PAULO AMOUTUN LOKORO - Dieci rifugiati alle Olimpiadi di Rio de Janeiro



"Prima di arrivare qui, non avevo nemmeno le scarpe"

Solo pochi anni fa, Paolo Amotun Lokoro era un giovane pastore che si prendeva cura di alcuni animali di proprietà della sua famiglia, su una pianura situata in quello che oggi è il Sud Sudan. Lui dice "non conosceva nulla" del mondo, tranne la propria terra d'origine, che è stata in guerra per quasi tutta la sua vita. Gli effetti di questo conflitto lo hanno costretto a fuggire nel vicino Kenya, dove ha coltivato nuove e grandi ambizioni: "Voglio essere campione del mondo," dice.

Paulo ora vive in un campo profughi dove eccelle nelle competizioni sportive della scuola superiore e ha recentemente vinto un posto nella squadra di rifugiati che si sta allenando in questi giorni nelle vicinanze di Nairobi sotto la direzione di Tegla Loroupe, il famoso corridore keniano che detiene diversi record mondiali . "Prima di venire qui, non avevo nemmeno le scarpe", dice. "Ci siamo preparati e allenati per raggiungere un buon livello. Ora siamo  degli atleti. "

I sui sforzi sono stati premiati: Paulo andrà alle Olimpiadi di Rio. "Sono così felice," dice. "So che correrò in nome di tutti i rifugiati. Sono stato uno dei profughi che vivevano  nel campo e ora mi trovo in una situazione che fino a poco tempo fa riuscivo a malapena ad immaginare. Conoscerò così tante persone. La mia gente mi vedrà in televisione e su Facebook ". Il suo obiettivo è semplice: "Se riuscirò a ottenere un buon risultato potrò contribuire a sostenere economicamente la mia famiglia e la mia gente."

Nessun commento:

Posta un commento