SULLA MIA PELLE: USA, lo Tsunami Donald Trump

Oggi negli USA si determinerà chi tra Hillary Clinton, candidata per i democratici e Donald Trump, candidato per i repubblicani, dovrà guidare il Paese nei prossimi 4 anni. Pochi milioni di votanti avranno nelle loro mani una buona parte del destino del Mondo nel prossimo futuro. Le politiche proposte dal magnate Donald Trump rappresentano un punto di inflessione molto forte e pericoloso rispetto ad una visione di un Mondo solidario e unito di fronte alla minaccia comune del cambio climatico.


Pochi giorni fa ho avuto la possibilità di visitare gli USA e nello specifico di conoscere varie città della Florida. In quei giorni passati percorrendo differenti angoli del "Sunshine State" ho visto e vissuto l'effetto Trump.

Sembrerebbe che il candidato repubblicano abbia vinto le elezioni prima che queste si realizzino. Cosa voglio dire? Semplice, che Trump è riuscito a istituzionalizzare la discriminazione. I suoi discorsi xenofobi, razzisti e maschilisti hanno dato spazio a quelle persone  che coltivano una cultura dell'odio, a quelle persone che vedono nella violenza e nel potere due armi del controllo sociale. Più di una volta, mentre camminavo con la mia compagna latinoamericana per le strade di Inverness o nelle campagne della Florida, persone bianche mi hanno diretto degli sguardi che lasciavano ben poco all'immaginazione e alcune, sentendomi parlare spagnolo, hanno pronunciato queste parole: with Trump this will end ( con Trump questo finirà!)

Probabilmente neanche lo stesso Trump aveva pensato di potersi trovare cosi vicino a diventare Presidente. E' stato un fenomeno pubblicitario. Un  magnate eccentrico che ha lottato contro tutto il sistema, contro tutti i pronostici. Dobbiamo considerare che l'attuale Presidente, Barack Obama, è democratico ed è molto popolare, mentre Trump al contrario non è appoggiato ne dalla stampa, ne da Holliwood, ne da una parte di repubblicani e in aggiunta insulta chi vuole: nonostante questo si gioca a tu per tu con Hillary Clinton la possibilità di essere Presidente degli USA.


Pero vi chiedo: è questo il Mondo che vogliamo? Un Mondo dove si nega il diritto all'aborto, dove il movimento Provita decide sui corpi delle donne, un Mondo dove essere "latino" significa essere stupratore, dove essere neri significa essere malviventi, dove essere donne significa essere oggetti sessuali, dove l'utilizzo  di armi e la loro vendita vengono promossi, dove se sei povero e colpa tua e sei ricco è perché te lo meriti, dove puoi dire tutto e il contrario di tutto senza dover pagar per i tuoi errori perché sei "ricco", dove ti puoi permettere di offendere e deridere tutte le persone che non siano bianche, borghesi  e statunitensi.


Un Mondo dove non si prenda sul serio il cambio climatico, dove non si investa in energie rinnovabili, dove i ricchi non paghino tasse e dove possibilmente non ci sia nessun controllo sui  grandi patrimoni. Questo è il Mondo di Trump. E questo è quello che ho respirato durante il mio soggiorno in Florida. Ho incontrato i cartelli che appoggiano l'elezione di Trump e Pence ( il suo eventuale vicepresidente) durante tutto il mio viaggio, poche volte ho visto quelli di qualche sostenitore di Hillary. Make America Great Again y Make American White Again, questi sono gli slogan di Trump. Una tremenda crescita economica senza preoccuparsi dei diritti umani o del cambio climatico, promozione del classismo e del razzismo istituzionale, questi sono gli obiettivi dichiarati di Donald Trump.


Se questo avrà o no conseguenze in termini elettorali lo scopriremo al termine della giornata di oggi, però l'effetto Trump esiste già. E' stato uno Tsunami, è entrato in profondità nelle coscienze degli statunitensi che ho incontrato e non sarà facile tornare indietro. Pero c'è qualcosa di ancora più tremendo di uno Tsunami ed è la sua risacca, ancora più distruttiva, più potente, più mortale. Questo è quello che succederà nel peggiore dei casi , nel caso in cui Donald Trump venga nominato Presidente degli Stati Uniti d'America. 

Hillary Clinton non è la migliore alternativa, di questo sono perfettamente cosciente. La mia alternativa è stata fin dall'inizio Bernie Sanders pero il sogno di vedere un Presidente degli USA dichiaratamente socialista era probabilmente chiedere un po' troppo. Ad ogni modo Bernie ha deciso di appoggiare Hillary, una decisione a mio parare molto saggia  e che appoggio. 


Aspetterò i risultati con preoccupazione, pensando che saremo abbastanza forti da resistere alla risacca dello Tsunami e che insieme si possa no curare quelle coscienze intossicate dall'effetto Trump. L'altra opzione non voglio neanche pensarla...

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Grazie!
Diego

La Fraternità non è un principio, è uno stile di vita!
A presto, Diego
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