Non sono un femminista: sono un maschio in decostruzione



Non sono un femminista: semmai sono un alleato del femminismo. Quello che invece so per certo è che sono un maschio in decostruzione. Essere coscienti della pericolosità e della violenza insita nel concetto di "mascolinità" con il quale sono cresciuto non è un punto d'arrivo ma solo l'inizio. Non si tratta di un'illuminazione, nè di un' Eureka che ti prende all'improvviso, o di un fantomantico stato di ebrezza intellettule che ti permette di colpo di vedere tutto sotto un'altra luce. E' un cammino, lungo, doloroso, introspettivo, intimo, pieno di insidie e che mi porta costantemente a mettermi in discussione. Ricordo ancora perfettamente quando coscientemente è iniziato quel cammino: 9 anni fa al corso di laurea di Scienze per la Pace, grazie all'incontro con persone incredibili, giovani studentesse mie compagne di corso che con pazienza e lucidità analizzavano e districavano la complessa matassa autoreferenziale della società eteropatriarcale. Piccoli messaggi che cominciavano a fare breccia nella mia costruzione di un mondo compatto, normato, monolitico dove la diversità era un effetto collaterale da tollerare. Oggi so che non esiste lotta per i diritti umani senza la lotta femminista, so che la grande rivoluzione ancora in sospeso nel mondo attuale è quella per pieni diritti delle donne e per l'uguaglianza in opportunità. So che non potremo dare risposta alle sfide che ci aspettano nel prossimo futuro senza aver rotto le catene della falsa costruzione machista del diritto di possedere una donna, di mercificarla, di umiliarla, di discriminarla, di violentarla, di disporre di lei a piacimento e di legiferare sul suo corpo. La lotta femminita ci ha insegnato che la diversità è l'altra faccia della moneta della libertà. Ci ha insegnato che una volta rotta la diga dell' eteropatriarcato anche le altre diversità hanno potuto iniziare una lotta per il loro diritto ad esistere in uguaglianza e dignità. Una volta rotto lo schema di marginazione delle minoranze, una volta lanciato il j'accuse al sistema patriarcale, eteronormativo, colonialista, razzista, classista, occidentocentrico il castello di carte ha cominciato a cadere. Cari uomini, non abbiate paura di questo nuovo mondo. E' un mondo più libero per tutti, anche per noi, schiavi di una mascolinità violenta, chiusa, artificiale e limitante. Non posso mostrarvi il cammino, ognuno di noi lo deve trovare da solo. Quello che posso suggerirvi è di imparare ad ascoltare, a mettervi in discussione: leggete, chiedete, siate curiosi, non date niente per scontato, analizzate la vostra quotidianità, il vostro modo di comunicare, il vostro modo di pensare. Non pretendete che le donne facciano questo lavoro per voi. Stanno lottando da secoli per risvegliare le coscienze e pagano quotidianamente con il loro sangue questa battaglia. Questa rivoluzione continua a mietere vittime tutti i giorni, decine, centinaia di femminicidi e di strupri, e di violenze e di discriminazione sono il prezzo che l'altra metà del mondo sta pagando per il nostro risveglio.

Ora tocca a noi metterci in gioco.

Vi abbraccio

Diego Battistessa

Chi sono " Las Tesis" il collettivo femminista cileno che ha creato ”Un violador en tu camino”

Bendate, in fila e con voce ferma, un gruppo di femministe cilene ha cantato lo scorso 25 novembre a Santiago e in altre città del paese, un messaggio contro la violenza di genere, nel mezzo dello sconvolgimento sociale iniziato il 18 ottobre.  Il messaggio è stato rimbalzato dai social network, è diventato virale ed è stato replicato da donne di varie città del mondo.




Chi guida il collettivo "Las Tesis"

Secondo il giornale cileno Interferencia, circa un anno e mezzo fa Sibila Sotomayor e Dafne Valdés (background in arti sceniche) Paula Cometa Stange, (design e Storia), e Lea Cáceres (costumista), hanno organizzato e dato vita al collettivo interdisciplinare femminile Las Tesis

Nel nome si trova la ragione del loro essere. Queste quattro donne di 31 anni si sono date l'obiettivo di prendere tesi di autrici femministe e tradurle in una performance per raggiungere un pubblico piú ampio.


Loro sono "Las Tesis" collettivo interdisciplinare di donne  formato da Dafne Valdés, Paula Cometa, Sibila Sotomayor e Lea Cáceres, native di Valparaíso, creatrici dell'intervento chiamato "Uno stupratore nel tuo cammino" che si è diffuso in tutto il mondo

Il testo "Un violador en tu camino"

“El patriarcado es un juez, que nos juzga por nacer, y nuestro castigo, es la violencia que no ves. Es feminicidio. Inmunidad para mi asesino. Es la desaparición. Es la violación. Y la culpa no era mía ni donde estaba ni cómo vestía. Y la culpa no era mía ni donde estaba ni cómo vestía. El violador eras tú. El violador eres tú. Los jueces. El Estado. El presidente” 

La canzone che è già stata presentata oltre al Cile anche in Francia, Germania, Colombia, Stati Uniti e Messico.

Per quanto riguarda il testo di questa canzone, Valdés, ha dichiarato che: “La nostra premessa come gruppo è quella di  cercare di portare le teorie femministe in un formato scenico, in un modo semplice e di facile diffusione per far arrivare questi messaggi alle persone che non hanno avuto la possibilità di leggere o analizzare queste teorie".

"Un violador en tu camino", il grido inaugurato dalle femministe cilene  nella loro rappresentazione contro il patriarcato, è stato viralizzato dai social network  ed è diventando l'inno della lotta contro il patriarcato attraversando le Ande e l'oceano Pacifico.

Per approfondire e vedere altri video delle performance, leggere questo articolo su NODAL - Noticias de America Latina y el Caribe

----------------------------------------
Non ti dimenticare di condividere l'articolo

e



Grazie!

La Fraternità non è un principio, è uno stile di vita!
A  presto, Diego



Se vuoi visitare l' archivio della sezione "Cronaca"clicca qui.