STORIA: Stay Human, ci diceva Vik da Gaza



Vittorio Arrigoni (Vik) è stato un attivista, giornalista e scrittore italiano. Sostenitore della soluzione binazionale come strumento di risoluzione del conflitto israeliano-palestinese nonché pacifista, si era trasferito nella Striscia di Gaza per agire contro quella che definiva pulizia etnica dello Stato di Israele nei confronti della popolazione araba palestinese. 
VIK fu assassinato il 15 di aprile del 2011...

Il libro 
"Restiamo Umani"
Vittorio era particolarmente attivo nella comunicazione via Internet, gestendo più canali di informazione su YouTube ed alcuni blog, tra i quali anche uno personale di critica e poesia, Arrigoni era reporter per il quotidiano Il manifesto, per PeaceReporter, per Radio2  (più precisamente per il programma Caterpillar), per Radio Popolare e per l'agenzia stampa InfoPal, nonché commentatore per numerose altre testate italiane ed internazionali. Con ManifestoLibri, pubblica nel 2009 il libro Gaza Restiamo umani, raccolta dei propri reportage da Gaza, tradotto in inglese, spagnolo, francese e tedesco, con l'aggiunta di una postfazione dello storico israeliano Ilan Pappé. Durante l'Operazione Piombo fuso, il suo blog Guerrilla Radio, nato nel luglio del 2004, ed i suoi reportage ottengono notorietà internazionale in quanto unico cronista sul campo all'inizio dell'operazione. Il sito di Arrigoni, durante il corso dell'operazione, diviene il blog più visitato in Italia. In quel periodo è anche oggetto, con altri membri dell'International Solidarity Movement (ISM), di esplicite minacce di morte da parte di un sito web (StopTheISM), vicino ad ambienti dell'estrema destra filoisraeliana, e indicato come primo bersaglio.
Nel 2010, dopo aver dichiarato stima nei confronti dello scrittore Roberto Saviano e del giornalista Marco Travaglio, al quale aveva dedicato anche un canale YouTube nel 2008, critica duramente alcune forti affermazioni pro-israeliane di entrambi. Leggi di piú su Wikipedia


VITTORIO ARRIGONI - VIK

Besana in Brianza, 4 febbraio 1975 – Gaza, 15 aprile 2011, è stato un reporter, scrittore e attivista italiano.



“RESTIAMO UMANI”




“FARANNO IL DESERTO E LO CHIAMERANNO PACE”


Questo è il discorso che è stato letto da Caterina Donattini e Alessandra Capone ai funerali di Vittorio Arrigoni a nome delle associazioni e le reti di solidarietà con la Palestina.

Salì sulla collina oltre le mura della città e guardò verso il mare, e vide la sua nave risalire nella nebbia. Allora gli si aprirono le porte del cuore e la sua gioia volò lontano sopra il mare. Ma discendendo la collina una grande tristezza cadde su di lui e pesò nel suo cuore: come andarsene in pace e senza pena? Ahimè, non lascerò questa città senza piaga nell’anima. Lunghi furono i giorni sofferti tra le sue mura, lunghe le solitarie notti; e chi senza rimpianto potrà lasciare la sua pena e la sua solitudine? Troppi brani nello spirito ho seminato in queste vie, troppi fanciulli se ne vanno nudi agli altipiani, e io non posso abbandonarli senza peso e dolore. Io non rifiuto un ornamento ma strappo una pelle con le mie stesse mani. Io non lascio dietro di me un pensiero, ma un cuore dolce di fame e di sete. Eppure più a lungo io non potrò tardare. Il mare che vuole ogni cosa mi chiama, e devo imbarcarmi. Con me vorrei portare ogni cosa, ma come potrò farlo? Non può una voce trascinare con sé la lingua e il labbro che le diedero le ali. Da sola dovrà varcare il cielo. E sola e senza nido volerà l’aquila nel sole. Così, quando raggiunse i piedi del colle si volse ancora verso il mare, e vide la sua nave avvicinarsi al porto e sulla prua i marinai, gli uomini della sua terra. E la sua anima disse loro a gran voce:
 <Figli della mia antica madre, cavalieri dell’onde, quanto a lungo veleggiaste nei miei sogni. Ora approdate al mio risveglio che è il mio sogno più profondo. Sono pronto a salpare e il mio desiderio in attesa è la vela spiegata sotto il vento. E sarò tra voi, navigante in mezzo ai naviganti>.

Vittorio raccontava:

<Mia madre spesso mi parlava di sua zia Stella che, sotto il fascismo, guidò le donne di Lecco nella marcia per il pane davanti al podestà e per questo fu imprigionata. Ci furono notti in cui Stella, con i pescatori, attraversava il lago silenzioso per portare cibo e indumenti faticosamente raccolti ai partigiani che si nascondevano sui monti. Si trattava di un’altra occupazione, quella italiana nazifascista. Per cui nel mio dna, nel mio sangue, ci sono delle particelle che mi spingono a combattere per la libertà e i diritti umani>.

Veglia funebre per VIK a Gaza
Diceva Che Guevara, “Siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualunque ingiustizia commessa contro chiunque in qualunque parte del mondo”. Mentre il mondo osservava inerme la popolazione di Gaza sotto assedio tu ti sei fatto scudo umano contro i cecchini israeliani per permettere ai marinai di Gaza di pescare nelle proprie acque, hai detto: <Ci sono persone che sono pronte a spendere la vita a dispetto dei governi compiacenti e complici del governo sionista israeliano per venire ad abbracciare i fratelli palestinesi. Persone come me, dell’ISM, che devono venire qui per fare da scudi umani e porsi quali forze di interposizione, facendo ciò che dovrebbero fare le Nazioni Unite perché il diritto internazionale venga rispettato>. Dicevi al mondo il vero, Vittorio, e le tue parole molto spesso rimanevano inascoltate, in Italia come nel mondo ma tu le ripetevi, instancabile, raccontavi dell’occupazione, della pulizia etnica, dell’apartheid, dei crimini di guerra portati avanti dal governo israeliano giorno dopo giorno contro la popolazione indigena palestinese innocente.
“Se la verità è la prima vittima di una guerra non è mai stato così vero come a Gaza”, dichiaravi, e nel tempo dell’inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario. Durante l’operazione Piombo Fuso sei rimasto sotto le bombe, insieme alla popolazione di Gaza, dichiarando che la tua vita non aveva valore maggiore di quella di un uomo palestinese. Pochi telegiornali italiani ti hanno dedicato uno spazio perché tu, unico testimone italiano, potessi raccontare ciò che realmente stava accadendo a Gaza in quei giorni, pochi i giornali capaci di esibire le tue parole di verità, ciò che i tuoi occhi raccoglievano nelle dure ore spese a contare i feriti, i morti, gli offesi. Tante le menzogne raccontate al loro posto.

VIK
<Come andarsene in pace e senza pena? Ahimè, non lascerò questa città senza piaga nell’anima. Lunghi furono i giorni sofferti tra le sue mura, lunghe le solitarie notti; e chi senza rimpianto potrà lasciare la sua pena e la sua solitudine?>. Sei tra noi, Vittorio, navigante in mezzo ai naviganti. I tuoi sogni avranno in noi una voce. Porteremo avanti la tua lotta di libertà, salperemo sulle navi della Freedom Flotilla, appoggeremo tutte le iniziative per rompere l’assedio di Gaza, continueremo con forza sempre rinnovata la campagna che avevi abbracciato anche tu e che non ti stancavi mai di sostenere per il Boicottaggio, il Disinvestimento e le Sanzioni contro Israele, dicevi: <Come è possibile dialogare mentre uno dei due dialoganti punta una pistola alla tempia dell’altro? Israele deve essere “costretto” a mollare quella pistola, e davvero sono convinto che il boicottaggio sia l’arma dei pacifisti, dei non violenti, l’arma più efficace.>


Invocheremo l’unità nazionale in Palestina, in sostegno del movimento del 15 marzo e contro la corruzione che soffoca lo slancio sincero di un popolo verso la dignità, rilanceremo iniziative volte alla conoscenza approfondita del movimento sionista e dell’ideologia razzista e colonialista che ne sta alla base. In Italia e nel mondo occidentale ci spenderemo affinché la Palestina sia liberata, dal fiume sino al mare. Perché l’ingiustizia palestinese porta in sé il germe di qualsiasi ingiustizia sappiamo che il tuo sogno è il fiore della coscienza. Facciamo appello affinché si uniscano a noi sempre nuove persone, perché rileggano i tuoi articoli, guardino i tuoi video e agiscano. 

“Dam Victor mish rhis. Ya Victor Irtah Irtah ua ehna nuasil alkitha”

“Il sangue di Vittorio è prezioso” gridavano in questi giorni centinaia di Palestinesi scesi nelle strade in tuo onore. “Vittorio riposa! Noi continueremo la lotta”. Oggi, alle soglie della festa della Liberazione, la nostra responsabilità è anche una promessa: ehna nuasil al qitah. Noi continueremo la lotta: la lotta del povero, del debole dell’oppresso, del contadino, la lotta della Palestina verso la libertà. Laddove non arrivano i governi, dicevi, può agire la popolazione civile. Questa è la lotta che tu ci hai insegnato. E che possa, la tua voce in noi, varcare il cielo.


Per approfondimenti vedi l'articolo:  
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Grazie!

La Fraternità non è un principio, è uno stile di vita!
A  presto, Diego


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