, James vuole ispirare gli altri. "Se corro bene, sto contribuendo ad aiutare gli altri, specialmente i rifugiati," dice. "Può essere che tra loro ci siano atleti di talento che non hanno ancora avuto la possibilità di essere scoperti. Anche noi siamo rifugiati e alcuni di noi hanno avuto l'opportunità di andare a Rio. Dobbiamo guardare indietro e ricordarci dove sono rimasti i nostri fratelli e le nostre sorelle. Se uno ha talento, lo incitiamo ad allenarsi con noi per poter avere una vita migliore attraverso lo sport ".


Nessun commento:

Posta un commento