El Salvador di Prudencia Ayala, la donna che voleva diventare Presidente

Recentemente ho realizzato un soggiorno di studio e lavoro in Centroamerica. Tra i paesi che ho potuto conoscere e visitare il Salvador è quello nel quale ho soggiornato per più tempo, poco più di un mese. Dal piccolo paese affacciato sull'oceano Pacifico ho imparato davvero tanto, ho appreso delle vite e dei martiri di Rutilio Grande, di Oscar A. Romero, dei Martiri della UCA e di molte altre storie che raccontano di una umanitá sbandata e senza senno: basti citare il massacro del Mozote che ricorda terribilmente i fatti di Sant'Anna di Stazzema
Non tutte le storie che ho conosciuto sono però a sfondo drammatico. Una cara amica mi ha infatti parlato di un donna, Prudencia Aguilar, una donna con spirito e forza davvero titaniche. Prudencia è ricordata come la salvadoregna che per prima ebbe il coraggio di candidarsi alla presidenza del El Salvador. 

Chi era Prudencia Ayala

Prudencia nacque a Sonzacate (Sonsonate) il 28 aprile del 1885. Fu una scrittrice e attivista sociale che lottò per il ricoscimento dei diritti delle donne nel Salvador. In quell'epoca far sentire la voce delle donne in questa e altre parti del mondo non era cosa semplice e diventava ancora più difficile se a farlo era una donna indigena. Prudencia infatti apparteneva a ciò che restava dei popoli indigeni originari centroamericani e fin da piccola dovette lottare per dignificare la sua vita. Non potè terminare gli studi primari e dovette imparare fin da giovanissima il lavoro della sarta, mestiere che la accompagnerà durante tutta la vita. Prudencia asseriva di possedere la capacitá di ascoltare "delle voci" e di poter predirre il futuro, elemento che le dette una notevole fama tra i giornali locali della cittá di Santa Ana. Da quel momento i giornali non avrebbero smesso di parlare di lei ma negli anni successivi sarebbero stati i suoi articoli nei quali parlava di femminismo ad attirare l'attenzione delle cronache, cosi come il grande esoterismo che circondò la sua figura. Il Diario di Occidente fu uno dei giornali nei quali inizió a scrivere a partire dal 1913, un giornale che circolava nella regione occidentale del El Salvador. Prudencia scriveva a favore  dell'antimperialismo, del femminismo e dell'unionismo centroamericano, oltre ad opporsi fermamente all'invasione statunintense del Nicaragua ed a produrre poesie che vennero pubblicate in tutto il territorio nazionale. 

Nel 1919 fu incarcerata per aver attaccato in un suo articolo il sindaco di Atiquizaya, dopodichè, in Guatemala, fu incarcerata durante diversi mesi dopo essere stata accusata di aver partecipato all'organizzazione di un colpo di Stato. nel 1921 pubblicò il libro "Escible. Avventure di un viaggio in Guatemala" dove narrava il suo viaggio nel paese centroamericano negli ultimi mesi del governo dittatoriale di Manuel Estrada Cabrera. Inoltre pubblicò i libri "Immortale, amori di una folle" 1925 e "Fumava Mota (Mota: piccole parti del filo di cotone)"1928.
Alla fine del decennio degli anni 20' fondò e diresse il giornale "Redención Femenina" (Redenzione Femminile) dove espresse la sua posizione a difesa dei diritti civili delle donne. 
Nel 1930  provò a candidarsi alla presidenza della Repubblica, nonostante la legislazione salvadoreña non riconoscesse il diritto del voto per le donne che non potevano, all'epoca, neanche occupare nessun incarico pubblico. 

Il suo programma di governo includeva:

- Appoggio ai sindacati
- Legalità e trasparenza nell' amministrazione pubblica
- Limitazione nella distribuzione dell'alcool
- Rispetto per la libertà di culto
- Ricoscimento dei figli illegittimi (nati fuori dal matrimonio)

Il dibattito politico scaturito tra chi si schierava a favore e contro la sua pretesa di candidarsi alla presidenza fu feroce e serrato. Uno dei difensori del diritto di Prudencia a candidarsi fu il filosofo, maestro, scrittore e deputato Alberto Masferrer.

Alla fine la sua candidatura fu respinta dalla Corte Suprema di Giustizia però il dibattito che sorse per il suo tentativo dette un impulso definitvo al movimento per il riconoscimento dei diritti civili delle donne e sopratutto del diritto al suffragio femminile che fu riconosciuto nel 1939. Finalmente, nella Costituzione del 1950, con l'approvazione dell'allora presidente della Repubblica, Oscar Osorio, si riconobbero legalmente nella fonte primaria della convivenza civile, i diritti delle donne nel El Salvador. 

Prudencia Ayala morì l'11 luglio del 1936, lontana dalla politica, però attiva nei movimenti sociali e nella lotta delle masse; non vide il frutto della sua folgorante lotta però si convertì nella pioniera della lotta per i diritti umani delle donne nel El Salvador.


Grazie Prudencia, la tua vita è stata un raggio di luce in tanta oscuirtà. Sei stata un simbolo, un seme di fraternità, lotta per la giustizia e uguaglianza. 


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La Fraternità non è un principio, è uno stile di vita!
A  presto, Diego
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