Vi spiego come si diventa cooperante internazionale

Da quando ho aperto il Blog, nel novembre del 2014, la domanda che più assiduamente mi viene posta da molti lettori e lettrici è: come si diventa cooperante internazionale?


Questa foto risale al periodo nel quale ho vissuto in Amazzonia. Durante una viaggio di 4 giorni nella selva abbiamo raggiunto con i compagni dell'ONG il confine amazzonico tra Ecuador, Colombia e Perù. Questo che vedete è "l'Hito" che segnala l'inizio del territorio peruviano in Amazzonia.

Il primo punto da chiarire è che non esiste un unico percorso, una formula matematica che se applicata correttamente ti fa diventare cooperante internazionale. In questi anni in giro per il Mondo ho conosciuto colleghi e colleghe con profili professionali e storie di vita completamente diverse tra di loro. Nessuno schema predeterminato dunque, 2+2 in questo caso non fa 4. 

Ho deciso quindi di cercare di far luce su questa professione che sembra così inarrivabile e che si porta dietro misteri e stereotipi.  Per prima cosa però voglio fare una precisazione: vi racconterò come io sono diventato cooperante internazionale e non come si diventa cooperanti internazionali

Vedi anche Intervista con Job4Good  per il lancio della guida








Ma allora, vi starete chiedendo,  tutti possono fare questo lavoro?
La risposta, basicamente,  è SI. Questo però non vuol dire, nè che sia facile nè che non servano dei prerequisiti per fare questa professione. 

Cerchiamo di fare però un passo indietro. Cosa intendiamo  quando parliamo di fare il cooperante internazionale? 


Chi è un cooperante internazionale?


Cercando di rispondere a questa domanda entriamo in un altro antro oscuro, ora vi spiego perché. Sulla rete è possibile incontrare svariate definizioni di questa professione, quindi quello che posso fare e dirvi in cosa io penso consista il mio lavoro. Il cooperante è un generico, ovvero si occupa e si deve saper occupare di diverse tematiche, ambiti e campi tecnici, tutto questo in situazioni spesso ostili o comunque di stress fisico e/o psicologico. Vi verrà richiesta una buona capacità di adattarvi a situazioni difficili oltre a capacità gestionali e attitudine a lavorare in team. Sicuramente essere specializzati in un settore non è uno svantaggio, anzi, ma spesso non è sufficiente. Non è detto infatti che un buon ingegnere idraulico sia anche un buon coordinatore di progetto o un buon tecnico di campo. Mi rendo conto che ancora forse non vi è chiara la figura professionale del cooperante ma spero che continuando a leggere le nubi si dipanino. 

Nel contesto attuale della cooperazione, molto diverso da quello in cui hanno operato le precedenti generazioni di cooperanti, si sta assistendo ad una professionalizzazione del settore. Questo dato è ormai una tendenza assodata. In questi anni sono infatti sorti in tutti il mondo centri specializzati che offrono corsi di alta formazione dedicati esclusivamente a questo settore per permettere ai propri studenti di competere sul mercato del lavoro con gli strumenti più adeguati.  I mutamenti che stanno coinvolgendo la cooperazione internazionale in questi anni hanno determinato una profonda trasformazione del settore in termini di mercato del lavoro, strutture organizzative e filosofia della cooperazione internazionale, consentendo solo a chi è dotato dei migliori strumenti di essere realmente competitivo


Come si entra nel mondo della cooperazione internazionale?

Eccoci dunque al succo della storia.Vi racconterò come si sono spalancate per me le porte della cooperazione internazionale. 

Io sono nato in Lombardia il 26 gennaio del 1985, in un piccolo paesino sulle prealpi Retiche e Lepontine. Ho studiato fino a 17 anni e poi ho deciso di lasciare la scuola per dedicarmi al lavoro come barman nel settore della ristorazione, collezionando varie stagioni invernali ed estive tra Lombardia e Toscana. Fin da piccolo mi ha affascinato l'avventura, il viaggio, la scoperta di nuovi mondi e culture. A 21 anni, dopo aver vissuto due anni nelle Marche, mi sono trasferito in Toscana, a Pisa dove mi sono iscritto alle scuole serali: istituto Alberghiero "G.Matteotti" di Pisa. Questa scelta è stata dettata dal fatto che in quel periodo volevo riuscire a lavorare sulle navi da crociera e per poter fare questo mi sarebbe servito un titolo di studio. Sono riuscito a fare molta carriera nel settore della ristorazione, buoni stipendi, molte responsabilità e molte esperienze che mi hanno fatto crescere anche e sopratutto dal punto di vista umano. Nel 2009, a 24 anni, ho terminato gli studi alle scuole serali e nello stesso anno ho deciso di iscrivermi, sempre a Pisa, al corso di laurea triennale in "Scienze per la Pace: cooperazione internazionale e trasformazione dei conflitti." La scelta è maturata dopo aver conosciuto Rocco Altieri, esponente del movimento Non Violento Italiano e a quell'epoca professore di diritto dell'istituto alberghiero "G. Matteotti" di Pisa oltre che professore del corso di laurea che precedentemente ho citato. Sono stati anni difficili ma ricchi di soddisfazioni: lavorare di giorno, studiare di notte, durante 7 anni, dal 2006 fino al 2013 questa è stata la mia vita. Nel dicembre del 2010 ho comprato una caffetteria nella quale ho lavorato come titolare e unico dipendente per più di due anni, fino ad aprile 2013. Nei tre anni del corso di laurea, 2009 - 2012, mi sono dedicato anche ad un sacco di attività collaterali. volontariato in centri sociali, appoggio a varie ONG (anche con incarichi di responsabilità), uno stage di India, uno in Burkina Faso e molti molti viaggi, ogni volta che il lavoro alla caffetteria mi permetteva di poterlo fare. Ovviamente tutto a spese mie! 
Il volontariato non era pagato, gli stage/viaggi umanitari nei quali raccoglievo dati sui progetti di sviluppo e aiuto umanitario erano a carico mio e anche l'università non mi è venuta molto incontro:  negli uffici per le borse di studio mi ripetevano
<senta lei ha ottimi voti però risulta che lavora, ha un buon reddito, quindi deve pagare tutte le tasse e basta, arrivederci...> Stranezze di un Italia che non vede e non premia i sacrifici...
Ma tornando a noi. A Marzo 2013 ho deciso di chiudere la caffetteria per 10 giorni e di partecipare ad un evento epocale in Tunisia, a Tunisi: il primo World Social Forum della storia in un paese arabo. Qui la storia e le foto di quel viaggio.
Questa per me è stata la svolta. Di ritorno da Tunisi ho capito cosa dovevo fare, le storie delle persone che mi ispirano non mi sembravano più così irraggiungibili.  In aprile (con un colpo di fortuna) sono riuscito a vendere la caffetteria e mi sono preparato al grande salto nel vuoto. Confesso che mi sentivo impreparato: masticavo il francese, me la cavavo con l'inglese e con lo spagnolo ma avevo solo una laurea triennale, sarebbe stato sufficiente per farmi dare un chance da qualche ONG?
Questo però non mi ha fermato. Ho deciso di fare dei corsi di specializzazione alla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa (una settimana di corsi, circa 800 euro) e ho avuto ragione! In quel corso ho conosciuto una rappresentante di Oxfam Italia alla quale ho spiegato che volevo fare un'esperienza di lavoro sul campo. Lei mi ha chiesto il curriculum e 20 giorni dopo sono andato a Firenze a fare un colloquio con l'ufficio di risorse umane. Quello che cercavo era uno stage dove almeno mi pagassero i rimborsi spese, perché dopo 11 anni di stipendi non mi immaginavo proprio a lavorare gratis. Sono passati dei mesi senza nessuna certezza e nel frattempo mi sono dedicato a training di formazione con PBI e Operazione Colomba ed a lavori di volontariato con altre ONG. Finalmente a settembre arriva la tanto attesa chiamata da Oxfam Italia: si è liberato un posto e mi hanno selezionato, sarà l'Ecuador
Fin da subito però mi dicono che non ci sarà neanche il rimborso spese, quindi 6 mesi di stage, tutto a carico mio: visti, voli, assicurazione obbligatoria, alloggio e cibo ( alla fine il totale delle spese si è aggirato intorno ai 4000 euro). Nel frattempo avevo fatto domanda anche per il servizio civile in Cile, un anno di esperienza all'estero pagato, mi sembrava una buona opportunità anche se meno professionalizzante e non specifica nel campo della cooperazione internazionale. Ci penso e ci ripenso, e alla fine accetto la proposta di Oxfam Italia accantonando l'idea del servizio civile: prendo forse la decisione migliore della mia vita! In Ecuador passo 6 mesi in piena Amazzonia come assistente di coordinazione del progetto che Oxfam Italia implementa per l'UNHCR a favore dei rifugiati colombiani nella frontiera Nord. Un'esperienza professionale ed umana indimenticabile e davvero formativa. La cosa curiosa è che quando chiedo al mio "capo" perché mi hanno selezionato visto che ho solo una laurea triennale mi risponde: perché abbiamo valutato tutte le tue esperienze di lavoro pregresse nel settore del Profit e ci sei sembrato un profilo molto operativo, capace di gestire  persone, situazioni e incarichi di responsabilità. 
Ricordate cosa vi dicevo sul fatto che in questo settore 2+2 non fa 4!

Una volta finito lo stage mi viene proposto una lavoro ben pagato come consulente per Oxfam Italia e UNHCR per sviluppare un progetto simile a quelli sui quali stavo lavorando. Durante lo stage non smetto di studiare, formandomi a distanza con diversi corsi in materia di Project Cycle Management e gestione dei progetti di aiuto umanitario. Finita la consulenza me ne torno in Italia e ricomincio a mandare il CV a diverse ONG italiane, con poca fortuna. Nel frattempo, per racimolare qualche soldo inizio di nuovo a lavorare come barman ma neanche un mese dopo, ancora una volta dall'Ecuador,  vengo contattato da un fondazione che lavora con i rifugiati e che mi propone la grande occasione: coordinatore regionale ( in Ecuador le province corrispondono alle nostre regioni) per sviluppare un progetto pilota dell'UNHCR con i rifugiati colombiani.  Il resto è storia, mi trovo nuovamente in Ecuador da  agosto 2014. In questo anno ho continuato a studiare a distanza conseguendo una specializzazione in Esperto di Coordinazione di Progetti per la Cooperazione alla Sviluppo (Madrid) ed un Master in Geopolitica alla SIOI (Roma). 
Ecco dunque come sono riuscito a diventare cooperante internazionale, una storia non molto lineare, strana se vogliamo, come molte di quelle dei colleghi e colleghe che ho conosciuto in questo percorso. 

Quindi per riassumere in poche parole di cosa, a mio giudizio, sia necessario per diventare cooperante internazionale,  vi direi: determinazione, tenacia, spirito di sacrifico, risorse economiche, buona preparazione accademica e timing (la parola politically correct usata per dire FORTUNA). Ricordiamoci però che possiamo essere creatori della nostra fortuna applicando una giusta strategia di formazione e di ricerca di lavoro, analizzando nel profondo le diverse area di intervento della Cooperazione Internazionale. 

Tra pochi giorni, dopo quasi due anni in Ecuador, lascerò il lavoro per andare in Spagna, precisamente a Madrid, dove sono stato ammesso a questo Master che durerà un anno e che sarà un nuovo passo in avanti verso i miei sogni professionali...

Vi starete chiedendo, ma non si finisce mai di studiare in questo lavoro?
Personalmente ritengo che un' altra caratteristica molto importante per lavorare nella cooperazione internazionale sia la formazione continua .
                                                                                               Quito, Luglio 2015

Aggiornamenti:

Da quel luglio del 2015, che oggi sembra davvero lontano, sono successe molte cose. A settembre di quell'anno mi sono trasferito a Madrid dove ho iniziato  frequentare il Master en Acción Solidaria Internacional y de Inclusión Social. Dopo aver sostenuto un esame con altri compagni e compagne di corso, sono risultato assegnatario dell'unica borsa di studio di collaborazione con l'Istituto di studi Internazionali ed Europei "Francisco de Vitoria": l'istituto  dell'Università Carlos III che patrocina il master. 
Ho lavorato e studiato duro durante un anno cercando di convogliare tutte le esperienze di lavoro pregresse in questa nuova esperienza. Il sacrifico è stato ripagato ampiamente perchè una volta terminato il Master, la direzione dell'istituto mi ha offerto di entrare a far parte del team di lavoro come docente e ricercatore, esperto nel settore della cooperazione internazionale allo sviluppo e dell'azione umanitaria e da li si sono aperte, ancora una volta in modo inaspettato, le porte dell'accademia.Credo che questo dimostri ancora di più ciò che dicevo all'inizio dell'articolo: in questo settore, 2+2 no fa 4!

Qui potete vedere tutta la mia traiettoria professionale, che nel frattempo si è trasformata ancora, con la costante della formazione continua e della voglia di continuare a mettersi in discussione.  Fai clic qui 




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Di seguito vi lascio alcuni link che potrebbero risultare utili per chi volesse intraprendere questo percorso:

Lista dei corsi  di laurea sulla Cooperazione Internazionale in Italia



Alcuni Master presenziali e non sulla cooperazione Internazionale e affini (questa é solo una piccola selezione circa 60 master in solo 3 Stati, in rete ne potete trovare tantissimi altri)

Per vedere la lista dei Master fai click qui

In questo Blog troverete un'intera sezione dedicata agli aspiranti cooperanti dove attraverso dei video rispondo alle domande di chi ha deciso di cimentarsi nell'avventura di diventare cooperante: questo è il link della video rubrica: l'angolo dell'aspirante cooperante


Inoltre non dimenticatevi di visitare la sezione Jobs' offers di questo Blog. 

Spero davvero che questo articolo sia servito per chiarire le idee a quanti si stessero chiedendo chi sia, cosa faccia e come si diventa cooperante internazionale. Ovviamente potete fare qualsiasi domanda riteniate opportuna, se potrò, risponderò con piacere.
Anche le critiche sono ben accette, lascio la porta aperta per il confronto.


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Vi lascio con queste parole che mi hanno sempre stimolato ed incoraggiato in tutti questi anni, spero possano servire anche a voi.

"C'è una verità elementare, la cui ignoranza uccide innumerevoli idee e splendidi piani: nel momento in cui uno si impegna a fondo, anche la provvidenza allora si muove. Infinite cose accadono per aiutarlo, cose che altrimenti mai sarebbero avvenute... Qualunque cosa tu possa fare, o sognare di poter fare, incominciala. 
L'audacia ha in sé genio, potere, magia. Incomincia adesso."


Johann Wolfgang Goethe





Esistono vite che lasciano impronte che resistono al tempo

Esistono storie che non possono lasciarci indifferenti, storie nelle quali ci riconosciamo o nelle quali vorremmo riconoscerci. Persone che hanno vissuto la vita che sognamo, che hanno reso reale ció che solo riusciamo ad immaginare. Queste persone entrano a far parte delle nostre vite in modo intimo, diventano parte di noi, del nostro sentire, vestono i nostri pensieri e danno forma al nostro sognare.
E' facile riassumere tutto questo in una parola: ISPIRAZIONE!
Donne e uomini che hanno ispirato ed ispireranno l'agire, il sentire, il sognare ed il vivere di altri ed altre dopo di loro. Vite straordinarie, vite intense, vite che lasciano dei segni che resistono al tempo...


Molte sono le persone alle quali mi ispiro, persone che in un modo o nell'altro, attraverso le loro gesta sono riuscite a far nascere in me una convinzione, un ideale, a farmi sognare o a  farmi perseguire con tenacia un obiettivo. Non posso, per motivo di spazio, citarle tutte in questo articolo, quindi quella che seguirá sará solo una selezione di alcuni personaggi che sento molto vicini al mio modo di pensare, di agire e di sognarmi. 
 Ecco dunque alcune delle storie che mi ispirano, che mi guidano, che mi prendono per mano quando la vita mi mette alla prova.


Approfondimenti su Tiziano Terzani

Sito Web ( dove potete trovare i suoi scritti e molto altro) - Facebook

Film
La fine é il mio inizio (Film completo, 2011)


Interviste e interventi televisivi







"Il caso? Difficile dire che non esiste, ma in qualche modo mi andavo convincendo che gran parte di quel che sembra succedere appunto "per caso", siamo noi che lo facciamo accadere; siamo noi che, una volta cambiati gli occhiali con cui guardiamo il mondo, vediamo ciò che prima ci sfuggiva e per questo credevamo non esistesse. Il caso, insomma, siamo noi." T.Terzani

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Approfondimenti su Vittorio Arrigoni



Documentario 


Interviste e interventi televisivi





"Io che non credo alla guerra, non voglio essere seppellito sotto nessuna bandiera. Semmai vorrei essere ricordato per i miei sogni. Dovessi un giorno morire – fra cent'anni – vorrei che sulla mia lapide fosse scritto quello che diceva Nelson Mandela: "Un vincitore è un sognatore che non ha mai smesso di sognare". Vittorio Arrigoni: un vincitore" VIK
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Approfondimenti su Guido Picelli


Guido Picelli, "l'uomo che terrorizzò Mussolini", il comunista "troppo ribelle" per Stalin, il comandante rivoluzionario che con un pugno di Arditi del popolo costrinse alla fuga i diecimila fascisti di Italo Balbo che assediavano Parma. L'artefice del "fronte unico" antifascista, il militante che teorizzò con Gramsci una struttura insurrezionale clandestina. L'eroe popolare, audace e beffardo, che il primo maggio del 1924 ridicolizzò il regime fascista inalberando un'enorme bandiera rossa sul Parlamento. L'irriducibile che fu perseguitato dagli stalinisti anche in esilio. Il comandante del Battaglione Garibaldi che ottenne a Mirabueno la prima vittoria repubblicana sul fronte di Madrid e venne fulminato pochi giorni dopo da una anonima pallottola al cuore.


Le giornate di Parma


"Se si decide di sbarrare un fiume si avrá un’inondazione, se si sbarra il futuro si avrá RIVOLUZIONE!" G. Picelli

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Approfondimenti su Buenaventura Durruti


Documentari



Interviste e documenti storici




"Nessun governo combatte il fascismo per distruggerlo. Quando la borghesia vede che il potere le sta scivolando dalle mani, chiede aiuto al fascismo per mantenere i privilegi." B. Durruti

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Approfondimenti su Thomas Sankara


Libri

Documentario


Discorso con il quale passó alla storia



"Osiamo inventare l’avvenire." T. SANKARA

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Approfondimenti su Ernesto Guevara de la Serna


Film



Documentari



Discorsi


"Dicono che noi rivoluzionari siamo romantici. Si é vero lo siamo in modo diverso, siamo quelli disposti a dare la vita per quello in cui crediamo". E. Guevara

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Approfondimenti su Alda Merini


Documentari





Interviste



La semplicità è mettersi nudi davanti agli altri 

La semplicità è mettersi nudi davanti agli altri.
E noi abbiamo tanta difficoltà ad essere veri con gli altri.
Abbiamo timore di essere fraintesi, di apparire fragili,
di finire alla mercè di chi ci sta di fronte.
Non ci esponiamo mai.
Perché ci manca la forza di essere uomini,
quella che ci fa accettare i nostri limiti,
che ce li fa comprendere, dandogli senso e trasformandoli in energia, in forza appunto.
Io amo la semplicità che si accompagna con l’umiltà.
Mi piacciono i barboni.
Mi piace la gente che sa ascoltare il vento sulla propria pelle,
sentire gli odori delle cose,
catturarne l’anima.
Quelli che hanno la carne a contatto con la carne del mondo.
Perché lì c’è verità, lì c’è dolcezza, lì c’è sensibilità, lì c’è ancora amore.

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Approfondimenti su Rosa Parks


Film


Documentari


"Trovo che se sto pensando ai miei problemi, e al fatto che a volte le cose non sono come io desidero che siano, non faccio alcun progresso. Ma se mi guardo attorno e vedo cosa posso fare, e lo faccio, io progredisco." R.Parks
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Approfondimenti su Salvador Allende

Sito Web - Facebook

Film




Discorsi









Interviste












"Essere giovani e non essere rivoluzionari è una contraddizione perfino biologica" 
S. Allende

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Ho cercato di raccontare 9 vite, 9 storie che si sono articolate in contesti sociali, culturali e storici differenti tra loro. Ognuna di queste persone ha lasciato un solco profondo nel mio pensare, nel mio agire nel mio immaginare un mondo migliore. 

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Perché non viene punito il reato di Apologia del Fascismo?

Mi sono preso la briga di andare a leggermi in cosa consista il reato di Apologia del Fascismo, non perché non sappia cosa sia ma perché sembra, sopratutto visti gli ultimi fatti di cronaca italiana, che il mio buon senso non sia in sintonia con quanto stabilito dall'ordinamento giuridico italiano. Immagino che molti di voi abbiano avuto lo stesso senso di smarrimento e di stupore nel veder NON sanzionati certi comportamenti pubblici profusi da facinorosi di estrema destra e non solo. Se è così, vi trovate nella mia stessa situazione e quanto segue potrebbe aiutarvi a fare un po' di chiarezza. (però vi farà anche arrabbiare ve lo anticipo già).

P.s. chiedo venia per tutte le immagini fasciste che troverete nell'articolo. L'unica che mi rappresenta é quella che vedete qui sotto!

Iniziamo dunque il viaggio verso questa grande incongruenza italiana.

Cito da Wikipedia
“Nell'ordinamento italiano, l'apologia del fascismo è un reato previsto dalla legge 20 giugno 1952, n. 645 (contenente "Norme di attuazione della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione"), anche detta “Legge Scelba”
(Troverete il testo integrale della legge alla fine dell'articolo)



La legge 20 giugno 1952 n. 645 (cosiddetta legge Scelba) in materia di apologia del fascismo, sanziona chiunque faccia per la costituisca un'associazione, un movimento o un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità di riorganizzazione del disciolto partito fascista, e chiunque pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche.

Il 28 giugno 1972 la procura della Repubblica di Milano chiese alla Camera l'autorizzazione a procedere nei confronti di Giorgio Almirante, segretario del MSI-DN, per il reato di ricostituzione del disciolto partito fascista.
Il 24 maggio 1973 la Camera concesse l'autorizzazione a procedere con 484 voti (tra cui il voto di Almirante stesso) contro 60. L'inchiesta fu successivamente trasferita a Roma e non fu mai portata a termine.”


Quindi, riassumendo, chiunque inneggi alle gesta del Duce o ostenti oggetti/simboli che richiamino alle politiche antidemocratiche del disciolto partito fascista sta commettendo questo reato!

Guardate il video - Manifestazione fascista di Lega nord e Casa Pound a Milano, 18 Ottobre 2014

Ma allora dove è il problema? Perché ad oggi in italia assistiamo a veri e propri raduni fascisti dove non solo si ostentano immagini del Duce ma si fa chiaro riferimento alle pratiche sanzionate dalla legge 645 del 20 giugno del 52’?


Ecco dove le cose si complicano
Cito nuovamente da Wikipedia
“Verso la legge 645 sono state a più riprese sollevate questioni di legittimità costituzionale, poiché si è sostenuto che la norma di fatto negherebbe a una categoria ideologica, o meglio ai possibili sostenitori di una fazione politica, i diritti dichiaratamente garantiti dalla Costituzione in termini di libertà associativa e di libertà di manifestazione del pensiero. La questione fu ovviamente oggetto di animatissime polemiche politiche quando sempre più esponenti del Movimento Sociale Italiano di Arturo Michelini venivano politicamente e giudiziariamente accusati di questo reato.
Fu perciò nel 1956, in occasione di quasi simultanei procedimenti per apologia del fascismo (presso il Tribunale di Torino, la Corte d'appello di Roma e la Corte d'Appello di Perugia), che fu adita la Corte Costituzionale, la quale si espresse nella nota sentenza del 16 gennaio 1957. La difesa dell'imputato di Torino aveva impugnato il citato art. 4 della legge per asserito contrasto con l'art. 21 primo comma della Costituzione, e il Tribunale di Torino vi aveva sua sponte aggiunto un rilievo di non manifesta infondatezza della «pretesa incostituzionalità dell'intera legge n. 645 del 1952 e non anche del solo art. 4». Vi si aggiunsero gli atti trasmessi dalle altre due corti.
La Corte costituzionale, presieduta da Enrico De Nicola (ex presidente della Repubblica), accogliendo il rilievo dell'Avvocatura dello Stato, riassunse che l'eccezione era stata proposta sia per l'intera legge, sia per l'articolo 1 (ricostituzione), sia ancora per l'articolo 4 (apologia), ma nessuno degli imputati, intanto, era in giudizio per il reato di cui all'art. 1 e questa questione fu accantonata. Circa l'intera legge, della quale si richiedeva verifica alla luce dell'art. 138 Cost., per stabilire cioè se essa costituisse revisione costituzionale (e avesse così infranto la procedura prescritta per le revisioni costituzionali), la Corte stabilì che la legge 645 non aveva rango di legge costituzionale e che quindi non comportava revisione, né contrasto con la norma dedotta, essendo invece mera applicazione della XII disposizione.
Circa l'art. 4 ( apologia) la Corte si soffermò invece a meglio definire la fattispecie delittuosa, segnalando che il reato si configura allorquando l'apologia non consista in una mera "difesa elogiativa", bensì in una «esaltazione tale da potere condurre alla riorganizzazione del partito fascista», cioè in una «istigazione indiretta a commettere un fatto rivolto alla detta riorganizzazione e a tal fine idoneo ed efficiente» e ritenne di non la ravvisare alcuna violazione delle disposizioni contenute nell'art. 21 della Costituzione.


Servizio di La7 che ci racconta cos'è Casa Pound
Riassumendo
In Italia abbiamo una legge, la 645 del 20 giugno 1952, chiamata “legge Scelba” che definisce il reato di Apologia del Fascismo. Questa legge però ha creato cono d’ombra giuridico nel quale dopo ben 63 ANNI non si´e ancora riusciti a fare luce. La legge è anticostituzionale o non è anticostituzionale?
Ad oggi, in pratica, nessuno è punibile, o quantomeno nessun giudice potrebbe affermare, a rigor di legge, che ci si trova di fronte ad Apologia del Fascismo, visto e considerato che qualsiasi avvocato della difesa potrebbe appellarsi all'incostituzionalità della legge Scelba, bloccando di fatto il procedimento penale.
Ma allora  perché nessuno ha preso provvedimenti in 63 ANNI?!!! 
Un caso su tutti
Cito nuovamente da Wikipedia
“Il Movimento Fascismo e Libertà è stato fondato nel 1991 dal senatore Giorgio Pisanò; ha affrontato alcune decine di processi per ricostituzione del partito fascista, ma la precisazione «del disciolto partito fascista» è stata sufficiente per ottenere in tutti i casi l'archiviazione o l'assoluzione, con la motivazione che il fatto non sussiste. La motivazione di ciò è che, in sostanza, la legge vieta la ricostituzione di un partito, ispirato al disciolto partito fascista, che mira al ritorno di una dittatura fascista.”
Qui la domanda sorge spontanea!
Ci prendete in giro? Se il fatto non sussiste in queste condizioni cosa deve fare una persona per essere condannata per Apologia del Fascismo?
Io sinceramente, da Italiano e da cittadino del Mondo sono proprio stufo che ci siano persone che possano liberamente inneggiare ad un periodo così oscuro della nostra storia, urlare il loro disprezzo per la vita, la loro intolleranza, il loro odio, la loro violenza e nonostante ciò rimanere impuniti. Si faccia luce sui meccanismi della “legge Scelba”! 
Si applichi o se dichiarata anticostituzionale, SI CAMBI LA COSTITUZIONE!!! 
D'altronde i nostri politici lo hanno fatto e lo stanno facendo per scopi molto meno nobili (per usare un eufemismo).
Basta con le ambiguità, legge certa per una pena certa!


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Legge n. 645 del 1952 (legge Scelba):

Norme di attuazione della XII disposizione transitoria e finale
(comma primo) della Costituzione.

Pubblicata nella Gazz. Uff. 23 giugno 1952 n. 143.
1. Riorganizzazione del disciolto partito fascista.
-Ai fini della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione, si ha riorganizzazione del disciolto partito fascista quando una associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista.
2. Sanzioni penali.
- Chiunque promuove, organizza o dirige le associazioni, i movimenti o i gruppi indicati nell'articolo 1, è punito con la reclusione da cinque a dodici anni e con la multa da 2.000.000 a 20.000.000 di lire (3/a) (4). Chiunque partecipa a tali associazioni, movimenti o gruppi è punito con la reclusione da due a cinque anni e con la multa da 1.000.000 a 10.000.000 di lire (1) (2). Se l'associazione, il movimento o il gruppo assume in tutto o in parte il carattere di organizzazione armata o paramilitare, ovvero fa uso della violenza, le pene indicate nei commi precedenti sono raddoppiate (2). L'organizzazione si considera armata se i promotori e i partecipanti hanno comunque la disponibilità di armi o esplosivi ovunque custoditi (2). Fermo il disposto dell'art.29, comma primo, del codice penale, la condanna dei promotori, degli organizzatori o dei dirigenti importa in ogni caso la privazione dei diritti e degli uffici indicati nell'art.28, comma secondo, numeri 1 e 2, del codice penale per un periodo di cinque anni. La condanna dei partecipanti importa per lo stesso periodo di cinque anni la privazione dei diritti previsti dall'art.28, comma secondo, n. 1, del codice penale. (1) La misura della multa è stata così elevata dall'art.113, quarto comma, L. 24 novembre 1981, n. 689, la sanzione è esclusa dalla depenalizzazione in virtù dell'art.32, secondo comma, della legge sopracitata. (2) Gli attuali commi dal primo al quarto così sostituiscono gli originari primi tre commi per effetto dell'art.8, L. 22 maggio 1975, n. 152.
3. Scioglimento e confisca dei beni.
- Qualora con sentenza risulti accertata la riorganizzazione del disciolto partito fascista, il Ministro per l'interno, sentito il Consiglio dei Ministri, ordina lo scioglimento e la confisca dei beni dell'associazione, del movimento o del gruppo (3). Nei casi straordinari di necessità e di urgenza, il Governo, sempre che ricorra taluna delle ipotesi previste nell'art.1, adotta il provvedimento di scioglimento e di confisca dei beni mediante decreto-legge ai sensi del secondo comma dell'art.77 della Costituzione. (3) Comma così sostituito dall'art.9, L. 22 maggio 1975, n. 152.
4. Apologia del fascismo.
- Chiunque fa propaganda per la costituzione di una associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità indicate nell'articolo 1 è punto con la reclusione da sei mesi a due anni e con la multa da lire 400.000 a lire 1.000.000 (1). Alla stessa pena di cui al primo comma soggiace chi pubblicamente esalta esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche. Se il fatto riguarda idee o metodi razzisti, la pena è della reclusione da uno a tre anni e della multa da uno a due milioni (4). La pena è della reclusione da due a cinque anni e della multa da 1.000.000 a 4.000.000 di lire se alcuno dei fatti previsti nei commi precedenti è commesso con il mezzo della stampa (1). La condanna comporta la privazione dei diritti previsti nell'articolo 28, comma secondo, numeri 1 e 2, del c.p., per un periodo di cinque anni (5). (1) La misura della multa è stata così elevata dall'art.113, quarto comma, L. 24 novembre 1981, n. 689. La sanzione è esclusa dalla depenalizzazione in virtù dell'art.32, secondo comma, della legge sopracitata. (4) Comma così sostituito dall'art.4, D.L. 26 aprile 1993, n. 122. (5) Così sostituito dall'art.10, L. 22 maggio 1975, n. 152.
5. Manifestazioni fasciste.
- Chiunque, partecipando a pubbliche riunioni, compie manifestazioni usuali del disciolto partito fascista ovvero di organizzazioni naziste è punito con la pena della reclusione sino a tre anni e con la multa da 400.000 a 1.000.000 di lire (1). Il giudice, nel pronunciare la condanna, può disporre la privazione dei diritti previsti nell'articolo 28, comma secondo, numeri 1 e 2, del codice penale per un periodo di cinque anni (6). (1) La misura della multa è stata così elevata dall'art.113, quarto comma, L. 24 novembre 1981, n. 689. La sanzione è esclusa dalla depenalizzazione in virtù dell'art.32, secondo comma, della legge sopracitata. (6) Così sostituito dall'art.11, L. 22 maggio 1975, n. 152. 5-bis. - Per i reati previsti dall'articolo 2 della presente legge è obbligatoria l'emissione del mandato di cattura (7). (7) Articolo aggiunto dall'art.12, L. 22 maggio 1975, n. 152.
6. Aggravamento di pene.
- Le pene sono aumentate quando i colpevoli abbiano ricoperto una delle cariche indicate dall'art.1 della legge 23 dicembre 1947, n. 1453 (8), o risultino condannati per collaborazionismo ancorché amnistiati. Le pene sono altresì aumentate per coloro che abbiano comunque finanziato, per i fatti preveduti come reati negli articoli precedenti, l'associazione, il movimento, il gruppo o la stampa (9). (8) Recante norme sulla limitazione temporanea del diritto di voto ai capi responsabili del regime fascista. (9) Comma così sostituito dall'art.13, L. 22 maggio 1975, n. 152.
7. Competenza e procedimenti.
- La cognizione dei delitti preveduti dalla presente legge appartiene al tribunale. Per i delitti stessi si procede sempre con istruzione sommaria, salvo che ricorrano le condizioni per procedere a giudizio direttissimo ai sensi dell'art.502 del codice di procedura penale. In questo caso il termine di cinque giorni indicato nello stesso articolo è elevato a quindici giorni.
8. Provvedimenti cautelari in materia di stampa.
- Anche prima dell'inizio dell'azione penale, l'autorità giudiziaria può disporre il sequestro dei giornali, delle pubblicazioni o degli stampati nella ipotesi del delitto preveduto dall'art.4 della presente legge. Nel caso previsto dal precedente comma, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'autorità giudiziaria, il sequestro dei giornali e delle altre pubblicazioni periodiche può essere eseguito dagli ufficiali di polizia giudiziaria, che debbono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, farne denuncia all'autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro si intende revocato e privo di ogni effetto. Nella sentenza di condanna il giudice dispone la cessazione dell'efficacia della registrazione, stabilita dall'art.5, L. 8 febbraio 1948, n. 47, per un periodo da tre mesi a un anno e, in caso di recidiva, da sei mesi a tre anni.
9. Pubblicazioni sull'attività antidemocratica del fascismo.
- La Presidenza del Consiglio bandisce concorsi per la compilazione di cronache dell'azione fascista, sui temi e secondo le norme stabilite da una Commissione di dieci membri, nominati dai Presidenti delle due Camere, presieduta dal Ministro per la pubblica istruzione, allo scopo di far conoscere in forma obiettiva ai cittadini e particolarmente ai giovani delle scuole, per i quali dovranno compilarsi apposite pubblicazioni da adottare per l'insegnamento, l'attività antidemocratica del fascismo. La spesa per i premi dei concorsi, per la stampa e la diffusione è a carico dei capitoli degli stati di previsione della spesa per acquisto e stampa di pubblicazioni della Presidenza del Consiglio e del Ministero della Pubblica istruzione.
10. Norme di coordinamento e finali.
- Le disposizioni della presente legge si applicano senza pregiudizio delle maggiori pene previste dal codice penale. Sono abrogate le disposizioni della L. 3 dicembre 1947, n. 1546, concernenti la repressione dell'attività fascista, in quanto incompatibili con la presente legge. La presente legge e le norme della L. 3 dicembre 1947, n. 1546, non abrogate, cesseranno di aver vigore appena che saranno state rivedute le disposizioni relative alla stessa materia del Codice penale.