RIDUCIAMO I RIFIUTI: facciamo il compostaggio domestico

Sempre di più le piccole,  medie e grandi imprese sono protagoniste di iniziative volte alla riduzione dei rifiuti ed al riciclaggio dei materiali utilizzati nelle diverse produzioni. Però anche noi, nel nostro piccolo, possiamo implementare delle attività che aiutano alla riduzione dei rifiuti. (leggi l'articolo - Correre con la plastica ai piedi)

In questo articolo riporterò le informazioni presenti su un depliant inforamtivo di Legambiente Valchiavenna, una ONLUS che invito a seguire attraverso questo blog (fai click qui per andare al blog di Legambiente Valchiavenna


RIDUCIAMO I RIFIUTI: facciamo il compostaggio domestico

Erba tagliata del  nostro giardino, bucce, pelli, avanzi  di cucina e simili finiscono generalmente in pattumiera se il  comune non ha organizzato la raccolta differenziata della frazione organica. Invece, dato che la parte organica dei rifiuti che quotidianamente produciamo costituisce un terzo dei rifiuti cittadini, sarebbe molto opportuno imparare a fare il compostaggio domestico. I vantaggi del compostaggio sono: diminuzione  significativa dello smaltimento dei  rifiuti visto che l'organico  costitusice appunto il 30% del totale dell'immondizia domestica; diminuzione della formazione del percolato (che è una sostanza che filtra nel terreno  e, se la discarica non è  ben isolata, può inquinare molto la falda acquifera) che si genera in buona parte dalle sostanze organiche; prevenire la produzione di inquinanti atmosferici che si generebbero dalla bruciatura diqueti scarti;

Per fare un buon compost le regole di base sono le seguenti 

1 - La giusta miscelazione tra scarti  umidi (quelli di cucina e sfalci) e scarti secchi (legno, paglia) che permete di raggiungere l'umidità ottimale (se è troppo bassa il processo di decomposizione si rallenta, se  troppo alta i rifiuti tendono a marcire, generando cattivi odori) e ad agevolare una sufficiente  porosità, necessaria per avere ossigeno  (gli scarti secchi infatti garantiscono una buona porosità).

2 - Un'adeguata aerazione: i microrganismi che decompongono il  materiale organico vivono in presenza di ossigeno  ,e solo conuna aerazione efficiente si garantisce l'assenza di cattivi odori. E' buona abitudine perciò  rivoltare ongi tanto il materiale per ossigenare il cumulo e disfare gli agglomerati di  materiale che si fossero compattati.

3 - La scelta del lugo adatto e le dimensioni: possibilmente sotto un albero (che in inverno perde le foglie), in modo che d'estate il sole non essicchi eccessivamente il materiale, mentre d'inverno il sole accelleri la rezione di decomposizione; l'altezza del cumulo deve essere almeno di 50/60 cm e al massimo 1,5 m cosi da evitare che gli scarti si compattino troppo. 

4 - La preparazione del fondo, con del materiale legnoso, per garantire il drenaggio dell'umidità in ecceso. 

5 - In piccole quantità si possono anche mettere cenere di legna (max 2-3 kg per metro cubo) carta non stampata e cartone, escrementi di piccoli animali (galline, conigli ecc.)

Un compost maturo si riconosce comunque dal colore scuro, dall'aspetto wsoffice e dal profumo gradevole di terriccio di bosco (niente a che vedere con il cattivo odore dei rifiuti!). A seconda del grado di maturazione gli usi possono essere diversi. In genere un compost maturo, lo si ottiene dopo 8-10 mesi , ed è ottimo per vasi fioriti , risemine di prati e anche per ospitare radici di diversi arbusti. 

Il compostaggio è un'attiivtà che fa bene all'ambiente,  ci riconcilia con la natura e ci aiuta a capire i cicli di rigenerazione del nostro Pianeta. E' inoltre un'attivitò molto educativa per i bambini e i giovani in generale, ci insegna ad aspettare, a lavorare in prospettiva ed a ottimizzre le risorse a nostra disposizione.

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