VENEZUELA: istruzioni per l'uso. Una chiave di lettura della complessità venezuelana.


In questo articolo chi non si  vuole appoggiare una posizione politica definita ma provare a dare una chiave di lettura per comprendere l'attuale situazione sociale, politica ed economica del Venezuela.


Buona lettura!

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“Bajaron los cerros”

Cerros de Caracas (fonte foto)
Per comprendere la situazione del Venezuela è necessario ritornare ai fatti del 1989. Il 16 febbraio di quell'anno, il governo del Presidente Carlos Andrés Pérez, annunciò una serie di misure economiche (misure neo-liberai) con il proposito di ri-finanziare il debito esterno attraverso il Fondo Monetario Internazionale. Il malessere della popolazione era generalizzato e l'apice arrivò con l'aumento del costo della benzina e del trasporto pubblico. Il 27 di febbraio ci fu  una sommossa popolare (El Caracazo) e una serie di proteste e manifestazioni fecero tremare il Paese per una settimana, dal 27 di febbraio fino all'8 di marzo, lasciando un bollettino di  300 morti e 3000 "desaparecidos", secondo alcune informazioni non ufficiali (Victims of Venezuela’s Caracazo clashesrebureid, BBC).

Carlos Andrés Pérez (fonte foto)
In Venezuela si ricorda questo giorno come "il giorno in cui scesero los cerros", alludendo alle persone che vivono nelle zone più svantaggiate di Caracas (favelas), persone che parteciparono in massa nelle proteste contro le nuove misure economiche annunciate. I giorni 27 e 28 di febbraio numerosi saccheggi si produssero in nel Paese e supermercati, macellerie, negozi di frutta, negozi di elettrodomestici, di mobili e di liquori furono i più presi di mira. Il Presidente della repubblica dell'epoca, dichiarò lo stato di emergenza come stabilito dalla costituzione del 1961, e sospese per 10 giorni le garanzie costituzionali, tra le quali la libertà di espressione, di circolazione, di inviolabilità del domicilio, il diritto alla libertà, quello alla sicurezza personale, il diritto di organizzare riunioni in pubblico e il diritto di manifestare pacificamente. 

Le conseguenze di questi eventi furono terribili, non si sa esattamente quante persone morirono, ma è noto che lo Stato  ordinò la sepoltura di un numero imprecisato di corpi in fosse comuni nella zona chiamate "La Peste", il Cimitero Generale a sud di Caracas, come stabilito nella sentenza 1998 della Corte interamericana dei diritti umani, dove lo Stato venezuelana fu condannata a risarcire i parenti delle 44 persone uccise durante il Caracazo.

Il Comandante Chávez 

In quel momento, Chavez era tenente delle forze armate del Venezuela e si trovava a Caracas.

"Andai a Fort Tiuna e lo trovai in asseto di guerra. Andai a prendere la benzina con un amico che era un colonnello. Mi sedetti nel suo ufficio e vidi in TV quel disastro. Uscii nel cortile e vidi alcuni ufficiali gridando ai soldati di porsi in formazione con fucile alla mano. In quel momento disse al  colonnello "cosa hai intenzione di fare?'. "Oh, Chavez!, Non so cosa accadrà qui. Ma l'ordine che abbiamo ricevuto è che tutte le truppe scendano in piazza per fermare la gente". Rispose il colonnello
"Ma come hanno intenzioni di fermare la gente?'. "Con i fucili e coi proiettili se necessario" e aggiunse ,"Che Dio abbia pietà di noi, questi sono gli ordine" . Vidi i soldati mettersi in marcia, soldati di logistica,  non addestrati per queste operazioni: erano i soldati che lavoravano in cucina, erano gli autisti dei veicoli! Anche ai meccanici diedero un fucile, un casco e munizioni sufficienti. Si capiva benissimo che sarebbe successo un disastro, come effettivamente accadde." Hugo Chávez. (fonte)

Hugo Chávez (Fonte foto)
Tre anni dopo, il 3 febbraio del 1992, Chavez guidò un gruppo di soldati tutti appartenenti " Movimento Rivoluzionario Bolivariano 200," in un tentativo di colpo di stato, fallito, contro il presidente Carlos Andrés Pérez. Intorno alla 01:00 dell 4 febbraio, come parte delle condizioni della resa, venne trasmesso un messaggio televisivo dove Hugo Chavez, riconosceva il fallimento del movimento degli insorti, e dove disse la famosa frase "per ora gli obiettivi non sono stati raggiunti ". Secondo rapporti ufficiali furono 14 i morti quella notte ma secondo dati non ufficiali, sarebbero state almeno un centinaio di persone. Il presidente ordinò la sospensione delle garanzie costituzionali e i militari furono processati per ribellione.

Hugo Chávez (Fonte foto)

Nove mesi dopo, il 27 novembre 1992, fallì un altro colpo di stato, lasciando un bollettino di 171, morti secondo i dati ufficiali.[1] Due anni più tardi, nel 1994, l'allora presidente Rafael Caldera, concesse l'indulto a Chavez e altri militari che hanno avevano partecipato al fallito colpo di stato del 3 febbraio del 1992. A quel punto Chavez, ritornato in libertà, formò il suo partito "Movimento Quinta Repubblica" e viaggiò in tutto il Venezuela, realizzando una campagna elettorale per le elezioni presidenziali del 1998, dove risultò vincitore con il  59.76%.  Assunse la carica di Presidente il 2 febbraio 1999 e la mantenne fino al giorno della sua morte, il 5 marzo 2013.

Hugo Chávez (fonte foto)
Chávez ha basato la sua politica su quello che lui chiamava "rivoluzione bolivariana" di stampo socialista. Formò  una Assemblea Nazionale Costituente per abolire la Costituzione del 1961 e promulgare una nuova costituzione, implementò le missioni bolivariane,  nazionalizzò le grandi industrie del Paese, creò i consigli comunali, espropriò i latifondi, lavorò a fondo per l'unificazione dell'America Latina tanto da essere premiato dall'UNESCO con il Premio Internazionale José Martí , chiamò demonio G.W. Bush in piena sessione generale delle Nazioni Unite, e fu riconosciuto dalla rivista Time come una delle persone più influenti del 2005 e del 2006 e godette  di una abbondanza del prezzo del petrolio senza precedenti. D'altra parte, la sua retorica era aggressiva, chiuse i media che criticavano il suo modo di governare, il suo governo venne accusato aver creato una mancanza di indipendenza del potere giudiziario, la spesa pubblica crebbe eccessivamente, la corruzione dilagò, e la sua famiglia fu costantemente criticata per lussi e stravaganze. Secondo alcuni esperti, nella storia recente non è esistito un personaggio nella politica latino-americana così controverso come Chávez, e non vi è stato un governo come analizzato come quello della "rivoluzione bolivariana", dal giorno in cui arrivò al potere, passando per la morte di  Chávez fino ad oggi con il mandato del suo successore, Nicolas Maduro. Ma la grande domanda che tutti si fanno, popolo venezuelano e politologi e studiosi del settore compresi è: può esistere un Chavismno senza Chávez?

Un Chavismo senza Chávez


Problemi di Salute

Chàvez  lottando contro il cancro nel 2013
(fonte foto)
Il presidente venezuelano era afflitto gravi problemi di salute. Nel 2011 annunciò che soffriva di cancro e che aveva subito un intervento chirurgico a L'Avana, Cuba. Nel luglio dello stesso anno iniziò un ciclo di chemioterapia a L'Avana, ma nel mese di ottobre fece ritorno in Venezuela, e si impegnò a fondo nella campagna elettorale per le elezioni presidenziali, assicurando di essere completamente guarito. All'inizio del 2012 tornò a L'Avana per sottoporsi ad un altro intervento chirurgico e iniziò una serie di trattamenti radioterapici, tutto questo senza abbandonare la campagna. A metà anno dichiarò ancora una volta di essere guarito ma era un Chávez distrutto dalla malattia quello che parlava al popolo venezuelano, un Chávez che si opponeva politicamente ad un
Capriles Radonsky  (fonte foto)
Capriles Radonski (candidato dell'opposizione) giovane e dinamico, che si dedicava a visitare ogni paesino del Venezuela mostrando i problemi nei quali si trovava la nazione, in una campagna elettorale che venne chiamata "casa per casa" dal suo partito (Mesa de la Unidad - MUD). Nonostante i suoi problemi di salute Chavez ottenne la sua quarta vittoria, con il 55.07%, ma fu chiaro che l'opposizione stava prendendo i voti che la Rivoluzione Bolivariana stava perdendo, di fatto fu il miglior risultato dell'opposizione in più di un decennio.
                                                                 

Morte del Presidente

Nel dicembre dello stesso anno il partito Bolivariano vinse le elezioni dei governative in 20 dei 23 stati, nonostante l'assenza del Presidente, che nel frattempo era tornato a L'Avana per il trattamento contro il cancro. Prima di andare a Cuba, Chavez disse pubblicamente ai suoi seguaci che nel caso in cui non avesse superato la malattia, avrebbero dovuto sostenere ed eleggere l'allora vice presidente Nicolas Maduro come Presidente della Repubblica.

"... Nicolas Maduro, non solo deve portare avanti il mandato di Governo in mia assenza, come previsto dalla Costituzione , ma secondo il mio parere, chiaro e brillante come la Luna, irrevocabile, assoluto e totale, deve essere eletto come nuovo Presidente della Repubblica nel caso in cui venissero convocate nuove elezioni... "Hugo Chavez. Dicembre 2012.

Chávez tornò a Caracas 3 mesi più tardi, ma aveva contratto un'infezione respiratoria nella sua ultima operazione a L'Avana, così venne ricoverato all'Ospedale Militare dove morì il 05 marzo 2013. Il suo funerale è considerato con il terzo più grande della storia, calcolando la partecipazione di 6 milioni di persone e 1,9 milioni di telespettatori e  superato solo dal funerale di C.N. Annadurai (Politico Indiano -15 milioni-) e Ruhollah Khomeini (leader politico e spirituale iraniano -12.000.000 -).  Chávez lasciò un Venezuela con prospettive incerte, con uno dei più alti tassi di inflazione in America Latina, una disoccupazione al 7,4%, un elevato livello di insicurezza, ma soprattutto, un Venezuela diviso.

Funerale di Hugo Chávez (fonte foto)

Nicolás Maduro

Secondo la Costituzione della Repubblica Bolivariana del Venezuela le nuove elezioni devono essere convocate entro 30 giorni  dalla morte del presidente. Chávez morì il 5 marzo 2013 e domenica 14 aprile si svolsero le nuove elezioni presidenziali. Per la MUD il candidato era nuovamente Capriles Radonski mentre per il PSUV (partito al governo) il candidato era Nicolas Maduro.
Nicolas Maduro (Fonte foto)
Il popolo rispose alle ultime richieste di Chávez e Nicolas Maduro vinse le elezioni con il 50,61%, rispetto al 49.12% dei voti raccolti da Capriles Radonski . La MUD rifiutò il verdetto dei risultati elettorali e chiese un nuovo conteggio totale dei voti. Per questa richiesta l'allora segretario generale dell'OEA (Organizaciòn de los Estados Americanos) e alcuni governi, si sommarono a questa richiesta ma l'organo rettore elettorale venezuelano (CNE) stabilì che non si poteva eseguire il ri - conteggio per essere questa una procedura non prevista nel sistema giuridico e che tra l'altro non esisteva nessuno precedente di questo tipo. Tuttavia, il CNE accettò di condurre alcune verifiche a campione,  e confermò infine la vittoria Maduro.
Capriles presentò denunce di irregolarità, non solo al CNE, ma anche alla Corte Suprema, che determinò l'inammissibilità di tutti gli appelli, e, infine, alla Commissione Inter-Americana dei Diritti Umani (CIDH), giusto il giorno prima che divenisse ufficiale l'uscita del Venezuela dallo stesso meccanismo della Corte Inter-Americana.
Maduro iniziò un mandato molto discusso e la sua popolarità è in calo ogni giorno di più.  Maduro non ha il carisma del suo predecessore, i suoi discorsi sono etichettati come incoerenti e non riesce ad animare il popolo, tranne le volte in cui  nomina Hugo Chávez.

Las Guarimbas (fai click qui per vedere la galleria fotografica)

Guarimbas (fonte foto)
Meno di 1 anno dopo la morte di Chávez il malcontento per le condizioni di vita nel Paese era palese,  principalmente per le condizioni di inflazione e di insicurezza nella quale era piombata la nazione, con l'inflazione del 56,2% e con più di 24.000 morti violente solo nel 2013.  Il 12 febbraio 2014, il giorno in cui in Venezuela si celebra la Giornata della Gioventù, un altro leader dell'opposizione, Leopoldo Lopez, chiese al Movimento Studentesco di scendere in piazza con lo slogan "la Salida" , attivando le "guarimbas" (blocchi stradali e falò di immondizia e pneumatici).

Quell'anno le guarimbas sfociarono nel caos più totale,si diffusero in quasi tutto il territorio nazionale e furono caratterizzate da episodi di violenza, uso eccessivo della forza da parte della pubblica sicurezza, scontri e repressioni, lasciando un totale di 43 morti, più 800 feriti, 1.854 arrestati e secondo il Forum penale venezuelano, 33 casi di tortura. Di fronte alle accuse, il governo dichiarò che non si trattava di semplici  proteste degli studenti ma che il disordine era stato organizzato e pianificato dalla destra e finanziato dagli Stati Uniti, il leader dell'opposizione Leopoldo Lopez fu  incarcerato e ad oggi si trova ancora in prigione. 

Leopoldo López


Leopoldo López (fonte foto)
Leopoldo López, insieme a Capriles Radonski, rappresenta la gioventù poltica dell'opposizione venezuelana al Bolivarsimo di Maduro. Anche se provenienti da diversi partiti, entrambi sono oppositori del governo bolivariano ed entrambi sono stati imprigionati. López fu sindaco del distretto di Chacao di Caracas nel periodo 2000-2004 e fu rieletto per il periodo 2004-2008 con l' 81% dei voti. Nel 2008 e con l'approvazione del 92% rispetto alla sua amministrazione del distretto, annunciò la sua intenzione di candidarsi come sindaco di Caracas, ma quell'anno il Controllore Generale della Repubblica lo inabilitò  dall'esercizio di qualsiasi carica pubblica per  atti di corruzione (López pagò durante la sua amministrazione gli insegnanti, i vigili del fuoco di Chacao e la polizia con i soldi stanziati per l'illuminazione, e d'altra parte il partito Primero Justicia, dove ha militato, fu accusato di aver ricevuto donazione dalla compagnia petrolifera statale PDVSA, quando sua madre lavorava lì). López ha presentato una denuncia con il sistema inter-americano e alla fine la Corte interamericana dei diritti umani ha condannato il governo venezuelano per la violazione del diritto di López ad essere eletto e di partecipare alle elezioni. Durante la sua permanenza come sindaco nel 2007 e nel 2008 Lopez è stato insignito con  il premio Transparency da Transparency International e nel 2008 è stato riconosciuto come il terzo miglior sindaco del mondo, premio assegnato da City Mayors e World Mayors

Nonostante fosse inabilitato dal ricoprire cariche pubbliche, López non smise mai di fare campagna contro il governo bolivariano, e il 12 febbraio 2014, scese in piazza insieme al Movimento Studentesco. Quello stesso giorno fu emanato un mandato di cattura contro di lui con l'accusa di aver propiziato l'incendio di un edifico pubblico, di danneggiamento di beni pubblici, di incitamento a commettere crimini del reato di associazione per criminalità organizzata.
Il 18 febbraio Leopoldo López, vestito di bianco, di fronte alla statua di José Marti, accompagnato dai suoi genitori, dalla moglie, e dal furore dei suoi seguaci si consegnò alle autorità. Il 10 settembre 2015 Leopold López fu condannato a 13 anni, 9 mesi, 7 giorni e 12 ore di carcere.
Nel mese di ottobre dello stesso anno uno dei procuratori che si fece carico del processo di Lopez mandò un video messaggio alla stampa nel quale sosteneva di essere stato sottoposto a "forti pressioni" da parte del governo bolivariano e che le prove che erano state usate per condannate Leopoldo Lopez erano false. Oggi, all' ex procuratore è stato concesso l'asilo negli Stati Uniti e lavora in un autolavaggio nella città di Miramar, nel sud della Florida.

Situazione attuale

Il governo bolivariano è stato caratterizzato da programmi sociali, ma questi non sono stati sostenibili in primo luogo per la corruzione imperante che è uno dei grandi mali che affliggono da sempre il Paese: il Venezuela si colloca negli  ultimi dieci posti nell'Indice di Percezione della Corruzione stilato da Transparency International con 19 punti su 100. D'altra parte l'inflazione è esplosa; secondo la Banca centrale del Venezuela l'inflazione nel quarto trimestre del 2015 è stata di 180,9% e secondo il report semestrale delle previsioni economiche del Fondo monetario Internazionale per il 2016 è prevista che l'inflazioni arrivi al 700% . Un altro problema che affligge la società venezuelana è il crimine, con 119,87 omicidi ogni 100.000 abitanti, Caracas è considerata la città più pericolosa del pianeta, rapporto secondo l'organizzazione messicana Seguridad, Justicia y Paz.


(Fonte immagine)

A questo si aggiunge il deficit fiscale, la caduta dei prezzi del petrolio, le accuse di traffico di droga, le restrizioni sulla libertà di stampa, la polarizzazione della società venezuelana, e, infine, la mancanza di cibo e medicine .Questa complesso quadro politico-sociale-economica ha indebolito il governo di Maduro, come dimostrato nelle elezioni legislative del dicembre 2015, quando la MUD ha ottenuto 112 dei 167 deputati dell'Assemblea nazionale (Congresso ) disponendo cosi della  maggioranza qualificata nell'assemblea. Lo stesso giorno in cui la nuova Assemblea ha paerto i lavori istituzionali il presidente della stessa ha dichiarato che si sarebbero cercate tute le misure legali possibili per ottenere un cambio di Governo prime delle nuoeve elezioni presidenziali del 2019. 

La Revoca "el Revocatorio"      

Uno di questi meccanismi costituzionali è il referendum di revoca stabilito nella  CRBV (attuale costituzione) all'articolo 233. Secondo la regola costituzionale se il Presidente è popolarmente "revocato" ( può succedere se il popolo considera che il Presidente ha commesso gravi errori nella sua gestione) negli ultimi 4 anni del mandato, la presidenza è assunta dal vicepresidente, vale a dire, se Maduro,  perdesse il referendum, la "revoluciòn Bolivariana" continuerebbe a governare fino al 2019.
(fonte foto)
L'opposizione ha rispettato la prima fase stabilita dal Consiglio Nazionale Elettorale (CNE) per attivare il "revocatorio", cioè la raccolta dell' 1% delle firme di tutto l'elettorato. La seconda fase, quella di raccogliere il 20% delle firme degli elettori non è stato ancora realizzata in quanto il CNE non ha ancora stabilito la data per l'esecuzione di questa operazione. La terza fase sarebbe quella realtiva al referendum  vero e proprio e sarebbero necessari, per ottenere le dimissioni di Maduro,  un maggior numero di voti di quelli che elgi stesso ha ottenuto nelle elezioni del 2013. 

Una buona parte del popolo è scesa in piazza per chiedere che il Consiglio Nazionale Elettorale decida in fretta la data della seconda fase,  in una marcia che é diventata famosa come "La Grande presa di Caracas".

Il Consiglio Nazionale Elettorale del Venezuela ha annunciato che ha approvato la raccolta del 20% per il processo del referendum "revocatorio" del presidente Nicolas Maduro. In una dichiarazione, il CNE ha confermato che il referendum si terrà nel primo trimestre del 2017. Il CNE aggiunge che prima però, tra il 26 e il 28 ottobre dovranno essere raccolte il 20% delle firme dell'elettorato, necessarie per autorizzare la realizzazione del referendum. (più info qui)

Nel frattempo il popolo venezuelano si trova  in un panorama economico desolante. L'opposizione venezuelana accusa il governo e la sua cattiva politica, per quest'ultimo i responsabili della situazione economica attuale sono gli imprenditori che hanno dichiarato una vera e propria "guerra economica" contro lo Stato. Ora spetta ad ognuno di voi fare le vostre proprie analisi e trarre le vostre conclusioni rispetto alla situazione che attualmente si vive in Venezuela, per conto mio spero di aver reso un servizio a quanti/e non avevano assolutamente idea di cose stesse succedendo in questo angolo del Mondo. 


Vi lascio una canzone che credo esprima molto bene i sentimenti di molti venezuelani/e



E tu che ne pensi?

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Grazie!
Diego

La Fraternità non è un principio, è uno stile di vita!
A  presto, Diego

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2 commenti:

  1. interessante ma mancano gli ultimi aggiornamenti, il referendum revocatorio alla fine non e' stato ammesso, almeno fino al 2018 (privando i cittadini del loro diritto di scegliere) e purtroppo 2 giorno fa il tribunale Supremo ha tolto i poteri al parlamento (assemblea costituente). Così il potere esecutivo si auto-aggiudica anche il potere legislativo, ponendo così fine a quella che era una apparente democrazia. http://www.oas.org/es/cidh/prensa/comunicados/2017/041.asp

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    1. Si ha ragione e grazie per la precisazione. Sono sicuro che il suo commento sarà molto utile anche per le altre persone che leggeranno l'articolo. Se le può interessare le segnalo un altro articolo sul Venezuela presente in questo blog e pubblicato di recente (dicembre 2016) sull' Arco Minerario dell'Orinoco. http://civismundi85.blogspot.com.es/2016/12/cronaca-larco-minerario-del-orinoco.html

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