CRONACA: L'altra faccia della medaglia, l'uomo del cartello è un maltrattatore



Ieri la rivista cilena EL DESCONCIERTO ha pubblicato un articolo che aveva il seguente titolo:
Francesca Palma, ex compagna dell'uomo del cartello più famoso della manifestazione "Se non me ne fossi andata di casa, probabilmente sarei stata io UNA MENO"


La foto del cartello della manifestazione del 19 di ottobre, diventata virale nelle reti sociali, il cartello recita:
sono seminudo, circondato dal sesso opposto e mi sento protetto, non intimidito!
voglio lo stesso per le donne!

I FATTI
Il giorno 19 di ottobre migliaia di persone hanno manifestato per le strade di Santiago del Cile nel contesto della campagna “Niunamenos”

WIKIPEDIA ci dice che:
“Ni una menos è un movimento di protesta contro la violenza machista, sviluppatosi  in contemporanea in ottanta città Argentine il 3 di giugno del 2015 e il 3 de giugno e il 19 de ottobre del 2016.  Il movimento si è esteso ad altri Paesi della regione, come Cile e Uruguay il 3 di giugno del 2015 e in Perù il 13 di agosto del 2016. 


La manifestazione del 19 di ottobre vuole denunciare, una volta di più, la violenza machista che in America Latina ha causato un'altra vittima nel mese di ottobre.

"L'argentina Lucía Pérez, di  16 anni, fu drogata, violentata e impalata nella città costiera di Mar del Plata. Dopo aver abusato sessualmente di lei fino a provocare la sua morte, gli assassini la hanno lavato e le hanno cambiato i vestiti. Dopodiché la hanno portata al pronto soccorso dicendo che aveva perso conoscenza per una overdose. I medici non sono riusciti a rianimarla. Questa è la ricostruzione della procura di Mar del Plata,   di uno dei Femminicidi più selvaggi registrati in Argentina e che ha motivato uno sciopero generale delle donne e la manifestazione di mercoledì 19 di ottobre. 


LA MANIFESTAZIONE DEL 19 DE OTTOBRE

Il 19 di ottobre, insieme a migliaia di persone, in maggioranza donne, che sfilavano per le strade della capitale cilena si trovava anche l'uomo del cartello: Felipe Garrido
Felipe, seminudo, tiene tra le mani un enorme cartello. Qualcuno gli scatta una foto e in pochi istanti il messaggio di Felipe attraversa oceani e continenti. 


 Cito dal giornale EL DESCONCIERTO

"Fino a qui, tutto bene. Il suo messaggio inizia a viralizzarsi. In questo stesso giornale si è parlato del cartello come "il più intelligente della manifestazione". Quest'immagine è arrivata a molti portali internazionali e anche agli amici di Francesca Palma, che alla fine le hanno mostrato la foto. Ed ecco come e quando è caduta la maschera e si è rivelato il lato B della storia di Felipe Garrido. Denunce per maltrattamenti  e un'infinità di assegni di mantenimento non pagati per la figlia di undici anni: questo è quello che si trova nei registri della 4 ° Corte di Santiago del Chile.
Palma è la ex compagna  di Felipe Garrido, l'uomo del cartello. La voce che smentiva Garrido ha cominciato a circolare dopo che Francesca, che attualmente lavora come direttrice delle vendite in un vigneto, pubblica la stessa foto dicendo che oltre ad avere un largo storico di maltrattamenti, in quel  momento, invece di trovarsi alla manifestazione, Felipe avrebbe dovuto stare con la figlia, però aveva avvisato che per motivi di lavoro non avrebbe potuto compiere con quanto stabilito dal giudice. Ore dopo, tutto il Mondo ha visto le immagini in cui Garrido ha chiesto rispetto per le donne. "




DA FEMMINISTA A MALTRATTATORE

Francesca Palma, ex compagna e madre della figlia di Felipe, ha parlato con il nostro giornale circa le situazioni di violenza che ha sofferto a causa dell'uomo del cartello.
Hanno iniziato una relazione all'età di 15 anni, quando erano compagni di classe nella scuola di Nuestra Señora de Andacollo. A 19 anni è rimasta incinta. A questo punto Francesca ha dovuto farsi carico dei costi della gravidanza aiutata solo dai suoi genitori, perché Garrido ha sostenuto che lui non avrebbe dovuto smettere di studiare. La situazione ha continuato a peggiorare quando sono andati a vivere insieme, prima nella casa dei genitori di Garrido e poi in un appartamento per conto loro. "Ci tagliavano sempre la corrente elettrica.Può testimoniarlo la persona che ci aiutava a prenderci cura della bambina. In quel momento cominciarono i litigi, perché io mi ero stancata di mantenerlo mentre lui non lavorava. Una volta mi ha tirato un piatto e mi ha rotto un tendine, ho una cicatrice sul piede. Quando siamo arrivati alla clinica mi ha chiesto di non dire al medico che era stato lui, non voleva essere arrestato. Mi pento di avergli dato ascolto ", dice Francesca.
La donna racconta che i suoi genitori non sono  mai stati d'accordo con la relazione. Felipe non lavorava e vedevano che trattava la loro figlia in maniera violenta. Tuttavia, lei sostiene di esservi veramente resa conto della situazione e del cerchi di violenza, quandosi sono separati. "Mio padre mi veniva a visitare spesso a casa e mi vedeva con la faccia e il corpo pieno di lividi ", ricorda, aggiungendo che "se non avessi lasciato la casa, oggi sarei io UNA MENOFai clic qui per leggere l'intero articolo su EL DESCONCIERTO

Il messaggio del cartello di Felipe Garrido risulta comunque un messaggio forte, ingegnoso e che ci porta alla riflessione. Dall'altra parte però ci dimostra come il machismo si maschera,  si  insinua, continua perpetrando la sua violenza anche quando sembra che non sia cosi...

Ora aspettiamo la risposta di Felipe Garrido

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Diego

La Fraternità non è un principio, è uno stile di vita!
A  presto, Diego

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