POPOLE MISENGA - Dieci rifugiati alle Olimpiadi di Rio de Janeiro


"Il Judo mi ha aiutato ad avere serenità, disciplina e impegno. Questo sport mi ha dato tutto."

Popole Misenga aveva solo nove anni quando fuggì dai combattimenti in Kisingani nella Repubblica Democratica del Congo. Separato dalla sua famiglia, fu salvato dopo otto giorni nella foresta e trasferito nella capitale, Kishasa.

Lì, in un centro per i bambini sfollati, scoprì il judo. "Un bambino ha bisogno di una famiglia che ti guida e ti dice cosa fare pero io non l'avevo. Il Judo mi ha aiutato ad avere serenità, disciplina e impegno. Questo sport mi ha dato tutto. "

Popole è diventato un judoka professionale, pero ogni volta che perdeva una gara, il suo allenatore lo chiusa gabbia per giorni alimentandolo solo con caffè e pane. Infine Popole, ai Campionati del Mondo 2013 a Rio, dove ancora una volta fu privato di cibo per essere stato eliminato al primo turno, decise di fare una domanda d'asilo.

"Nel mio paese, non avevo casa ne famiglia ne senza figli. La guerra ci ha causato così tanta morte e confusione: pensai di poter rimanere in Brasile per migliorare la mia vita."

Dopo aver ottenuto lo status di rifugiato, Popole ha iniziato il suo allenamento nella scuola di judo fondata da Flavio Canto, un ex atleta, bronzo olimpico per il Brasile. "Voglio essere parte della squadra olimpica di rifugiati per far continuare a sognare,  per dare una speranza a tutti i rifugiati e dissipare la loro tristezza," dice. Inoltre spera di catturare l'attenzione dei miei familiari nel mio paese di origine. "Voglio vincere una medaglia e ho intenzione di dedicarla a tutti i rifugiati".

Nessun commento:

Posta un commento