Grândola, Vila Morena: la "Rivoluzione dei Garofani"

Il 25 di aprile del 1974 la "Rivoluzione dei Garofani" terminò in Portogallo con la dittatura fascista più longeva d'Europa. Il "Salazarismo" governava fin  dal 1932 con pugno di ferro.

Quella notte del 1974, un  settore delle forze armate prese il potere appoggiato dalla classe popolare: il tutto senza la necessità  di sparare un colpo... 



Per coordinare l'assalto in  distinte località del Paese, i rivoluzionari accordarono la trasmissione  via radio di una canzone da utilizzare come segnale. Il piano prevedeva che nel momento in cui la canzone fosse trasmessa tutti i congiurati avrebbe dovuto assaltare nello stesso istante le sedi del potere salazarista. 

"Grándola, villa morena" era la canzone rivoluzionaria prescelta...


Grândola, vila morena
Terra da fraternidade
O povo é quem mais ordena
Dentro de ti, ó cidade...

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Grândola, città dei Mori
terra di fratellanza
è il popolo che più comanda
dentro di te, o città.



La  canzone 

Grândola, Vila Morena è una canzone composta da José Afonso, scelta dal Movimento delle Forze Armate (MFA) per dare la seconda, e definitiva, segnale della Rivoluzione dei Garofani in Portogallo. La canzone fa riferimento alla fraternità tra le persone della città di Grândola, nella regione dell'Alentejo, ed era stata proibita dal regime di Salazar per essere una canzone del partito comunista di Mosca. Nelle prime ore della mattina del  25 di aprile del 1974 la canzone fu trasmessa da  Rádio Renascença, il canale radiofonico cattolico portoghese, come segnale per la confermazione dell'inizio della rivoluzione. Questa canzone si convertì nel simbolo della rivoluzione che portò la democrazia in Portogallo. 


José "Zeca" Afonso aveva composto questa canzone come omaggio  alla "Società Musicale della Fraternità Operaia Gandolese" della città portoghese di Grândola. Il 17 di maggio de 1964 Zeca realizzò un concerto in quella città. 
Quell' attuazione fu importante per l'artista per diversi motivi. In quel luogo conobbe il chitarrista Carlos Paredes, che lo impressionò per la sua maestria con lo strumento. Inoltre  Zeca rimase altrettanto impressionato dalla coscienza e dalla maturità politica dei membri  della  Società Musicale che dedicavano le loro energie e le loro scarse risorse economiche ad una biblioteca, che secondo le parole del proprio Afonso: "aveva chiari scopi rivoluzionari".
La canzone fu inclusa nell'album  Cantigas de Maio, registrato a Hérouville (Francia) tra l' 11 di ottobre e il 4 di novembre del 1971 ed editato nel dicembre dello stesso anno. Era la quinta canzone del disco  e contò con gli arrangiamenti e la direzione musicale di José Mario Branco. La sua prima intepretazione dal vivo fu a Santiago de Compostela (Spagna) il 10 maggio del 1972.  

La Rivoluzione

Il 29 di marzo del 1974, Grândola, Vila Morena, fu la canzone di chiusura di uno spettacolo di Amalia Rodrigues nel Coliseu de Lisboa. Diversi militari  dell'MFA erano presenti all'evento  e scelsero questa canzone come segnale dell'incipiente "Rivoluzione dei Garofani"; la scelta è stata posteriormente attribuita a  Otelo Saraiva de Carvalho. In quello spettacolo , la censura del regime dittatoriale di Salazar aveva proibito varie canzoni di José Zeca. Tra le altre: Venham mais cinco ("Batti il cinque!"), Menina dos olhos tristes ("Ragazza dagli occhi tristi "), A morte saiu à rua ("La morte è uscita per strada") y Gastão era perfeito ("Gastón era perfetto").


Alle 0.20 del 25 di aprile del 1974 nel programma radiofonico "Limite" di Radio Renascença venne trasmessa Grândola, Vila Morena, il secondo e ultimo segnale per dare inizio al movimento rivoluzionario che avrebbe spodestato la dittatura di Salazar e portato la libertà e democrazia al Portogallo e al suo immenso impero coloniale. Le forze armate dell'esercito portoghese organizzate nell' MFA avrebbero dovuto impadronirsi dei punti vitali del Paese appoggiate dal popolo che collocò garofani rossi nelle cannoni dei carri armati e nelle canne dei fucili dei soldati. 
Il primo segnale fu trasmesso alle 22.45 del 24 di aprile, la canzone E depois do adeus ("E dopo addio"), cantada da Paulo de Carvalho. Poi, alle 0:20  fu la volta di Grândola, Vila Morena...

Lo stesso José Afonso non era, all'inizio , cosciente della trascendenza che aveva raggiunto la sua composizione. Lui stesso lo racconta cosi:  

"Quel 25 aprile vivètti un specie di illuminazione. Mi diressi al Carmen, camminai un po' in quella zona... Ero tanto entusiasmato con il fenomeno  politico che stavamo vivendo che non prestai attenzione o semplicemnte non detti molta importanza al fatto di Grândola. Solo dopo quando si produssero gli attachi fascisti del 28 di settembre, o quelli dell'11 di marzo, e Grândola era cantata nei momenti di grave pericolo o di  maggiore entusiasmo, capii quello che significava e, naturalmente, provai una certa sodddisfazione"

Ora lascio che sia questa canzone a trasmettervi tutta l'emozione di quei giorni rivoluzionari... 


Testo in italiano

GRÂNDOLA CITTA' DEI MORI

Grândola, città dei Mori
terra di fraternità
è il popolo che più comanda
dentro di te, o città.
Dentro di te, o città
è il popolo che più comanda
terra di fraternità,
Grândola città dei Mori.

A ogni angolo un amico,
su ogni volto l'uguaglianza
Grândola città dei Mori
terra di fraternità
terra di fraternità,
Grândola città dei Mori
su ogni volto l'uguaglianza,
è il popolo che più comanda.

Ed all'ombra d'una sughera
che non sa più quanti anni ha
giurai d'aver per compagna,
Grândola, la tua volontà.
Grândola, la tua volontà
giurai d'aver per compagna
all'ombra d'una sughera
che non sa più quanti anni ha.

Fonte traduzione

Nella città di Grândola un grande monumento riporta lo spartito musicale le parole della canzone

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Grazie!

La Fraternità non è un principio, è uno stile di vita!
A  presto, Diego

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