STORIA: una MAMMA senza frontiere né bandiere.


Vi è familiare questo volto?



Lei si chiama Lucia Apicella,  conosciuta anche come Mamma Lucia, Mama Luzia e Mutter der toten, nata a  Cava de' Tirreni il 18 novembre 1887 e ivi morta il 23 luglio 1982

La sua non è una storia molto conosciuta, almeno non Italia. Questa umile e religiosissima donna passò dal gestire il suo piccolo negozio di fiori a Cava de' Tirreni (Salerno) fino ad essere insignita con la Gran Croce al Merito delle Repubblica Federale Tedesca il 4 agosto del 1951, con il titolo di Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana nel 1959 (l'allora presidente della Repubblica Italiana era Giovanni Gronchi) e con la medaglia d'oro al merito civile alla memoria nel luglio del 1982 (concessa dall'indimenticabile Presidente Sandro Pertini).

Ma come e perché Lucia ha attirato l'attenzione delle più alte cariche dello Stato italiano, di quello tedesco e dello Stato Pontificio?

Per scoprirlo dobbiamo tornare al mese di settembre del 1943, un momento cruciale per le sorti della seconda guerra mondiale in Italia: dobbiamo tornare allo Sbarco a Salerno.

Uomini e materiali vengono sbarcati sulle spiagge
Salerno - 1843
Posteriormente allo sbarco, un’ingente quantità di uomini e mezzi delle forze alleate si diresse rapidamente su Napoli. Il passaggio obbligato coincide con l’attuale SS 18 che passa proprio nella valle di Cava de’Tirreni. Gli scontri tra le truppe alleate e quelle naziste furono sanguinosi e dovuto alla rapida avanzata degli angloamericani, centinaia di corpi di soldati tedeschi rimasero insepolti e/o abbandonati sui campi di battaglia intorno a Cava de' Tirreni.


Lucia si trovava li, aveva 56 anni e una profonda fede cristiana. Poco tempo dopo vide dei bambini prendere a calci il teschio di un soldato tedesco e successivamente, cosi raccontò anni dopo, ebbe un sogno premonitore nel quale otto soldati tedeschi la imploravano di consegnare i loro corpi alle rispettive madri.

Mamma Lucia
Mamma Lucia (questo fu il soprannome che si guadagnò grazie al suo operato) si dedicò da quel giorno in avanti, con amore materno e spirito di carità, a ritrovare i resti dei militari caduti ed a ricomporli in cassette di zinco. Il suo scopo era semplice: restituire le salme dei giovani tedeschi caduti in battaglia alle loro madri. “Song' tutt' figl 'e mamma” amava ripetere con semplicità e determinazione a quanti le suggerivano di abbandonare quel compito cosi rischioso (per via degli ordigni inesplosi sepolti nel terreno) e anche cosi oneroso. Ma lei non ne voleva sapere, per Lucia la missione di dare degna sepoltura a quei soldati tedeschi morti in combattimento era molto importante, era quello che qualsiasi mamma avrebbe fatto.



Mamma Lucia con il teschio di un soldato
Una volta raccolte le spoglie dei soldati e depositate nelle cassettine di Zinco, le stesse venivano trasportate da Lucia nella chiesa più antica del Borgo Scacciaventi di Cava, la Chiesa di Santa Maria della Pietà.*

*(ll 23 novembre del 1980 la furia del terremoto che scosse per circa novanta, interminabili secondi la Campania e le altre regioni del sud, seminando rovina e lutto, lesionò gravemente la Chiesa che fu dichiarata inagibile.)

Il lavoro realizzato da Lucia era pericoloso, faticoso e richiedeva costanza e dedizione ma alla fine del 1944, a poco più di una anno dallo Sbarco di Salerno, aveva raccolto oltre 700 corpi con diversi documenti e segni di riconoscimento.

"Agli inizi degli anni ‘50 Mamma Lucia compì un viaggio di speranza e di solidarietà materna, recandosi in Germania dove era stata invitata dalle autorità. Riportò a molte donne sfortunate i resti che era stato possibile identificare, gli oggetti ritrovati accanto al cadaveri, restando sgomenta dinanzi all'alta onorificenza della Croce al Merito Germanico, che le fu riservata. In fin dei conti, si chiedeva, cosa aveva fatto lei, umile popolana, per meritare tanti apprezzamenti? Aveva soltanto agito come una madre e si era avvalsa del coraggio che la fede le aveva inculcato." 

Dipinto che ritrae Mamma Lucia
Il 20 luglio del 1951, Mamma Lucia fu ricevuta in udienza privata da Papa Pio XII e nel 1952 la sua storia fu raccontata dallo scrittore Giuseppe Marotta nel libro Le madri.
Il 2 giugno 1959, Giovanni Gronchi, Presidente della Repubblica, le conferiva l'onorificenza della Commenda al Merito della Repubblica mentre la città di Salerno la proclamò cittadina onoraria.

Nel luglio del 1980, all'età di 92 anni, su iniziativa della rivista letteraria Verso il 2000, fu premiata a Salerno con medaglia d'oro del Presidente della Repubblica, nel salone dei marmi del Palazzo di Città.
Quando Mamma Lucia morì nel 1982 il Presidente della Repubblica, Sandro Pertini, scrisse al sindaco di Cava de' Tirreni:

« La scomparsa di Mamma Lucia colpisce dolorosamente quanti riconoscono nell'amore e nella solidarietà valori fondamentali per l'edificazione dell'uomo. »
(Sandro Pertini, Presidente della Repubblica)

I suoi funerali furono pubblici e solenni e la camera ardente fu allestita nel palazzo municipale. Lucia fu esposta in una bara di vetro per due giorni.


Mamma Lucia
"Mamma Lucia diede una decorosa sepoltura a quelli che avrebbe potuto considerare Ella stessa suoi nemici, caduti combattendo anche contro l’Italia, anzi forse uccisori essi stessi di giovani vite italiane. Ma Ella non faceva distinzione di nazionalità fra le ossa che raccoglieva; tutte andavano pulite e sistemate allo stesso modo tutte erano quanto restava di poveri figli di mamma, giovani vittime di una guerra atroce ed insensata come, alla fin fine, sono tutte le guerre. Per lei erano tutti "belli ‘e mamma", tutti figli di mamma, tutti uguali nelle sue amorose mani. La fatica accumulata in quegli anni di dure ricerche e l’usura con cui il tempo, con il suo trascorrere, marchia inesorabilmente tutti gli uomini la costrinsero ad abbandonare la sua attività anche perché, ormai, non era più possibile individuare altre spoglie da recuperare. Si dedicò, quindi, ad accudire i resti mortali dei numerosi ignoti che restarono nella chiesetta di San Giacomo."

Per approfondire:


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Diego

La Fraternità non e un sentimento, è uno stile di vita!
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