CROANACA: una nuova città-stato per i rifugiati in Europa

Un architetto austriaco progetta e disegna il prossimo Stato europeo: un'isola artificiale per i rifugiati

Articolo originale del El Pais - 29 dicembre 2017 - di Gemma Solés i Coll

Mentre l'Unione europea discute animatamente sulle quote della ricollocazione dei rifugiati e gli Stati Uniti si ritirano dal  Global Compact delle Nazioni Unite sulla protezione dei migranti e dei rifugiati, nasce (almeno sulla carta)  l'Europa in Africa (EIA), un progetto di repubblica indipendente per i rifugiati che cercano di raggiungere l' Europa.

Schizzo della città Stato Europa in Africa.
Per gentile concessione dell'Europa in Africa

EIA, come è nota per il suo acronimo in inglese, vuole essere eretta come un'isola artificiale tra l'Italia e la Tunisia per dare accoglienza e passaporto europeo ai richiedenti asilo. Il progetto, presumibilmente finanziato dall'Unione europea, inizierebbe con los status di protettorato, per poi assumere, in 25
Theo Deutinger
anni,  lo status di città-stato con piena indipendenza per operare autonomamente. Questo progetto dell'architetto austriaco Theo Deutinger insieme allo studio di architetti TD, con sede ad Amsterdam, si ispira a diverse idee precedenti come quella del magnate immobiliare Jason Buzi, che ha già proposto una "Nazione Rifugiata" o il miliardario delle telecomunicazioni egiziano Naguib Sawiris, che ha annunciato un piano per acquistare diverse isole che potrebbero essere allestite per accogliere specificamente le persone in situazione di rifugio.

Il progetto è in corso da due anni e se i piani avranno successo, l'Unione europea affitterebbe una porzione di terra già delimitata tra l'Italia e la Tunisia con un contratto di 99 anni, dove verrà costruita l'isola, che servirebbe come un "nuovo paese europeo". 

Come funziona l'Europa in Africa - EIA
I primi coloni di questa città-stato sarebbero esperti in edilizia, infrastrutture urbane, diritto ed economia e sarebbero incaricati di iniziare la costruzione dell'isola, sviluppando la propria costituzione e attuando accordi che facilitino il commercio diretto con le aziende europee. E sebbene il progetto contempli la possibilità che il nuovo Stato europeo adotti nuovi modelli economici e sociali, i suoi abitanti, i rifugiati, dovrebbero restituire il prestito per costruire l'isola all'Unione europea in un quarto di secolo.

Localización de la isla EIA,
según la web del proyecto de ciudad-Estado.

La prima fase della EIA sarebbe stata progettata per accogliere 150.000 abitanti, con un piano generale che riunisce "il meglio dell'Europa e dell'Africa", come si può leggere sul sito web del progetto, e che sarebbe, secondo il suo stesso slogan, come: "la prima città veramente europea. " La rete urbana prenderebbe come esempio la pianificazione della città del malese di Timbuktu, concentrando le sue infrastrutture sul trasporto pubblico e pedonale, utilizzando  standard europei di costruzione. il Il motore dell'isola sarà l'energia verde ed è stato previsto anche un impianto di desalinizzazione per ottenere acqua dolce dal mare.

Dal punto di vista legale, i residenti di EIA sarebbero cittadini europei e, in quanto tali, potrebbero spostarsi liberamente nel resto dell'Europa, anche se acquisirebbero tale diritto solo dopo essere stati residenti legali dell'isola per 5 anni, speiga l'ideatore del progetto. 

Siamo di fronte a una distopia urbana e umana per fermare la presenza di rifugiati ed emigranti nel vecchio continente?

Nonostante il padre del progetto, l'architetto Deutinger, che ha lavorato sul concetto e la filosofia della città insieme ad un gruppo di studenti dell'Università di Eindhoven, difenda il progetto asserendo che: "EIA non sarà un ghetto perché non sarà recintato" molti esperti hanno già reso pubbliche le loro critiche sulla creazione di un nuovo paese per i rifugiati. Sembrerebbe che EIA sia piuttosto un tentativo di risolvere il "problema dei rifugiati" in Europa, invece di abbordare le cause che fanno sì che le persone debbano chiedere protezione internazionale cercando cosi di risolvere  il vero dramma umano che sta alla base di questa crisi.


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A  presto, Diego

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