STORIA: Il Consiglio di Aragona. L'effimero (e forse unico) governo libertario della storia


Immagine risalente alla fine del 1936 a Caspe, nella quale si possono riconoscere i consiglieri José Ruiz Borau (UGT, Opere Pubbliche), Ángel Roig (IR, lo sostituirà nel febbraio 1937), Luis Montoliu (CNT, Trasporti e Comunicazioni), Paco Ponzán (CNT, responsabile generale), Miguel Chueca (CNT, lavoro) y Miguel Jiménez (CNT, Informazione e  Propaganda).- EDITORIALE TRECE ROBLES

"Gli mancò tempo. Fu un'esperienza di organizzazione politica che, in una congiuntura sfavorevole, aiutò alla normalizzazione" spiega lo storico dell'Univeristà Complutense José Luis Ledesma. Si riferisce al Consiglio Regionale della Difesa di Aragona, il primo, e pratcamente unico, episodio di governo libertario del quale sia rimasta costanza nella storia. Questo organismo, presieduto da Joaquin Ascaso, governò durante dieci mesi, tra il 6 ottobre del 1936 e l'11 di agosto del 1937, la metà orientale di quella che oggi è la comunità autonoma di Aragona

Il Consiglio, integralmente controllato dalla CNT nei suoi primi tre mesi ed egemonizzato poi dagli anarchici a partire da gennaio 1937, quando entrarono nello stesso i dirigenti del PCE, Sinistra Repubblicana e UGT (due per organizzazione a fronte di 7 anarchici) fu, secondo Vicente Pinilla, storico dell'università di Saragozza "una forma di organizzare un' amministrazione nella zona che rimase sempre fedele alla II Repubblica", che si trovava in una situazione caotica quando, verso settembre, i responsabili del Fronte Popolare iniziarono ad essere coscienti del fatto che avrebbero affontato una guerra lunga e contro un nemico professionale e con molte provvigioni. 

Il fatto che gli insurezionalisti (franchisti) controllassero le tre capitali  d'Aragona (Saragozza, Huesca e Teruel) strangolò il traffico commericiale e scollegò le amministrazioni pubbliche visto che si sciolsero le diputazioni ed i governi civili. Dall'altro lato, le milizie repubblicane accampavano indiscriminatamente nelle zone rurali e nei paesi, nella maggior parte dei quali le terre erano state collettivizzate, terre che passavano ad essere governate dai comitati rivoluzionari formati da miliziani "Ascaso non smise di protestare di fronte alle requisizioni perpetrate dalla milizia nei confronti dei villaggi, atti che complicavano non poco la vita dei piccoli agglomerati rurali" dice Ledesma. 


In aggiunta, arrivarono nella zona orientale della comunità d'Aragona migliaia di rifugiati che erano risuciti a scappare dalla zona controllata dagli insurrezioalisti, principlamente da Saragozza, prima che il fronte si stabilizzasse nelle zona chiamata "los Monegros".

Un improvvisato territorio libertario

Joaquín Ascaso, il muratore anarchico che
presidette il Consiglio della Difesa di Aragona,
finì i suoi giorni in esilio in Venezuela
In questa situazione la CNT convocò un'assemblea sindacale plenaria a Bujaraloz nel settembre 1936 per impulsare la crezione del Consiglio, che ebbe la sua prima sede a Fraga, prima di trasferirisi a Caspe, capitale simbolica dello spirito repubblicano e dell'autonomismo aragonese, che offriva il vantaggio logistico di essere comunicata via treno con Barcellona.


Il bilancio del Consiglio Regionale della Difesa di Aragona vanta numerosi successi. "Ottenne per metà il suo obiettivo fondamentale, cioè normalizzare la vita civile. La sua priorità era consolidare le conquiste sociali, come la collettivizzazione, e rimarcare quelle militari", annota Ledesma che sta completando un libro sull'argomento. 


Tutto questo venne realizzato improvvisando, mentre le lotte interne (gli anarchici volevano usare il Consiglio come leva della Rivoluzione) lo incrinavano dall'interno fino al punto nel quale le stesse organizzazioni minoritarie  che ne facevano parte arrivarono a chiedere (prima con prudenza e poi apertamente) al Governo  della II Repubblica la sua dissoluzione.

La sostituzione dei comitati rivoluzionari per i consigli municipali con rappresentazione di tutti i partiti e sindacati in ogni paese, significò un passo avanti verso la normalizzazione della vita locale a partire dal gennaio del 1937, mese nel quale furono creati anche il Consiglio di Sicurezza, il Tribunale popolare di Caspe ed i Tribunali speciali d'appoggio alla città, come quello di Barbastro e di Alcañiz.
Nonostante fossero organismi più politici che giuridici, il loro funzionamento provocò un secondo discenso nella repressione sul territorio  (la maggiore parte dei condannati non fu a morte, annota Ledesma)  che si intesificò a gennaio, quando i gruppi investigativi alle dipendenze del Consiglio, sostituirono, alle volte mantenendo gli stessi membri, quelli della milizia. "Riuscirono a riequilibrare l'ordine pubblico e fermare gli omicidi attraverso una struttura poliziesca" chiarisce Antonio Peirò, storico dell'Università di Saragozza.

Brigate di alfabetizzazione e traffico commerciale

Il Consiglio attivò le brigate di alfabetizzazione itineranti, iniziò la costruzione di scuole, a Caspe e Barbastro tra le altre, e realizzò campagne di lettura con camion che andavano di paese in paese ricevendo e distribuendo libri. Inoltre, passata la situazione del collasso iniziale, attivò nuovi circuti commerciali che permisero, con un sitema centralizzato nell'organo economico interno al Consiglio, di esportare e comerciare con Catalogna e Valenzia, gli eccedenti di prodotti primari come cereali, olio e frutta secca, reivestendo il denaro ottenuto per l'acquisto di altri  prodotti pimari come latte, pesce, legumi e per avanzare nella meccanizzazione del campo. 

"Il raccolto del 1937 fu molto buono" ci ricorda Ledesma "e ci sono tstimonianze tra le file franchste che riconoscono che, quando occuparono la zona nella primavera del 1938, trovarono nei magazzini importanti riserve digrano e olio." 

La Repubblica travolge i "sacripante" di Azaña  


7° Presidente della Repubblica Spagnola
Senza dubbio, Il Consiglio Regionale della Difesa di Aragona, i cui dirigenti erano identificati da Manuel Azaña come dei "sacripante" (parola italiana che descrive i guerrieri che sfoggiano la loro forza) finì per collassare travolto dal peso dei suoi stessi membri e alleati della CNT, che reclamarono al Governo della II Repubblica la sua dissoluzione: dissoluzione che venne ordinata da Indalecio Prieto e che fu messa in atto dalle truppe di Enrique Lìster. La cessazione del Consiglio divenne ufficiale con la consegna del potere nella zona orientale di Aragona al generale Ignacio Mantecón, un militare della Sinistra Repubblicana, (partito all'epoca già vicino al PCE e che aveva occupato il seggio relativo alla Giustizia all'interno del Consiglio) che assunse il ruolo Governatore Generale.  

"Una delle critiche  più frequenti al Consilgio si riferiva al fatto che il fronte militare non avanzava" ricorda Peirò. Senza dubbio, questo organismo mancava di competenze militari, competenze in mano alla milizia, la stessa che aveva appoggiato la crezione del Consiglio. Di fatto, la sua influenza appena si faceva notare nell'area occidentale, controllata dalla milizie in quanto zona di scontri con i franchisti. Pero "questo fronte  cadde nel marzo 1938 e praticamente in  15 giorni, con l'eccezione della zona di Bielsa e del Maestrazgo, gli insurrezionalisti conquistarono la metà oreintale della comunità di Aragona. " spiega Peirò. 
"La stessa situazione che rese possiblie la sua crezaione , cioè la guerra, significò anche il maggior ostacolo al suo  sviluppo" spiega Ledesma.     

Gli storici rifiutano che la fine del Consiglio Regionale di Difesa di Aragona fu una conseguenza dello scontro tra la CNT (appoggiata da organizzazioni come il POUM) e il resto delle forze del Fronte Popolare, scontro che culminò con le lotte di maggio 1937 a Barcellona. "I fatti del maggio 1937 fanno parte di un processo di scontro politico però non furono causa della rottura" indica Peirò. "C'era un malessere cresciente al quale si sommava quello che era il problema chiave, cioè la guerra, che non trovava soluzione. Questo portò al clamore sempre più pressante, per la nomina di un Governatore Militare." 

Cammino all'esilio  

Con questa decisione , imposta dai militari, ebbe termine con quello che per Peirò e para il resto delgi storici interpellati per questo articolo, era stato "il primo Governo libertario e praticamente l'unico  esistito nella storia"

I due principali protagonisti della stroia del Consiglio, il presidente anarchico Joaquín Ascaso (un muratore emigrato  Barcellona e che era ritornato in Aragona con la colonna Durriti) e il militare repubblicano Ignacio Mantecón, terminarono le loro vite in esilio. 

Colonna Buenaventura Durruti

Il primo, che provò anche la carcere a Valenzia accusato di un furto di gioielli mai provato, finì in Venezuela, dove fondò il gruppo libertario Fuerza Unica; il secondo, che durante un anno organizzò viaggi di esiliati verso iberoamerica, visse su esilio in Messico, dove, dopo essersi affiliato al PCE, arrivò ad essere un cattedratico e si specializzò in bibliografia.

Articolo originale in spagnolo su Pùblico scritto da Eduardo Bayona @E_BAYONA



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