YIECH PUR BIEL - Dieci rifugiati alle Olimpiadi di Rio de Janeiro


"Posso mostrare ai miei compagni rifugiati che ci sono opportunità  e speranza nella vita."

Yiech Pur Biel imparò presto che se voleva raggiungere il suo obiettivo, avrebbe dovuto fare tutto da solo. Nel 2005, fu costretto a fuggire dai combattimenti in Sud Sudan la sua fuga finì solo quando giunse ad un campo profughi nel nord del Kenya. Lì, iniziò a giocare a calcio, ma la frustrazione di non poter fare da solo la differenza nella squadra lo avvicinò all'atletismo.

"La maggior di noi si trova di fronte a molte sfide", dice Yiech. "Nel campo profughi, no ci sono mezzi ne strutture, molte persone non hanno nemmeno le scarpe. Niente palestra. Anche il tempo è contro di noi: dobbiamo allenarci molto presto al mattino o alla fine della giornata per evitare il caldo e il sole ".


Nonostante tutto Yiech è motivato. "Lo faccio per il mio paese, il Sud Sudan, perché noi, i giovani, siamo quelli che possono cambiarlo", ha detto. "E poi, lo faccio per i miei genitori. Ho bisogno di cambiare la loro vita. "



Yiech crede che gareggiare negli 800 metri a Rio lo potrebbe aiutare a diventare un ambasciatore per i rifugiati in tutto il mondo. "Posso mostrare ai miei compagni rifugiati che ci sono opportunità  e speranza nella vita. Attraverso l'educazione, ma anche attraverso l'atletica, si può cambiare il mondo."


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