SULLA MIA PELLE: una storia da pazzi...

Gurriarán nella sua casa di Madrid
Nella vita di ognun/a di noi ci sono incontri che segnano. Ci sono momenti nella vita nei quali si ha la lucida sensazione di essere di fronte ad esseri umani straordinari. In quei momenti la cosa che più colpisce è la semplicità di queste persone, la loro capacità di esprimere con parole quasi banali dei concetti universali, delle verità inconfutabili, direi quasi assolute. Nel cammino che ho percorso fino ad ora ho avuto il privilegio di fare diversi di questi incontri. Ogni volta sono cambiato, qualcosa dentro di me si è mosso, si è aperta una breccia è entrata la luce.
Pochi giorni fa si è materializzato un altro di questi momenti. Ho conosciuto personalmente José Antonio Gurriarán.

La scoperta 

Mentre preparavo il viaggio per l'Armenia, una collega di lavoro (alla quale sarò eternamente riconoscente) mi ha prestato un libro incredibile: "La Bomba".
Il libro, scritto da José Antonio Gurriarán, ci riporta alla Spagna del primo post-franchismo, un paese afflitto dagli attacchi terroristici di ETA, dall'incertezza e  dalla violenza provocata da gruppi estremisti di destra e di sinistra, culminati in un tentativo di colpo di stato (un gruppo di militari nostalgici del Franchismo entrò, armi in mano, nel congresso dei diputati di Madrid il 23 febbraio 1981). A questo contesto fragile e complicato,  si aggiungeva quello che stava accadendo al di fuori del Regno di Spagna. 
"Al centro dell'Asia minore c'era un paese chiamato Armenia ... sembra l' inizio di una storia per bambini o di una leggenda, però è la verità... ", dice Gurriarán nel suo libro e lui, più di chiunque altro, avrebbe scoperto che si trattava di tutto meno che di una favola...
E' stato attraverso questo libro che h scoperto le gesta e l'esempio di José Antonio Gurriarán.


Chi è José Antonio Gurriarán?  

Molti di voi si staranno chiedendo chi sia quest'uomo e perchè la sua storia risulti essere cosi straordinaria. Nelle linee seguenti potrete entrare nei meandri di un racconto che sembra impossibile, un esempio che non potrete dimenticare. 
Per lavoro e per passione ho viaggiato in lungo e in largo per il Mondo e questo mi ha permesso di conoscere diverse realtà però sopratutto mi ha fatto conoscere persone che, forse senza saperlo, fanno parte di quei “Momenti stellari dell’umanità” raccontati in maniera cosi sublime da Stefan Zweig nel suo libro del 1927. Gurriarán è una di quelle persone che sanno come non  cedere all'impulso della violenza, che non fanno appello all'odio, che non chiedono vendetta e che con il loro  esempio ci mostrano un cammino differente. La sua storia, a mio  giudizio, fa parte di quei  momenti stellari dell'umanità...

José Antonio Gurriarán è un giornalista e scrittore galiziano (Spagna), nato  a 
El Barco de ValdeorrasOrense nel 1939. Si è formato a Madrid studiando giornalismo e diritto e trasformandosi ben presto in un redattore di successo ed inviato speciale per il giornale El AlcázarNella sua lunga e folgorante carriera Gurriarán ha viaggiato per il Mondo "coprendo" importanti eventi planetari e realizzando storiche interviste: fu inviato speciale durante il viaggio di Paolo VI a Fatima e Pomezia, realizzò un'intervista a Indira Gandhi insieme a diversi reportages sull'India. Realizzò un reportage sulla morte di Jhon F. Kennedy, intervistando gli assessori del presidente assassinato, il suo sostituto Lyndon B.Johnson, Marina Oswald, lo sceriffo Bill Decker, etc...

José Antonio Gurriarán
con l'indimenticato presidente cileno
Salvador Allende
Posteriormente  lavorò per Teleradio e per La Semana e realizzò altre memorabili interviste come quella a Salvador Dalialla famiglia Winsdor, ed a Jacqueline Kennedy... Durante un anno e mezzo fu direttore del giornale  El Diario Montañés e successivamente entrò al giornale Pueblo come redattore capo (nello stesso giornale ascenderà a vicedirettore e direttore) dove coprirà i principali eventi mondiali dell'epoca: intervistò Neil Armstrong (il primo uomo  sulla Luna), Juan Domingo Peron (ex presidente argentino), Diego Maradona (il famoso  calciatore), Jean Paul Belmondo (il  grande attore francese). 
In TVE (Televisione Spagnola), dove terminò la sua carriera, occupò diversi posti dirigenziali. Viaggiò a Latinoamerica, nella ex Unione Sovietica e per buona parte d'Europa. Amico della famiglia reale, realizzò la prima intervista all'attuale Re di Spagna, Felipe di Borbone, quando l'allora principe di di Asturia studiava a Lakefield (Canada), intervistò i presidenti del Cile Eduardo Frei Ricardo Lagos e il presidente argentino Raul Alfonsin.  

In questa breve e intensa biografia ho tralasciato volontariamente uno dei momenti culminanti della sua vita, un episodio che cambiò tutto... 

La notte della bomba

La sera del 30 dicembre del 1980, Gurriarán lascia l'edificio del giornale Pueblo (dove  lavorava); ha in programma di andare a vedere un film di Woody Allen con la moglie ma mentre cammina per la Gran Via di Madrid sente una forte esplosione. La curiosità e lo zelo tipico della sua professione di giornalista  lo spingono ad avvicinarsi al luogo dell'esplosione che  aveva distutto la facciata degli uffici di  Swissair. Dopo essersi reso conto dell'accaduto entra in una cabina telefonica a pochi passi, per chiamare un collega fotografo, ma mentre sta parlando al telefono un altro ordigno esplode ai suoi piedi. 9 persone rimangono ferite, tra cui, gravemente,  Gurriarán. Il gruppo armenio "3 di ottobre" rivendica l'attentato. 


Gurriarán nel primo incontro con l'ESALA
Ancora in ospedale, dove lotta durante 20 gioni per evitare l'amputazione delle gambe, José Antonio comincia a leggere libri e materiali sulla storia degli armeni. Non appena lascia l'ospedale, Gurriarán si impegna per poter incontrare gli esecutori materiali dell'attentato. Le ferite riportate a casua dell'esplosione sono permanenti ma grazie alla sua determinaione e forzà di volontà, anche se con  fatica, torna a camminare. 
Un anno dopo, nel 1982, in Libano, trova i capi dell' Esala (Esercito Segreto Armeno per la Liberazione dell'Armenia), e si incontra con loro. I militanti hanno il viso coperto con dei passamontagna e non abbandonato mai i
Gurriarán  consegna il libro di M.L King
al capo dell'ESALA
loro Kalashnikov durante tutta l'intervista. Il giornalista spagnolo individua i due uomini e la donna artefici dell'attentato di Madrid e scambia con loro qualche parola. Dice loro che non prova rancore... Dice loro che quello che hanno scelto non è il giusto cammino... Dopodiché n
el momento più intenso dell'incontro (foto a lato) Gurriarán dona al capo dell'ESALA un libro del reverendo pacifista americano Martin Luther King Jr. per stimolarlo a riflettere sulle decisioni da prendere. "La bomba", che è stato tradotto in armeno e in francese, ha avuto grande ripercussione internazionale. Nel maggio 2015 il regista Robert Guédiguian ha presentato al Festival di Cannes "Une histoire de fou" un film scritto e realizzato sulla base di questo libro e sulla storia di Gurriarán.

Grazie José Antonio

Dopo i fatti del 1980, José Antonio Gurriarán  diventa un ambasciatore della causa del popolo Armeno. Risulta davvero incredibile il fatto che in nessun momento abbia cercato vendetta e che invece abbia dedicato i suoi sforzi alla redenzione di coloro che vedevano nell'uso delle armi l'unica via possibile.

José Antonio Gurriarán oggi (78 anni)
Dopo aver letto il libro ho fatto un piccola riceca su internet ed ho scoperto che vivo nell stessa città di questa incredibile persona. Dopo averlo contattato ho avuto il piacere di incontrarlo e di conoscerlo personalmente  nella sua casa appena fuori Madrid. Ancora una volta mi ha raccontato la sua storia, quei momenti, le sue ragioni. Nonostante l'età avanzata mi sono trovato di fronte un uomo lucido, un'intellettuale ammirabile, un saggio ed un maestro della non violenza. Durante un pomeriggio intero ho ascoltato con vivo interesse e profondo trasporto le vicissitudini che hanno seguito l'attentato, al campo d'addestramento dell'ESALA in Libano , alla sua visita in Armenia (25 anni dopo). Abbiamo visto insieme il film che Guédiguian ha presentato a Cannes nel 2015, abbiamo riso, parlato di attualità, della Pace, della violenza e come no, dell'Armenia. Di fronte a lui mi sono sentito  piccolo piccolo, ho avuto la certezza di trovarmi davanti ad un gigante. Ho visto plasmato nella carne il significato di ciò che Gandhi ripeteva senza sosta:


"Il mezzo può essere paragonato a un seme, il fine a un albero; e tra mezzo e fine vi è esattamente lo stesso inviolabile nesso che c'è tra seme e albero."

Grazie a José Antonio, a sua moglie e alle sua famglia per la stupenda accoglienza e la grande fraternità dimostratami. Grazie per l'esempio, la coerenza intelletuale, la forza e la determinazione che d'ora in poi potrò trovare nella sua storia tutte le volte che ne sentirò il bisogno.


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Grazie!

La Fraternità non è un principio, è uno stile di vita!
A  presto, Diego

2 commenti:

  1. Complimenti, servizio fatto molto bene e da prendere come esempio per chi vorrebbe iniziare a scrivere nei blog...

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    1. Davvero grazie Antonello per i tuoi complimenti. Le tue parole mi gratificano e mi danno ulteriori stimoli per continuare con questo appassionante progetto. Un saluto, Diego.

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