VIAGGI - DOMINICAN REPUBLIC's photo story

La Repubblica Dominicana è un luogo che mi ha affascinato e rattristato allo stesso tempo. Un Paese dalla lunga e tormentata storia. Un'isola abitata dagli indigeni Taino, massacrati in poco piu di 20 anni, dopo l'arrivo delle caravelle di Cristoforo Colombo, il 5 dicembre del 1492. Un'isola, battezzata come "La Española" dai Conquistadores, dove visse il famoso frate dominicano, Antonio de Montesino, autore del famoso discorso che inspirò Bartolomé de las Casas per la difesa della dignità e della vita degli indigeni. 


Un'isola divisa dal potere coloniale spagnolo e francese, un luogo che visse come pochi altri la tratta degli schiavi provenienti dall'Africa. Poi nel 1791 una ribellione di schiavi guidati da Toussaint Louverture segnò l'indipendenza della colonia francese di Haiti dalla madrepatria e la conseguente unificazione dell'isola per mano degli haitiani. Ancora una volta "la Española" divenne un tutt'uno ma questa volta sotto il sengo della libertà. Gli inizi del 1800 furono difficili e tormentati e solo nel 1844  un movimento di sollevazione popolare guidato da Juan Pablo Duarte portò all'indipendenza della Repubblica Dominicana sancita da un manifesto che segnava l'uguaglianza di tutti gli uomini, senza discriminazioni. Gli Stati Uniti d'America invasero l'isola (per insolvenza nel debito estero nei loro confronti) nel 1916 e rimasero sul territorio dominicano fino al 1924. Nel momento in cui gli Stati Uniti lasciarono il paese insediarono il dittatore Rafael Leónidas Trujillo con l'incarico di difendere gli interessi economici americani. La dittatura di Trujillo è una delle piú sanguinarie che la storia ricordi. Sotto il suo regime del terrore trovarono la morte il 25 novembre 1960  le sorelle Mirabal (Minerva, Teresa e Patria). Dopo l'assassinio di Trujillo, tentavivi di colpi di Stato e un nuovo intervento delgi USA, la Repubblica Dominicana ha cercato di intraprendere con difficoltà un cammino democratico e di riconciliazione. Il panorama che mi sono trovato di fronte mi ha molto amareggiato. Un povertà diffusa, una'economia spostata completamente sul turismo e sul comparto immobiliare ad esso legato. Una proliferazione della tratta di esseri umani, specialmente ragazzine vendute per pochi spiccioli a turisti occidentali facoltosi (italiani inclusi), un mercato della droga fiorente, una criminalità e una corruzione diffusa e normalizzata. Un contesto difficile nel quale vivere nonostante la magnificenza della natura, le impressionanti spiagge caraibiche e la proverbiale gioia di vivire della gente. Un moneta a due facce, paradiso e inferno allo stesso tempo.  Chi viaggia dall'Europa verso l'aeroporto di Punta Cana e visita le bellissime spiagge della parte est potrebbe non rendersi conto della situazione del Paese. Le "bolle" turistiche presenti nella Repubblica Dominicana, dove soggiornano e fanno shopping i turisti provenienti dai villaggi e dalle navi da crociera offrono una realtà distorta della difficile vita che tutti i giorni vivono le persone comuni sull'isole. 



Le foto che state per vedere riguardano la capitale dell'isola, Santo Domingo e la cittadina di Veron nella zona di Punta Cana. Ho visitato, viaggiando con i mezzi pubblici, alcune delle spiagge più belle dell'isole nella zona di Punta Cana e Bavaro.  La mia preferita è sicuramente Macao

PHOTOSTORY

BOCA CHICA





SANTO DOMINGO





















































































BIBIJAGUA










JELLYFISH





CORTENCITO










MACAO











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Caminante, son tus huellas
el camino y nada más;
Caminante, no hay camino,
se hace camino al andar.
Al andar se hace el camino,
y al volver la vista atrás
se ve la senda que nunca
se ha de volver a pisar.
Caminante no hay camino

sino estelas en la mar

Antonio Machado