SULLA MIA PELLE: Basta pensare che tutti possono viaggiare!

Questa è la traduzione di un articolo scritto in inglese intitolato "Stop pretending everyone can travel" apparso il 23 febbraio 2016 sul Blog di Oneika, e che potete trovare a questo indirizzo (click qui)

La riflessione che spinge l'autrice del blog a pubblicare questo articolo mi sembra molto importante e degna di attenzione. Ecco la mia traduzione dell'articolo, buona lettura.

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Cerchiamo di rimanere con i piedi per terra: ci sono circostanze, molte di natura socio-economica o politica, che obbligano alcune persone a restare a casa, mentre  altre girano il Mondo.

Chi segue il mio Blog, probabilmente sa che io detesto i viaggiatori snob, li detesto con ogni fibra del mio essere, tuttavia oggi voglio discutere di qualcosa che scatena ancora di più la mia ira:  il pensiero imperante nella community di viaggiatori che tutti possano viaggiare e che se qualcuno non  ci riesce è perché non si impegna abbastanza o non lo vuole abbastanza.


Ora, so cosa state pensando: "Cosa sta succedendo? Non è forse questo un blog di viaggi?" E avete completamente ragione: come scrittrice e "drogata"  di viaggi, sono un grande sostenitrice dell'esplorazione di questa grande e bella Terra, e di vivere e condividere sui social e su questo blog il sogno di visitarla tutta. Quello che sto cercando di dire e che INCORAGGIO tutti a viaggiare ma mi rendo conto che esistono situazioni che precludono questa possibilità. Questo è il motivo per il quale,  l'atteggiamento diffuso in alcuni ambienti e basato sul principio tutti siamo uguali in termini di accesso alle opportunità di viaggio, mi infastidisce molto.


Viaggiare non è economico o facile per tutte le persone, anche se un sacco di media e riviste di viaggio tradizionali, i blog di in viaggio particolare, vi diranno che tutto quello che dovete fare per essere in grado di viaggiare è cambiare la vostra "mentalità".


Tuttavia, ritengo che questo tipo di messaggi siano ridicoli, ottusi, fuori luogo, e grondanti di privilegi. La verità è che quelli di noi che viaggiano molto sono benedetti dalle circostanze della vita e non debbono questa fortuna solo ad un atteggiamento o ad una "mentalità positiva". Così, quando alcuni di noi pontificano su quanto sia facile attraversare il mondo (ammonendo dall'altro lato, coloro che dicono di non poter fare lo stesso,  perché "non si stanno impegnando abbastanza"), non ci rendiamo conto che il nostro viaggiare si deve più alla fortuna che al duro lavoro e al desiderio.


Infatti, anche se non pensi di essere nato "con la camicia", magari puoi avere la fortuna di possedere un passaporto di uno Stato del "Nord  del Mondo", cioè di un Paese che ti consente di viaggiare liberamente e senza visto per vedere la stragrande maggioranza dei tesori del mondo (il mio passaporto canadese mi permette l'ingresso senza visto in 174 paesi; se utilizzassi quello giamaicano il numero diminuirebbe a 77). Oppure puoi avere la fortuna di vivere in un Paese la cui economia e la cui moneta siano forti e stabili e che ti  permettano di avere un potere d'acquisto tale da poter viaggiare senza fare piazza pulita dei tuoi risparmi.


Il privilegio di viaggiare potrebbe anche dipendere dal fatto che sei i tuoi genitori lavorano entrambi, la tua famiglia può contare su un doppio reddito familiare che magari ti ha aiutato a ottenere l'accesso all'università (diamine, andare all'università oggigiorno è un privilegio di per sé!), senza prendere un prestito di studio che cambierebbe le tue priorità economiche. Quello che voglio dire è:  quanto risulta facile  lasciare il tuo lavoro per viaggiare per il mondo quando la "Banca" rappresentata da mamma e papà ha fatto la parte del leone pagando in anticipo i conti della tua università? E anche se siete andati all'università senza l'assistenza dei genitori, pensate a quanto siete fortunati a non esservi dovuti far economicamente carico dei  vostri fratelli o sorelle, situazione che rappresenta una triste realtà per molti. I risparmi dal vostro lavoretto part-time durante l'università, sarebbero spariti  molto in fretta se vi foste dovuti far carico del  loro affitto o delle riparazioni delle loro auto, non credete?


Visto che siamo in tema, per prima cosa parliamo della possibilità di risparmiare denaro . Anche se possedete un lavoretto decente, un imprevisto o problema tecnico da 400$,  può arrivare in uno schioccare di dita e far diventare il vostro viaggio a Milano, un capriccio del tutto impossibile.



La salute è un altro aspetto dell'equazione che spesso viene ignorato. Va da sé che le persone sane, libere da ogni malattia, hanno il mondo ai loro piedi. Ma cosa succede se si ha una mobilità ridotta o se si soffre di qualche malattia? Saltellare su di un aereo per visitare luoghi sconosciuti non è più così facile, vero?

Basta. Non voglio spingere eccessivamente su questo punto, quello che cerco di fare è  illustrare alcuni dei molti fattori che impediscono alle persone di vedere il mondo. Dopo tutto, non è così facile come rinunciare alla tua bevanda preferita da Starbucks o tenere gli occhi chiusi ripetendo il mantra: "Sì, anche io posso  viaggiare". Questi consigli che fanno appello al "senso comune" semplicemente non funzionano quando non si hanno le possibilità economiche o la mobilità fisica per viaggiare; e sono ancora più inutili quando non è possibile ottenere ferie dal lavoro o non si riesce a trovare una baby-sitter che rimanga con i vostri bambini.


Quindi ripeto: non tutti possono viaggiare. Nonostante le affermazioni in senso contrario, non è qualcosa che tutti possono fare, anche se lavorano sodo per realizzarlo, anche se sono mossi da un desiderio grande quanto la  Russia, a volte semplicemente, non c'è modo. Smettiamola di fingere di non essere privilegiati,  riconosciamo la fortuna che possiedono nel poter riempire i nostri passaporti con i timbri  più diversi, relativamente liberi da oneri e di circostanze avverse..



E tu, cosa ne pensi?

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