Scarica gratuitamente 12 libri di Paulo Freire per educare alla libertà


Paulo Freire - chi era?

Per garantire un'educazione emancipatoria, Paulo Freire ha affermato che "la conoscenza deve essere costruita a partire  da diverse realtà che influenzano i due soggetti politici inclusi nell'azione educativa, studente e insegnante"

Paulo Freire è uno dei rappresentanti della pedagogia critica, che è stata considerata un nuovo modo in cui le due parti coinvolte nel processo educativo possono riflettere e sensibilizzare sui problemi sociali che si verificano quotidianamente e che incidono direttamente e indirettamente in classe.

Pertanto, in modo che più persone conoscano e applichino le idee del pedagogo brasiliano, in vista di un'educazione alla libertà, condivido 12 dei suoi libri da poter scaricare gratuitamente:

  1. Pedagogía del Oprimido
  2. Pedagogía de la Esperanza
  3. Pedagogía de la Indignación
  4. Pedagogía de la Autonomía
  5. Cartas a quien pretende enseñar
  6. La Educación como Práctica de la Libertad
  7. La importancia del acto de leer
  8. Hacia una pedagogía de la pregunta
  9. ¿Extensión o comunicación? La concientización en el medio rural
  10. Pedagogía Erótica
  11. Educación y Cambio
  12. Educación popular, cultura e identidad desde la perspectiva de Paulo Freire

Per un'educazione emancipatoria e garante dei diritti. Grazie a alla Campagna Latinoamericana per il Diritto all'Educazione per la diffusione di questi testi. 

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2019 - Cronostoria di un anno di migrazione venezuelana

Ho il piacere di tradurre questo articolo realizzato per il Caracas Chronicles da Betilde Muñoz-Pogossian (Direttrice del Dipartimento di Inclusione Sociale dell'OAS) che realizza una cronostoria degli eventi che hanno caratterizzato il flusso migratorio venezuelano nel 2019. 

Betilde segnala, tra gli eventi importanti dell'anno appena concluso, anche il lancio ad Ottobre della mappa interattiva che ho realizzato  per denunciare le morti di donne venezuelane migranti e rifugiate. Un orgoglio e una responsabilità continuare questo grande lavoro di ricerca e diffusione per non fare cadere nel dimenticatoio questo massacro silenzioso. 

Fonte foto: New York Times

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2 gennaio 2020, di Betilde Muñóz Pogossian**

Per il secondo anno consecutivo, il Migration Policy Institute (MPI), un think tank con base a Washington DC e specializzato su questioni migratorie, ha posto la crisi migratoria venezuelana al primo posto della classifica delle emergenze migratorie dell'anno. Una crisi che nel 2019 è stata anche al centro di intense conversazioni nel sistema ONU, nell'Unione Europea e nel'Organizzazione degli Stati Americani.

Il numero delle persone che hanno lasciato il paese sudamericano può essere paragonato solo con ciò che sta accadendo in Siria, un conflitto che ha generato 6,7 milioni di rifugiati. Alcune previsioni indicano però che nel 2020 la crisi migratoria venezuelana protrebbe raggiungere i livelli di quelli siriana. 

Il flusso migratorio verso altri paesi è costante e a questo si aggiunge la certezza del fatto che le cose non saranno mai più le stesse per il paese. Cosi come non lo sono per la nostra gente (Betilde è venezuelena)  che ora vive all'estero. Cosa è successo nel 2019? Dove sono i migranti e i rifugiati venezuelani? In che modo i paesi e la comunità internazionale hanno risposto a questa grande sfida per la regione e il per mondo? Questi sono alcuni dei temi chiave della migrazione venezuelana avvenuti nel 2019.































GENNAIO

Il 2019 inizia con grandi novità. L'Organizzazione degli Stati americani (OAS) decide di "non riconoscere la legittimità del nuovo mandato presidenziale di Nicolas Maduro dal 10 gennaio 2019". La risoluzione è stata approvata con 19 voti a favore, 6 contrari, 8 astensioni e uno assente. Con questa votazione, e con Juan Guaidó che assume la presidenza provvisoria del Venezuela, diversi paesi iniziano a riconoscere progressivamente Guaidó come la controparte legittima: questo da inzio anche alle trattative sull'accettazione dei passaporti scaduti dei venezuelani da parte dei paesi che riconoscono Guaidó.

Vittima di violenza di genere, muore nella città di Ibarra (Ecuador)  Diana Carolina Ramirez, un donna ecuadoregna incinta. L'assino è un giovane migrante colombo - venezolano. Sfortunatamente la discussione si focalizza sulla xenofobia e non sul vero problema: la violenza di genere contro le donne.

FEBBRAIO

Il 23 febbraio, leader dell'opposizione tra cui il presidente ad interim Juan Guaidó, il segretario generale dell'OAS Luis Almagro e i presidenti di Colombia, Cile e Paraguay si sono riuniscono a Cucuta per il concerto Venezuela Live Aid e per sostenere gli sforzi internazionali per portare aiuti umanitari in Venezuela.

MARZO

L'ONG venezuelana, CEPAZ, pubblica l'unica approfondita e specifica analisi della situazione delle donne migranti venezuelane. Nel rapporto vengono illustrate le sfide specifiche affrontate dalle donne migranti e vengono delineate le correlate proposte politiche.

APRILE

Le Nazioni Unite riconoscono apertamente la portata del problema umanitario in Venezuela, definendolo "significativo e in crescita". Le Nazioni Unite avvertono che al momento il 25% della popolazione (cioè circa 7 milioni di venezuelani) hanno bisogno di assistenza umanitaria.

Nove paesi ( Ecuador, Argentina, Cile, Colombia, Costa Rica, Panama, Paraguay, Perù e Venezuela) che hanno partecipato al cosiddetto processo di Quito, hanno  approvano una Dichiarazione congiunta del III Incontro tecnico internazionale sulla mobilità umana dei cittadini venezuelani nella Regione.

MAGGIO

Il 21 maggio, l'Assemblea nazionale pubblica un decreto firmato dal presidente ad interim Juan Guaidó per estendere la validità dei passaporti venezuelani per altri cinque anni dopo la data di scadenza stampata sul documento.

GIUGNO

Nel quadro della 49a Assemblea Generale dell'OAS a Medellín, l'OAS presenta il suo Rapporto sulla migrazione venezuelana che analizza la crisi senza precedenti dei migranti e rifugiati venezuelani nella regione.

Il governo degli Stati Uniti decide di riconoscere la validità dei passaporti venezuelani per cinque anni oltre le loro date di scadenza stampate.

Il 13 giugno, il presidente del Perù annuncia che a partire dal 15 giugno i venezuelani avrebbero dovuto esibire passaporti validi e acquisire un visto umanitario.

LUGLIO

L'Ecuador approva una misura che richiede un visto umanitario perchè i cittadini venezuelani. possano entrare nel paese. Tra le altre normative, viene approvata un'amnistia migratoria per proteggere i venezuelani già nel paese ma in stato migratorio irregolare.

Il IV incontro del processo di Quito si svoge a Buenos Aires, in Argentina. Durante l'incontro, i paesi partecipanti concordano una tabella di marcia per l'integrazione dei cittadini venezuelani.

AGOSTO

Mostrando solidarietà con i più vulnerabili  la Colombia concede la cittadinanza ai bambini nati in Colombia da genitori venezuelani. La misura proteggerebbe i bambini nati in Colombia dal 2015 e due anni dopo l'approvazione della misura, vale a dire fino all'agosto 2021.

L'International Migration Organization (IOM) rivela i numeri del Progetto Missing Migrants. Secondo il rapporto, i migranti venezuelani sono al secondo posto nella classifica con 178 vittime preceduti solo da "cittadinanza sconosciuto".

I ministri della sanità di 10 paesi della regione riuniti in Colombia concordano di produrre una tessera di vaccinazione regionale, per registrare i registri delle vaccinazioni dei migranti venezuelani e dei rifugiati.

OTTOBRE

L'Unione europea convoca una conferenza di solidarietà a Bruxelles. La conferenza  raccoglie circa $ 133 milioni.

I video sui social media  iniziano a documentare aggressioni, attacchi, minacce e molestie contro i migranti venezuelani.

Viene lanciato il progetto di una mappa interattiva che segnala la morte di dozzine di donne venezuelane migranti in tutto il mondo.

NOVEMBRE

L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) e l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM)  lanciano il Piano regionale 2020 per i rifugiati regionali e la risposta ai migranti (RMRP) per raccogliere 1,35 miliardi di dollari, che saranno incanalati a più di 130 organizzazioni che assistono i migranti venezuelani e le comunità ospitanti .

DICEMBRE

L'anno si  conclude con previsioni che (stando alle tendenze attuali)  fino a 6,5 milioni di venezuelani potrebbero vivere all'estero entro la fine del 2020.

Altri casi di xenofobia e discriminazione iniziano a verificarsi nei paesi di accoglienza che si trovano ad affrontare il peso degli arrivi di migranti. Secondo fonti delle Nazioni Unite, circa il 46,9% dei migranti venezuelani ha recentemente subito discriminazioni, rispetto al 36,9% all'inizio del 2019.

** Le opinioni sono personali. Non rappresentano quelli dell'Organizzazione degli Stati americani (OAS).

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Pubblicazioni/interviste per testate giornalistiche



In questo spazio potrai trovare gli articoli che ho scritto (e le interviste che ho rilasciato) per diverse testate giornalistiche italiane e straniere.


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Il Fatto Quotidiano (Italia)




Venezuela, l’Onu rivela gravi violazioni dei diritti umani. E a rimetterci sono le donne, gli indigeni e l'ambiente 
(8 Lug 2020)

(29 Giu 2020)

(16 Giu 2020)

(9 Giu 2020)

(11 Nov 2019)
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Il Corriere della Sera - Edizione di Roma (Italia)





 - Mappa delle venezuelane morte all'estero (12 novembre 2019)
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AGI (Italia)





Il dramma delle donne costrette a fuggire dal Venezuela. Una mappa (19 Set 2019) / Intervista rilasciata al giornalista Marco Bova
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La Repubblica (Italia)





Lettera da un italiano in lutto (5 Giu 2018)
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L'Azione






 - America Latina, dove la quarantena in casa è un privilegio di classe (26 Mar 2020) - Intervista rilasciata al giornalista Enrico Vendrame
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- Diego Battistessa, "El derecho de vivir en paz"  (20 Giu 20) - Video intervista
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El País (Spagna)




 - Una masacre silenciosa: las venezolanas muertas en el extranjero (4 Set 2019)

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ABC (Spagna)







 - Los protocolos de las ONG, en duda tras la «bacanal» de Oxfam (19 Feb 2018)
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