STORIA: esattamente 100 anni fa Antonio Gramsci scriveva: "Odio gli indifferenti ..."

Pochi giorni addietro ho avuto modo di ascoltare queste frasi pronunciate da due icone di Hollywood nel film "evento" del 2017, Assassin's Creed.

Ellen Kaye (Charlotte Rampling) < Abbiamo vinto. La gente non è più interessata ai propri diritti civili, è interessata solo al tenore di vita. Il Mondo moderno ormai ha abbandonato le idee di libertà: preferisce obbedire. >

Rikkin (Jeremy Irons) < La minaccia permane finché il libero arbitrio esisterà! Per secoli si è cercato di eliminare il dissenso con la religione, la politica ed ora con il consumismo... non è ora di provare con la scienza? >
Cit. Assassin's Creed Movie

In quell'istante, come una folgorazione mi sono tornate alla mente delle parole di Antonio Gramsci. Velocemente ho cercato di ricomporre nella mia mente l'intero appassionante articolo ma solo questa frase risuonava nella mia testa: Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani.

Una volta terminato il film non ho potuto attendere oltre e dopo una rapida ricerca sulla rete ecco apparire quell'articolo di Gramsci. Ad attendermi però una sorpresa che mi ha fatto riflettere non poco e che mi ha spinto a scrivere questo articolo riproponendo il testo integrale dello scritto di colui che fu il secondo segretario generale del Partito Comunista d'Italia. Ebbene il mio stupore fu dovuto al fatto che sono passati esattamente 100 anni da quando Antonio Gramsci scrisse queste parole! Buona lettura.


Mauro Biani - 2015
“Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.
L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch'io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?
Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.
Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti”.


11 febbraio 1917
Antonio Gramsci


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Grazie!

La Fraternità non e un principio, è uno stile di vita!
A  presto, Diego
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